mercoledì 5 settembre 2012

IL "RITORNO"...

Care amiche e cari amici, 

la "conversazione di oggi, davanti ad un caffè e davanti ad una rosa", vuole riprendere e continuare il discorso avviato nel POST: «Roberto Giachetti contro il Cartello della Politica», visto che, ancora una volta, il Cartello, con la nuova proposta di Legge Elettorale presentata dal PDL e, in massima parte, ormai accettata anche dal PD e dall'UDC, sta mostrando la sua protervia nel voler perpetuare, a tutti i costi, la «Partitocrazia» e salvaguardare i propri interessi, in particolare, quelli dei suoi Leader. Il gesto di Giachetti probabilmente sarà vano, perché si apprestano a fare tutto il contrario di quello che quest'ultimo ha dichiarato di volere. Oggi, a maggior ragione, il suo gesto "non violento", quale è quello dello sciopero della fame per far approvare una migliore Legge Elettorale, acquista una valenza ancora più speciale.

La strategia, dei «furbetti» del Cartello, ovviamente, è rimasta la stessa, invariata, sempre con lo stesso slogan: 
«Così vuole il Popolo!»

Vediamo se, almeno per una volta, è vero!
Per dare un giudizio ponderato sulla nuova proposta di Legge Elettorale, credo sia opportuno  fare una disamina, articolata su quattro fasi, per arrivare alle Conclusioni
Vista la complessità della materia e delle sue implicazioni, non è possibile separare il tutto in più POST, pena la perdita di unitarietà, efficacia ed esaustività. 

Dobbiamo, quindi:
  1. esaminare, prima, i "DESIDERATA" che l'opinione Pubblica vorrebbe che fossero alla attenzione della Politica, pretendendo che la Politica stessa, poi, li concretizzi, 
  2. cercare di capire le motivazioni a base della nuova proposta di Legge Elettorale;
  3. illustrare il Metodo e le regole della Legge stessa.
  4. capire le risposte, che le oligarchie partitiche danno, e confrontarle con le aspettative popolari.
1 FASE. Partiamo, quindi, dai Desiderata, cioè da quello che l'Opinione Pubblica vorrebbe fosse posta all'attenzione della Politica e vorrebbe che essa stessa risolvesse:
  • Il primo,  sarebbe il desiderio di abrogare il Porcellum. Dopo che il «Popolo», infatti, ha toccato con mano gli effetti funesti del «Porcellum» sulla democrazia, si è avviata e consolidata, ormai da tempo, una campagna di protesta da parte della opinione pubblica  che, anche attraverso la richiesta, poi, vanificata dalla Cassazione, di un referendum, chiede un cambiamento radicale nel modo di votare, conscio che è, almeno, il primo passo per far ripartire il discorso democratico nelle Istituzioni!
  • Il secondo, sarebbe il desiderio di trasparenza in politica. Si richiede ai partiti, infatti, la massima attenzione ai problemi del Paese così da provare a risolverli, ma con discussioni palesi, fatte non negli scantinati o nelle segrete stanze delle segreterie dei partiti, ma in Parlamento, sede naturale di ogni discussione e teatro della vita pubblica italiana. 
  • Il terzo, sarebbe il desiderio di avere la possibilità di scelta dei candidati come un «Popolo sovrano».
  • Il quarto, sarebbe il desiderio che in Parlamento ci fosse una pluralità di voci democratiche, per cui ogni cittadino italiano dovrebbe avere la possibilità di essere «rappresentato» da gruppi che sostengano la propria visione democratica.
  • Il quintosarebbe il desiderio che nel formare la coalizione di governo siano rispettate le idee politiche dell'elettore e non si accosti, perciò, in modo innaturale," il diavolo  e l'acquasanta".
  • Il sesto, sarebbe il desiderio che sia sempre assicurata la «governabilità»
2 FASE. Come detto sopra, prima di analizzare i punti salienti e di vedere se questa Legge risponde ai Desiderata del Popolo, cerchiamo di capire la seconda fase, cioè di capire le probabili motivazioni che sarebbero alla base della nuova proposta di Legge Elettorale del PDL. Sono diverse:
  • Il PDL, dopo i disastri pubblici, provocati dal suo Leader in campo economico, sociale e morale, pur di rimanere al potere, aveva pensato bene, a fine 2011, spacciandolo per atto di generosità e PATRIOTTISMO verso il Paese in difficoltà, di far parte «dell'Ammucchiata» che avrebbe dovuto sostenere il Governo Monti; ammucchiata che è servita non solo per far fare a quest'ultimo le «cose sporche» che la politica non voleva fare, per di più, facendo finta di storcere il naso, ma anche e soprattutto per salvaguardare gli interessi privati di Berlusconi. Infatti finora ha impedito l'asta delle frequenze e l'avvio della digitalizzazione massiccia del Paese, che, entrambe, danneggerebbero Mediaset.
  • Il PDL ha concepito, quindi, che mantenere il «Porcellum», tanto gradito a Berlusconi e Lega, lo avrebbe indebolito ulteriormente nel Paese in rivolta, rischiando la propria sparizione, per cui ha deciso di farsi, esso stesso, promotore del cambiamento, ovviamente «alle sue condizioni!». 
  • Il PDL ha concepito anche, che, ormai, per il momento, è impensabile che, alle prossime elezioni, possa avere la maggioranza per governare da solo o col vecchio sodale della Lega, anche essa ridotta numericamente ai minimi storici. E' scattata allora la vecchia strategia "Primum vivere, deinde filosofare», cioè “Prima vivere poi filosofare”. Lo scopo, in parole povere, è quello di rimanere, ALMENO, al Potere anche se a mezzadria con una coalizione, magari, con l'attuale ammucchiata, ormai accettata sia dalla Europa sia dal Popolo italiano che non potrebbe, perciò, neanche gridare allo scandalo anche se, così, venisse disatteso palesemente il quinto punto, cioè, il non volere che sia accostato «il diavolo e l'acquasanta». 
  • Il PDL dovendosi, inoltre, rifare una finta «verginità» nel campo della legalità democratica, ha concepito che dovesse presentare, per primo, la sua proposta direttamente al Parlamento, come da richiesta di cui al punto secondo, facendo fare al PD la figura dell'inciucione, perchè quest'ultimo aveva chiesto di parlarne in riunioni di «maggioranza». 
  • Il PDL ha concepito, inoltre, che con il «Porcellum» ed il suo incostituzionale premio di maggioranza, il PD o addirittura il Movimento cinque stelle, avrebbe, alle prossime elezioni, la possibilità teorica di governare da solo, per cui ha deciso di correre ai ripari e quindi di abolire il «Porcellum», ormai non più funzionale allo scopo di rimanere al Potere. Il Porcellum,  al più,  permetterebbe di avere un partito compatto attorno al suo Leader, potendo scegliere Lui stesso i suoi servi. Ma anche questo fatto non si è rivelato del tutto esatto, perché Berlusconi è stato oggetto, negli ultimi tempi, da parte dei suoi, di pressioni a non ripresentasi e addirittura è stato oggetto anche di violente contestazioni non più tanto occulte. Questo ha intaccato, quindi, la sua autorità di Capo Partito, dal potere assoluto, essendo il Partito stesso fondato sulle sue fideiussioni bancarie. La nuova Legge elettorale avrebbe dovuto prevedere, quindi, anche la correzione a tutto ciò, e ridare il comando assoluto al Capo partito e non solo...... 
  • Il PDL ha capito che, nonostante i ripetuti annunci di Berlusconi di essere pronto a ripresentarsi, se lo rifacesse, quest'ultimo e tutto il Partito, riceverebbero un sonoro schiaffo dagli italiani. 
  • Il PDL ha capito, conseguentemente, che questo intento potrebbe riuscirgli solo con una nuova legge elettorale ben congegnata, che lo facesse ancora partecipe e, soprattutto, indispensabile alla formazione di un Governo; cioè solo nel caso della formazione della stessa attuale ammucchiata, salvo piccole variazioni. Potrebbe, solo così, creare ad arte, una situazione particolarmente favorevole alle proprie intenzioni!
Questi i probabili capisaldi ispiratori che gli strateghi del PDL, verosimilmente, potrebbero aver pensato, dovesse contenere la nuova Legge elettorale. 

Vediamo, quindi, se tutto ciò è stato tradotto nelle regole della nuova proposta.
Si premette che la nuova proposta del PDL, ripeto, ormai quasi completamente accettata, con piccole modifiche, anche da PD e UDC, si basa su un  Metodo fondamentale, cioè sul 

 «Metodo della dispersione dei voti».
3 FASE. Passiamo, quindi, alla terza fase e vediamo, finalmente, le regole della nuova proposta di Legge Elettorale:
  • La prima regola è che si vota solo il partito e non la coalizione, ( voluto dal PDL per evitare che l'UDC scelga prima delle elezioni);
  • La seconda regola è che le alleanze e la designazione del Premier si faranno dopo il voto ( voluto dal PDL perché spera di diventare primo partito e riposizionare così , ai vertici, Berlusconi );  
  • La terza regola è uno sbarramento ai partitini abbastanza basso (5%), proprio per disperdere i voti, ed è previsto anche il trucco che chi ottiene più dell'otto percento in tre circoscrizioni regionali, si assicura automaticamente anche la rappresentanza in Parlamento. Questo al fine di salvaguardare la Lega e di far entrare in Parlamento più partiti locali collaterali. Favorirà, inoltre, la nascita di "liste civetta" regionali, di quelle che faranno finta di opporsi anche violentemente ai Partiti attuali, ma che dopo le elezioni rientreranno nei ranghi. Esempio? "Vogliamo vivere" di Fede ed altri che già si stanno formando, usando, già da ora, la rete, per intercettare il dissenso e trasformarlo in consenso su di loro.
  • La quarta regola è che il partito, primo nei voti, riceve un premio di maggioranza, all'incirca, del 10 % (come vorrebbe il PDL per far sì che nessun partito riesca a raggiungere la maggioranza del 50+1% necessaria per formare il Governo) o 15% (come vorrebbe il PD perchè pensa, alle prossime elezioni, di potercela fare a governare da solo); 
  • La quinta regola è che vi saranno, molto probabilmente, listini bloccati di partito a livello regionale, probabilmente, per circa un terzo degli eletti o anche più, con al massimo 2/3 nomi per partito e  su circoscrizioni che saranno sempre più ristrette: così le oligarchie dei partiti potranno ancora nominare al minimo 200 deputati e 100 senatori e, soprattutto, far rientrare in Parlamento, con matematica certezza, i loro parlamentari, quelli che le Segreterie considerano di più alto livello politico e partitico, che diversamente sarebbero spazzati via dal voto popolare. Se veramente fossero elementi di così alto livello, cosa avrebbero da temere, mettendosi in gioco e affidandosi al giudizio degli Italiani? Il Problema è che gli elettori non conoscono alcuno di questi deputati, al più li hanno visti in televisione o nelle aule giudiziarie!
  1. La sesta regola è che vi saranno:
    • o le preferenze (come vorrebbero il PDL e l'UDC) che ripristinerebbero "il voto di scambio" e quindi il controllo stretto sulle votazioni da parte delle Lobby, delle cricche affaristiche e anche della malavita organizzata ;
    • o i collegi uninominali, cosiddetti proporzionali (come vorrebbe il PD), che eleggerebbero la restante parte del prossimo Parlamento, ma, con un meccanismo perverso;  infatti, i voti di ogni collegio verrebbero raggruppati per circoscrizione (quanto grande, ancora non si sa) e i seggi verrebbero assegnati proporzionalmente ai candidati che hanno preso la percentuale più alta nei singoli collegi. Questo significherebbe che non è affatto detto che chi prende più voti in un collegio. venga eletto, né che chi ne prende meno, sia escluso. I voti di ogni collegio, infatti, verrebbero gettati in un unico calderone, una mega circoscrizione che racchiuderebbe molteplici collegi, al punto da comportare, l’effetto perverso che un collegio possa non avere candidati eletti e altri collegi ne abbiano due o più di due, secondo una logica che è tutto, tranne che proporzionalistica. 
    4 FASE. A questo punto, passando alla quarta fase, chiediamoci se queste regole rispettano il Principio : 
    “COSI' VUOLE IL POPOLO”!

    Tali regole, come è evidente da quanto detto, le hanno calibrate solo sui diversi "DESIDERATA DEI PARTITI", in dispregio ai "DESIDERATA  DELLA OPINIONE PUBBLICA" e del Principio Costituzionale che recita: “il Popolo è sovrano”!

    Tutte queste regole, rispettando il Metodo della dispersione dei voti, confrontate con i Desiderata popolari, sono tutto quello che il Popolo, invece, non vorrebbe.

    Esse traducono, infatti,  i seguenti Principi
    1. quello di evitare che scelgano gli elettori sia dal lato Governo, scegliendo la coalizione, sia dal lato Candidature, scegliendo il candidato, facendo, però,  credere loro  tutto il contrario;
    2. quello di impedire che si formino coalizioni dichiarate prima del voto, e assicurare al Partito vincitore un effettivo controllo sulle future coalizioniDi fatto, il premio di maggioranza diventerebbe il fattore che seleziona il partito leader della coalizione, ma non la coalizione stessa che sarebbe, quindi, formata esclusivamente al servizio dello stesso partito leader e solo su "interessi di bottega" degli alleati costretti a piegarsi per racimolare qualche "posto al sole". 
    3. quello di evitare che vi sia un Partito, o un Movimento, che possa avere matematicamente la  maggioranza. L'intento è quello di favorire un possibile ritorno alla "attuale ammucchiata", magari con Premier Monti, ma non è detto che sia l'unica opzione; infatti la prossima campagna elettorale sarà sicuramente una specie di referendum su Monti. Potrebbe, perciò, avverarsi che, con una appropriata campagna propagandistica contro i più discussi provvedimenti dello stesso Governo Monti (dichiarando: no IMU su prima casa, abbassiamo le tasse, un milione di posti di lavoro specialmente ai giovani, usciamo dall'euro, contrastiamo la " culona" ed altre pericolose bugie di vecchio stampo), il PDL ridiventi, alle prossime elezioni il primo Partito. Berlusconi, allora, automaticamente ridiventerebbe Premier, a dispetto della maggioranza degli italiani che sicuramente non lo voterebbero più in quel ruolo, oppure potrebbe ambire "al Colle", forte del ricatto che il PDL potrebbe esercitare sugli altri partner, impossibilitati a governare da soli!  
    4. quello di evitare che Monti, o chi per lui, si presenti come  Premier con una coalizione di Partiti scelta da lui, prima delle elezioni. Vogliono che il Leader sia scelto dai Partiti esistenti e, quindi, sia sempre sotto ricatto delle loro Segretarie.
    5. quello che farà sì che basterà ad un Partito solo il 36% del consenso degli italiani per governare (col 15% del premio di maggioranza). Tale percentuale di consenso, in altri Paesi, è quello di un partito sconfitto, non di un partito di Governo. Per altro, oggi, i Partiti con più ampio consenso raggiungono al massimo il 20%, per cui, matematicamente parlando, tutto ciò porterà alla riedizione della "attuale ammucchiata", con un Premier che sceglieranno esclusivamente i Segretari di partito, esautorando così anche le Prerogative del Capo dello Stato al quale, la Costituzione attribuisce il compito di scegliere i Governi.
    6. quello che, essendo, questa Legge, di fatto uguale al “proporzionale della prima Repubblica, salvo il premio di maggioranza, permetterà


      il "Ritorno"...«all'Andreottismo» e «al Craxismo» ancora più beceri. 

    7. quello che farà sì che i Governi, decisi solo dai Partiti e solo dopo le elezioni, non avranno alcuna legittimazione di voto da parte del Popolo.  Quindi i Governi, sarebbero democraticamente illegittimi, instabili, decisi e controllati, di volta in volta, esclusivamente dalle Segretarie di Partito; quindi avremo Governi più ricattabili da parte delle stesse "OLIGARCHIE PARTITICHE", a loro volta, totalmente incontrollabili da parte delle forze democratiche, ma, verosimilmente, controllate strettamente dai "Poteri Forti".
    8. quello che permetterà che ogni "atto" di Governo, verrà concretizzato e deciso in conciliaboli segreti, al di fuori del Controllo e delle Approvazioni degli Organi Parlamentari.
    9. quello che farà sì che le Camere  verranno  ridotte al ruolo di "Notai", ancora di più che nell'era Berlusconi (che inaugurò tale sistema), cioè al ruolo di organi di ratifica  di decisioni prese all'interno delle segrete stanze dei Partiti.
    10. quello che farà sì che lo Stato riprenderà, come in passato, la funzione di vacca da mungere, con il Debito Pubblico che, perciò, ricomincerà a salire di nuovo perché usato per premiare gli «amici» o  favorire azioni “populistiche”.
    11. quello che farà sì che i Governi avranno vita breve, perché sempre sotto ricatto dei loro "Protettori".
    12. quello che farà sì che snaturerà ancora di più i partitiperché essi saranno, ancora di più, "terra di conquista" di potenti lobby economiche (i cosiddetti "POTERI FORTI" di cui sopra)  che, con i loro capitali, attraverso l'acquisto di tessere (tessererebbero, come al solito, anche i morti e persone a loro insaputa), punteranno a portare ai vertici e, quindi, al comando, i propri "servi" così da "mettere le mani", per una specie di proprietà transitiva politica,   sui vari Governi della Nazione.
    Tutto questo avverrebbe in barba e in spregio all'ennesimo referendum votato dagli italiani che hanno deciso, a suo tempo, di volere il "maggioritario" per garantirsi non solo la governabilità ma, soprattutto, per riaffermare il Potere del Popolo che, secondo Costituzione, è "SOVRANO, IN  DEMOCRAZIA!»

    E' di oggi l'appello di Monti: Serve una Legge Elettorale  che dia stabilità di Governo.
    Secondo voi, questa Legge Elettorale raggiungerà tale obiettivo? Pensate sia ingiustificata la diffidenza dei Mercati e dei Governi esteri nei confronti della nostra classe politica e quindi della Italia stessa?

    CONCLUSIONI:

    L'assurdo di questa situazione è che, vista la attuale pessima situazione, in termini democratici e morali, all'interno dei partiti, e la loro incapacità ad amministrare, nel mentre noi vorremmo che questi avessero meno Potere e meno soldi a disposizione da poter spendere senza rendicontare, dovremmo, invece, rassegnarci al fatto che, con questa nuova Legge Elettorale, sarebbero proprio questi Partiti e, soprattutto le loro Segreterie, che la farebbero da Padroni.

    Questo concretizzerebbe definitivamente la sconfitta della "DEMOCRAZIA" e  l'affermazione della "OLIGARCHIA PARTITICA", le cui fila, però, verrebbero, probabilmente, tirate occultamente, come detto, dai "POTERI FORTI".
    Mancherebbero, a questo definitivo passaggio verso la oligarchia, dopo la approvazione di una siffatta Legge Elettorale,  solo: 
    • "una Legge Bavaglio" per bloccare le proteste Popolari sul web;
    • "una Legge antintercettazioni" per bloccare le intercettazioni della Magistratura, così da togliere, a quest'ultima, l'arma principe delle indagini sull'accertamento dei reati commessi dai Politici e dai loro amici. 
    Si stanno preparando a farlo, comunque, (vedi la polemica sulle intercettazioni Capo dello Stato) e vi aggiungeranno, come sovrappeso, anche:
    •  "La legge, intimidatoria e salva processi, sulla "Responsabilità civile, diretta, dei Giudici".
    •  Il tutto collegato, ad arte, ad un ormai inefficace "Decreto Anticorruzione" in  corso di approvazione.
    Faccio questa pesante affermazione perché "il conflitto di interesse", causa di tutto ciò", è, ormai, da tempo, radicato profondamente all'interno di tutti i partiti e riguarda, in modo sempre più accentuato,  gran parte dei loro Dirigenti nazionali e locali. 
    Chiedetevi il perché tale piaga, che affligge solo l'Italia e forse qualche Paese dittatoriale del terzo mondo, non sia stata mai affrontata e risolta!
    La risposta è, che se passasse una tale Legge sul conflitto di interesse, grandissima parte degli attuali Dirigenti nazionali e locali non potrebbero più ricandidarsi. 
    Eppure, con questa proposta di Legge Elettorale, ennesimo sfregio agli italiani, saranno proprio loro, quelli  che vedranno accresciuto il loro potere.

    Qualcuno ( esponenti della Lega), sta già minimizzando il tutto, sentenziando ( evidentemente in malafede e per distrarci):
    "abbiamo problemi più gravi di un cambiamento di Legge Elettorale, a causa della crisi internazionale. Per la nostra situazione economica, una legge elettorale vale l'altra, perché non produce alcun danno!"

    Rispondo:
    Proprio perché siamo in piena crisi economica ci si aspetterebbe che fossero privilegiati la compilazione e la presentazione di "Programmi di Governo" che possano affrontare tale problema, quello, appunto, della crisi economica, per poi farli scegliere, col voto, ai cittadini.

    Invece, così, vogliono farci ricadere nella trappola del voto  per "appartenenze" che, minimizzerebbe, di fatto, il ruolo dei Programmi e quindi del Governo, e il ruolo dei Rappresentanti eletti; privilegerebbe, invece, esclusivamente il dominio delle Oligarchie Partitiche, oggi, inette, incapaci e detentrici di pesanti conflitti di interessi. 
    Le scelte che faranno, presumibilmente, saranno, quindi, sempre condizionate sia dai loro interessi privati, sia dagli interessi del Partito, sia da quelli dei Poteri Forti e NON DAGLI "INTERESSI PUBBLICI".
    Questa proposta di Legge Elettorale, comunque, non è neanche originale, perché ricalca 
    "La Legge Elettorale Greca".

    Con tutte le leggi da copiare che funzionano nei Paesi civili del mondo, proprio quella greca stanno copiando? Ora pensate a quello che è successo in quel Paese e vi rendete conto dove ci porterà!
    Essa, infatti, probabilmente accentuerà ancora di più la nostra crisi economica e il sentimento anti europeista, proprio per la incapacità e la malafede della vecchia Politica, esclusivamente legata ai Partiti, lontani dalla Società. Inoltre, si assisterà alla probabile nascita di formazioni sempre più estremiste, di destra o di sinistra, come sta accadendo in Grecia, proprio per il quadro di instabilità governativa.
    Potrebbe, quindi, anche accaderci, per assurdo, di dover rimpiangere il "Porcellum"! 
    Nella Seconda Repubblica, infatti, col Porcellum,  il Popolo non sceglieva i candidati ma, almeno, sceglieva la coalizione; domani, con questa Legge, non sceglierebbe neppure quella.

    Eppure sarebbe stato semplice chiudere il discorso sulla Legge Elettorale; sarebbe bastato , infatti, approvare un solo articolo:
    " il Porcellum è abrogato! Si ritorna al Mattarellum". 
    Il Mattarellum era, sicuramente, una Legge imperfetta (del resto, non ne esiste, una, perfetta, in tutto il mondo) ma almeno era largamente Democratica!
    Invece ci sono voluti mesi e mesi di proteste popolari e numerosi richiami da parte del Capo dello Stato,  per avviare una discussione, con litigi, per altro non ancora terminata, di cui sicuramente l'unico scopo, ormai evidente, è:
    "FREGARCI"
    In conclusione, penso che se questi nostri Politici mettessero, nel Governare, non dico tanto, almeno la metà dell'impegno e della intelligenza che, invece, mettono nel trovare soluzioni per fregarci, questo sarebbe un Paese primo al mondo, in termini di coesione sociale, di giustizia, di ricchezza, di civiltà e altro ancora.

    Mandiamoli a Casa tutti

    sopratutto, quelli che voteranno una tale Legge Elettorale, che poi saranno gli stessi o che hanno votato o che hanno fatto finta di opporsi al Porcellum!

                          I danni li facessero a Casa loro!

    Un abbraccio

    Riproduzione anche parziale permessa solo su citazione della fonte.

    giovedì 23 agosto 2012

    REDDE RATIONEM!

    Care amiche e cari amici,

    dopo la fase delle analisi, è ora di fare alcune considerazioni rispetto a quanto accaduto in Italia dagli anni '70 ad oggi e di quanto Monti ha fatto finora.
    Ovviamente le faremo davanti ad una buona tazza di caffè e davanti ad una rosa rosso sangue.
    Abbiamo visto nei Post precedenti quali sono stati i problemi che hanno determinato la nostra crisi attuale, e chi li ha provocati.
    Tali problemi ho cercato di spiegarli , in modo articolato, anche se inevitabilmente in modo lungo, al fine, però, di mantenere la necessaria unitarietà dell'analisi; tali problemi ci hanno portato a questo stato di cose drammatiche, dopo lo scatenarsi della crisi mondiale ed europea. 

    Ora, con Monti, stiamo facendo i virtuosi ( parlo dei sacrifici del ceto medio basso e delle PMI), accettando di tutto, perché pensiamo che solo noi possiamo eliminare gli aspetti negativi in cui ci hanno portato Berlusconi, le Grandi Imprese, le Banche e la casta; purtroppo, stiamo facendo come Santa Chiara che mise le porte di ferro alla stalla dopo, però, che erano scappati i buoi, come già detto in un altro mio Post di pari titolo. 

    Le crude cifre della mancata crescita, però, indicano che nei prossimi anni, nonostante  la nostra determinazione e i nostri sacrifici, senza l'aiuto di una Europa Politicamente Unita e Solidale, non saremo mai in grado di farcela da soli, se, per di più , fossimo ancora costretti a proseguire sulla strada imposta dalla Germania della Merkel che obbliga che: «ogni Paese deve pagarsi da solo il suo debito, in tempi strettissimi e senza una Banca Centralche lo sostenga». Su di noi incombono, infatti, a causa del «Fiscal Compact» e delle «necessità primarie» statali, manovre annuali obbligatorie da 110 miliardi di euro e, a causa della attuale crescita negativa della nostra economia, difficilmente riusciremo a farcela da soli. 
    (Per inciso, questa infelice frase detta dalla Merkel, nel novembre 2008, durante una riunione a Parigi, dopo una tempestosa riunione con il FMI,  ha innescato la attuale crisi europea e ha avviato la speculazione sui debiti pubblici. Quando la disse, infatti, si era ben lontani dallo scatenarsi della crisi stessa che, appunto, si scatenò immediatamente dopo, perché i mercati cominciarono a guardare con diffidenza la solidità dell'Europa e dell'Euro, nel suo complesso e, soprattutto a guardare con preoccupazione la solvibilità dei Paesi con più alto Debito Pubblico. Quest'ultimi, diventavano, ai loro occhi, inaffidabili anche perché erano abbandonati a loro stessi, non potendo, essi, infatti, confidare in alcuna solidarietà o strumento di difesa europeo.)

    Monti, il 10 agosto 2012, ha avvertito i Presidenti delle Camere che potrebbe essere necessaria una riapertura delle stesse per chiedere aiuto alla Europa. 

    • Se avverrà ciò, questo significherà che noi, Italia, dovremo cedere la nostra Sovranità in fatto di economia, e saremo COMMISSARIATI, perché dovremo sottostare ai famosi DIKTAT della TROIKA; 
    • se avverrà ciò, questo significherà,  che, da quel momento in poi, "LE FINANZIARIE STATALI" non le faremo più noi, ma l'Europa e i Paesi del Nord;
    • se avverrà ciò, questo significherà che dovremo "RINGRAZIARE" ancora di più (Si fa per dire!) i Governi di questi "ultimi 20 anni" (in particolare Berlusconi e Tremonti, Fini e Casini, appoggiati dalla Lega), che, invece di risolvere, hanno peggiorato il nostro Debito Pubblico (portandolo dal 100 al 120%) e non hanno varato una Politica Industriale efficace, facendo,così, diminuire drasticamente il PIL (da -04 a -2,5% su base annua 2011).
    Per questo Monti sta cercando, disperatamente di spingere sull'acceleratore della solidarietà con gli altri Paesi europei e sul cambiamento dello Statuto della BCE, o quanto meno su una nuova strategia di intervento da parte della Banca stessa, in accordo con Draghi, che limiti, almeno, l'aumento dello Spread e quindi diminuisca gli interessi dovuti per rifinanziare il Debito Pubblico. Questo sta portando alla ribellione dei Paesi del Nord Europa che parlano di "italianizzazione, con Draghi, della BCE" e stanno pensando di fare una nuova moneta il  marco-fiorino abbandonando l'euro.
    Non vi nascondo a questo punto il mio sgomento, di fronte al protervio atteggiamento dei Paesi del Nord Europa che, con il loro atteggiamento, appunto, forse voluto, stanno "desertificando industrialmente" il Sud Europa, per eliminare la concorrenza, depauperandolo delle risorse umane migliori che stanno emigrando verso di loro, a causa, anche, della cecità delle nostre politiche industriali. Evidentemente non credono più al mercato unico europeo e pensano di poter sopperire alla diminuzione delle esportazioni nella UE, cercando sia di distruggere il sistema industriale di altri paesi concorrenti come l'Italia, sia aumentando la loro penetrazione nei mercati in paesi come la Cina e i Paesi dell'est, forti della loro politica industriale basata sulla innovazione.
    Credo che, forse, stiano facendo «i conti senza l'oste»anche perché  i Paesi succitati stanno innovando il loro sistema produttivo e quindi la faranno, in seguito, da padroni nel mercato mondiale!
    Per rendere più completa questa nostra analisi articolata sulla crisi, penso  sia necessario chiarire, a grandi linee e, per il momento, senza alcun giudizio in merito,  il perché Monti abbia fatto:
    • il Decreto Salva Italia; (per bloccare la deriva pericolosa verso il baratro e limitare al massimo l'aumento del Debito Pubblico); 
    • Le Riforme strutturali sulle Pensioni, sulle liberalizzazioni, sulle semplificazioni, sulla riforma del Lavoro, sulla CIG; (per aumentare la produttività e cercare di eliminare le vecchie storture in ambito assunzioni e licenziamenti); 
    • La Spending review; (per diminuire il fabbisogno statale e gli sprechi); 
    • Il decreto anticorruzione; (per diminuire una piaga che vede l'Italia al primo posto in Europa); 
    • Ha reso più efficiente l'intervento del Fisco; 
    • Ha reintrodotto l'IMU; (per reperire risorse); 
    • Il Decreto sviluppo per cercare di di sburocratizzare il mondo della impresa e liberare capitali; 
    Ora sta pensando, in attesa dei nuovi provvedimenti sullo sviluppo, alle dismissioni del Patrimonio pubblico, per poter rispettare gli obblighi del fiscal compact e del pareggio di bilancio, negli stretti anni programmati dalla famosa lettera di Tremonti che, sicuramente è l'ennesima e forse la più grande fregatura, per gli italiani, da parte del Governo Berlusconi. Infatti, ci costringerà a depauperarci del nostro patrimonio pubblico perché entrambi questi obblighi, deprimendo la domanda di beni e servizi, porteranno ad una "deflazione" fortissima in Italia e in tutta l'area euro, che inciderà, a sua volta, in modo ancor più drammatico sulla economia italiana ed europea. E' probabile che della dismissione ne approfitteranno, come al solito, gli sciacalli capitalisti che compreranno, a prezzi stracciati, i pezzi più pregiati della nostra ricchezza immobiliare pubblica. Viene da pensare, se non fosse che non lo ritengo così intelligente, che sia stato l'ennesimo favore che Berlusconi abbia fatto, prima di "far finta" di andare via, a sé stesso e ai suoi amici capitalisti, nel creare una ulteriore occasione di arricchimento a spese della povera gente. Ora, forse, questa azione Berlusconi la vuole veramente e la appoggerà indiscriminatamente!

    SUBIREMO UNA VERA E PROPRIA ESECUZIONE IMMOBILIARE, CON RELATIVA ASTA ALL'INCANTO!
    Queste azioni succitate di Monti, hanno risposto, comunque, alla necessità di voler affrontare e cercare di risolvere i problemi che hanno incalzato il Paese, evidenziati in questi miei due Post e fanno capire, anche, che, l'attuale Governo dei tecnici , uno straccio di analisi sulle cause della crisi Italiana almeno lo ha fatto, agendo, poi, di conseguenza. 
    Berlusconi, invece, con il compare Bossi e con il terzo incomodo, Tremonti, come ebbi a dire nel mio post di ugual titolo, sono stati "Due Ciechi a fare a sassate", vista la loro incapacità addirittura anche a capire come muoversi. 
    Ovviamente il mio non è affatto un giudizio positivo sull'azione di Monti, in quanto con i suoi decreti, in alcuni casi "rabberciati" (come il decreto sul lavoro), in altri casi "non risolutivi" e, comunque, in tutti i casi, improntati sulla "austerità" (teoria che deprime ancora di più l'economia), egli ha sempre, comunque, operato a sfavore del ceto medio basso e delle PMI, perpetuando, per esempio, la sperequativa politica dei redditi e dell'accumulo della ricchezza, esaltata dal Governo Berlusconi, dimenticando, volente o nolente, forse, una parola magica che aveva detto all'inizio del suo mandato e che aveva creato forti aspettative in tutti, la:
    EQUITÀ'
    Probabilmente, se proprio volessimo dargli, a tutti i costi, qualche attenuante, egli non ha rispettato quanto promesso, sia per la sua visione da grande Ragioniere proveniente dal mondo dell'Alta Finanza, e ancora appartenente ad essa, sia perché ancora oggi Berlusconi ne condiziona l'attività, come è evidente dal mancato avvio dell'asta sulle nuove frequenze (ex beauty contest, per i quali sono passati nove mesi dalla promessa di farla) e dal mancato avvio, in modo concreto, della digitalizzazione avanzata che danneggerebbe Mediaset. Oggi Monti ha detto che a settembre le avvierà. Speriamo!
    Prova ne è di questo, che, non appena vi sono motivi di contrasto (Monti: "con Berlusconi, Spread a 1200"), il PDL fa mancare il voto durante le votazioni di alcuni emendamenti, come è accaduto in questi ultimi giorni, per far capire e ricordare a Monti e al Paese, CHI E' ANCORA OGGI IL PADRONE. 
    Di qui la necessità da parte di Monti di porre, ogni volta, la TANTO VITUPERATA "FIDUCIA" sui vari decreti succitati  ( il PDL, in tutte queste occasioni, ha sempre protestato dimenticando che, con loro, "la fiducia" era  pratica normale di Governo, per salvare la legislatura) .

    VI E' DA DIRE, INOLTRE, CHE QUELLI DEL "PDL", (UNITAMENTE AGLI ALTRI DELLA "AMMUCCHIATA"), QUEI DECRETI LI HANNO, PERFINO, MODIFICATI, CON EMENDAMENTI, E LI HANNO VOTATI, COMPATTI, DIVENTANDONE, PERCIÒ, 


    CORRESPONSABILI A PIENO TITOLO!

    LA LORO "QUOTIDIANA" FALSA PROPAGANDA, (tramite il "Giornale" e "Libero"), INVECE, ORA STA CERCANDO DI ADDOSSARE OGNI RESPONSABILITÀ  AL SOLO  MONTI, DICENDO CHE LORO, I DECRETI, LI AVREBBERO FATTI MEGLIO! (RIDICOLI!)! 
    Il Governo Berlusconi, inequivocabilmente, sia con il mancato contrasto alla diminuzione del PIL, sia con una politica di guasti morali e sociali, e, soprattutto, con l'aumento del Debito Pubblico,  ha creato l'innesco esplosivo di una spirale che ha trascinato, in questi ultimi mesi, l'Italia sempre più nel Gorgo del fallimento. Se si pensa, poi, che, gli stessi personaggi che ci hanno portato al fallimento, stanno ancora al Potere e hanno l'idea di ripresentarsi alle prossime elezioni, c'è da pensare che vi è una aberrazione nel nostro Sistema Politico. Infatti esso fa comandare ancora le oligarchie partitiche che hanno provocato tale disastro, nonostante il giudizio altamente negativo della Opinione Pubblica, della quale, chiaramente, non hanno paura, forti come sono, del controllo dei media, con i quali fanno propaganda drogata.
    Il titolo di questo Post  è ispirato dal Vangelo secondo Luca 16,2.
    "L'evangelista racconta di un uomo ricco che aveva affidato la gestione dei propri beni ad un amministratore. Quando gli giungono all'orecchio voci di una allegra gestione del patrimonio affidatogli, lo chiama alla propria presenza e gli chiede conto del suo operato dicendo: "redde rationem villicationis tuae: iam enim non poteris villicare": rendimi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare."
    Anche il Popolo italiano dovrà chiedere spiegazioni ai responsabili dei nostri attuali problemi, siano essi responsabili di impresa, siano essi responsabili Politici, se vorrà diventare un Popolo Civile e Democratico!

    RICORDATEVI, perciò, di TUTTO QUESTO 

    ALLE PROSSIME ELEZIONI E FATE IN MODO CHE, CON IL VOSTRO VOTO  PONDERATO, SI ARRIVI, FINALMENTE, AL BIBLICO
    "REDDE RATIONEM"! 


    anche se si stanno ripreparando per fregarci ancora una volta, con una nuova legge elettorale  (quella del PDL), ma di questo ne parleremo nel prossimo POST.

      
    Un abbraccio

    domenica 19 agosto 2012

    I TANTI PERCHÉ DI UNA CRISI. QUESTI ULTIMI VENTI ANNI

    Care amiche e cari amici,

    proseguiamo la disamina, avviata l'altra volta, sui perché della nostra attuale crisi italiana. Il caffè e la rosa che vengono offerti, permettono di alleviare l'angoscia che, purtroppo, ogni tanto, ci attanaglia in un periodo così difficile. 

    Parliamo, quindi, dei problemi che si sono abbattuti in Italia :
    DAGLI ANNI 90' FINO ALL'AVVENTO DI MONTI:

    I nostri problemi, infatti, in "questi ultimi 20 anni", (SEDICI ANNI sotto il governo Berlusconi), si sono ulteriormente ingigantiti per il fatto che l'Italia ha aumentato ancora di più  il debito pubblico e ha smesso di crescere in modo ancora più accentuato.

    1) Il primo motivo a base della crisi, è derivato, in "questi ultimi 20 anni", da un «Sistema Paese» arretrato, che non si è evoluto e non si è adeguato alle esigenze della globalizzazione e dell'allargamento dei mercati,  a causa
    • dell'elevata pressione fiscale sul lavoro, 
    • dell'enorme debito pubblico che produce perdite per interessi necessari per il rifinanziamento, 
    • della politica che si è sempre ingerita, ma solo per fini di corruttela e non di sostegno, 
    • della estrema conflittualità sterile dei sindacati che sono rimasti ancorati "alla lotta di classe", alla tutela solo di quelli che il posto di lavoro ce l'hanno e non hanno sviluppato quella visione lungimirante di controllo e di sostegno ai piani industriali validi oppure di contrasto ai piani industriali di rapina e  inosservanti della tutela ambientale (caso ILVA di Taranto),  
    • della diffusa criminalità organizzata (che non solo colpisce principalmente le regioni del sud, ma che , in "questi ultimi venti anni", ha occupato, con i suoi capitali e con i suoi metodi, anche il nord italia). 
    • di una burocrazia asfissiante;
    • di una rete di lobby che controlla ogni ganglio della società e soprattutto della economia,
    • etc. 
    Nessun Governo politico di "questi ultimi 20 anni" vi ha posto rimedio, anzi ha fatto, addirittura, incancrenire ancora di più questi mali antichi, aggravando, infatti, l'arretratezza del mezzogiorno e non bloccando lo strapotere economico e finanziario della criminalità organizzata. 
    Si pensava solo a "tirare a campare", a "rubare" e, negli ultimi tempi, anche a fare festini con le "escort", perché, come diceva Berlusconi, egli faceva "il Premier a tempo perso"!

    2) Il secondo motivo a base della crisi, è derivato dalla ancor più drastica diminuzione della crescita economica, diminuzione che è dipeso sia dai problemi inerenti la  "DOMANDA" sia da quelli inerenti la "OFFERTA".
    Il sistema economico italiano ha, sicuramente, da sempre, sofferto di alcuni gravi problemi che ne hanno limitato la competitività e lo sviluppo, quindi la crescita economica, ma mai come in "questi ultimi 20 anni".
    La Crescita economica è uno dei temi più dibattuti dagli economisti e sicuramente nessun paese ha scoperto l'elisir del benessere, però, nel caso italiano, alcuni problemi, analizzati e caratterizzati in negativo, raccolgono un consenso abbastanza ampio tra gli esperti.

    2.A) Gli economisti che, sui perché della mancata crescita economica, si concentrano sul lato della "DOMANDA" di beni e servizi prodotti dalle imprese, richiamano alcune dinamiche comuni a diversi paesi, ma che nel nostro paese si sono manifestate in forme ancora più pronunciate, specialmente in "questi ultimi 20 anni"
    Tra queste dinamiche, negative per la crescita economica:
    • 2A1) vi è stato l'ulteriore aumento delle diseguaglianze dei redditi e della ricchezza, provocate da una politica governativa sui redditi e sulla ricchezza, specialmente in "questi ultimi 20 anni" del Governo Berlusconi, tendente ad aumentare l'accumulo della ricchezza e dei redditi da lavoro sempre più in "quota a pochi individui". Inoltre, a livello fiscale, tale politica ha portato a far pagare, in proporzione, meno tasse ai ricchi e a giustificare, quasi a favorire, la evasione fiscale e l'illegalità. Esempi eclatanti sono stati i premi quali: lo «scudo fiscale», i «condoni» vari e uno scarso o nullo contrasto contro la evasione e la corruzione. Quando aumenta, infatti, la quota di reddito dei cittadini più ricchi, i consumi ristagnano e si aggravano specialmente in caso di ulteriore diminuzione dei redditi delle classi medio basse, perché generalmente quest'ultime consumano di più rispetto ai ricchi. 
    • 2A2) vi sono state in "questi ultimi 20 anni", sia la necessità di contenere la spesa pubblica per ridurre il debito, sia la politica della BCE di tenere l'euro forte. Insieme le due politiche hanno implicato, che ben poco sostegno alla domanda di beni e servizi venisse dallo Stato, perché i fondi,  di solito, dedicati a tale scopo, sono stati, invece, dirottati verso i due obiettivi dichiarati sopra. 
    • 2A3) vi è stata la globalizzazione e l'adesione al mercato unico europeo e alla conseguente moneta unica, che, in "questi ultimi 20 anni" hanno inasprito la concorrenza di giganti che prima erano tagliati fuori dal commercio internazionale, come ad esempio, durante la guerra fredda in cui il mondo era diviso in blocchi e, prima del mercato unico, in cui c'era il sistema di protezione dei dazi doganali. Questa nuova concorrenza ha implicato maggiori difficoltà per le nostre imprese e minore crescita delle esportazioni. Ed è nata anche la deleteria azione della "delocalizzazione" delle imprese in altri Paesi a basso reddito, con la conseguenza di depauperare, sempre di più, il tessuto industriale nazionale.
    2B) Gli economisti che, sui perché della mancata crescita economica, guardano, invece, i fattori cosiddetti di "OFFERTA", cioè guardano le caratteristiche del sistema produttivo, si concentrano su altri fattori:
    • 2B1) Tra questi, il primo problema di "questi ultimi 20 anni", è l'aggravarsi ulteriore della bassa competitività delle nostre imprese, che, come abbiamo visto nell'altro Post, non hanno saputo innovare con tecnologie nella produzione e non hanno puntato su prodotti innovativi. Purtroppo tale situazione è proseguita ancora, fino ad oggi (è di oggi la notizia che la produzione industriale italiana è a -8.2, a fronte del -2.1 del resto dell'Europa, rispetto al 2011). Appare, quindi, alquanto strana, in questi giorni di allarme, da parte della BCE, di probabile "insolvenza" delle imprese italiane, la dichiarazione della Confindustria, rilasciata dopo l'approvazione del "Decreto Sviluppo", che recita così: "si ribadisce l’esigenza di intervenire con decisione e senza ritardo sui temi dell’innovazione e della ricerca, strategici per la crescita e la competitività delle imprese”. Sembra, quasi, che tale incombenza della innovazione debba riguardare solo lo Stato e non le imprese stesse. Lo Stato deve, sì, favorire con strumenti fiscali, con una minore burocrazia, con incentivi e con la ricerca nella Università, ma non può essere determinante. Innovare nella produzione e puntare su prodotti innovativi sono scelte tipicamente imprenditoriali, in base alla concorrenza nel mercato! E' di oggi l'appello della Fornero alle Imprese italiane:"Abbiamo risanato il Paese, ora tocca a voi! Investite per avviare la crescita!". (n.d.r. non definirei l'azione di Monti un vero e proprio risanamento quanto una vera e propria "punizione" al ceto medio basso e, in alcuni casi, alle piccole imprese, gli unici che veramente stanno risanando il paese con i loro sacrifici. Monti sta proteggendo i ricchi, Berlusconi, la Partitocrazia in generale e , soprattutto, le Grandi Imprese). Le grandi imprese italiane, infatti,  in "questi ultimi 20 anni", hanno continuato ad operare in settori tradizionali, fidando sempre e solo sul basso costo della forza lavoro grazie soprattutto alla deregulation sul lavoro e, da alcuni anni, alla "delocalizzazione"; settori tradizionali, dove massimamente si era concentrata, invece, la concorrenza dei paesi emergenti. Per di più, queste stesse Imprese erano grandi, ma non avevano le dimensioni spropositate delle grandi multinazionali straniere, per cui non sono state in grado né, forse, hanno voluto promuovere gli stessi necessari investimenti per la ricerca e innovazione, e magari, in alcuni casi, hanno preferito "Capitalizzare i propri profitti" ed usarli nella Finanza speculativa invece che nella economia di mercato, fidando, in caso di perdite, di continuare a socializzarle tramite la C.I.G., sempre a carico dello Stato. Inoltre la spina dorsale del Paese, cioè, le Piccole e Medie Imprese (PMI) sono entrate anche esse in crisi, non avendo la possibilità, per la loro stessa piccola costituzione e a causa dei profitti sempre più scarsi, di investire grossi capitali nella innovazione tecnologica di produzione o di prodotto. Né il sistema bancario ha dato loro una mano, in quanto, quest'ultimo ha preferito, anche esso, operare nel campo della finanza speculativa, più redditizia, piuttosto che investire nella economia reale, (è di oggi la dichiarazione di Mediobanca che a loro "non conviene più investire nella economia reale in quanto i profitti sono più bassi"), conscio del fatto che il Sistema Capitalistico, anche in caso di grosse perdite, avrebbe sempre impedito, in linea di principio, il fallimento delle banche, come sta facendo, infatti, la BCE. Questa è la storia che, ormai, negli ultimi anni, salvo qualche rara eccezione, si è ripetuta sistematicamente! A questa situazione imprenditoriale aggiungasi il fatto che, colpevolmente, in questo stesso periodo, il Governo Berlusconi ha tagliato, a causa dei cosiddetti tagli lineari di Tremonti, sempre più i contributi economici nel settore della ricerca, per cui l'Italia è, oggi, ai minimi storici per quanto riguarda il deposito dei brevetti. Col Governo Monti, se possibile, vi è stato un ulteriore peggioramento a causa dei tagli sulla Università e Ricerca derivati dalla spending review! 
    • 2B2) il secondo problema di "questi ultimi 20 anni", è che nel nostro paese, è, ancora oggi eccessiva l'inflazione, che, presa in valore assoluto in Europa, sembra tutto sommato contenuta intorno al 2,3% annui, ma in Italia è maggiore che negli altri paesi europei (3,3% annui) e quindi rende i nostri prodotti, ogni anno, un po' più cari per chi vuole comprarli dall'estero. 
    • 2B3) il terzo problema di "questi ultimi 20 anni", che diversi osservatori segnalano poi, a svantaggio della nostra economia, è la bolletta energetica, (è di ieri, la dichiarazione che la nostra è la bolletta  più cara   del mondo, unitamente alle tasse più alte del mondo; la Germania è messa meglio di noi perché ha investito nel solare e nell'eolico), ovvero la mancanza di fonti di energia a basso costo nel nostro paese, a causa dei pochi o nulli investimenti statali o privati nelle energie alternative, che ci costringe ad acquistare energia dall'estero e quindi ad importare sempre più, soprattutto quando le imprese cercano di aumentare la produzione per tentare di esportare, contribuendo a rendere, comunque, negativa «la bilancia dei pagamenti» con l'estero. 
    • 2B4) il quarto problema di "questi ultimi 20 anni", notevole, inoltre, è certamente la ancora più accentuata arretratezza economica del mezzogiorno, palla al piede del paese, dovuta sia a pochi investimenti pubblici e privati sia a corruzione e criminalità più diffusa che nel resto del paese, a causa della politica di classi dirigenti incapaci e colluse. Il mezzogiorno è stato "terra di conquista" di settori dell'industria che hanno operato in spregio alle leggi, specialmente di quelle relative alla tutela ambientale, fidando sulla corruzione delle istituzioni locali e nazionali. Una per tutte il caso ILVA di Taranto.
    Questi, quindi, sono i tanti perché di una crisi che sta attanagliando l'Italia e della quale non ne vediamo ancora la fine. Siamo in piena guerra e stiamo combattendo la battaglia per il "nostro futuro" anche se la attuale nostra tatticala austerità, iniziata con le Finanziarie di Tremonti e Berlusconi e  culminata con la "famigerata lettera" alla Troika, è più basata nel rafforzare le posizioni di difesa o nel fare ritirate strategiche, piuttosto che, con lo sviluppo, nell'andare all'attacco e nel conquistare posizioni migliori. A lungo andare questa strategia, basata sul mandare al macello la "carne da cannone" (come si diceva, una volta, della fanteria, oggi rappresentata dal ceto medio basso), salvaguardando la cosiddetta "cavalleria" e la "artiglieria" (il ceto alto e le banche), porterà solo alla distruzione del tessuto sociale della nazione e a scompensi irreversibili nella nostra economia, che potrebbero riportare indietro il nostro Paese, ai tempi bui del Medioevo, specialmente se ci affidiamo e permettiamo ancora a questi stessi  cialtroni di ripresentarsi e di autonominarsi, di nuovo, "Condottieri".
    In questi "ultimi 20 anni", ormai, la guerra economica è diventata mondiale e si combatte in ogni luogo: America contro Europa; Paesi del Nord contro Paesi del Sud; Occidente contro Oriente; Egoismo contro Solidarietà.
    In alcune fasi sembra si stia riproponendo la "Guerra dei trent'anni" tra il mondo germanico del Nord Europa, protestante, e il mondo cattolico del Sud Europa!

    Siamo, con ciò, arrivati all'avvento di Monti e alla "ammucchiata" che lo sostiene, e di questo ne parleremo nel prossimo Post!

    un abbraccio

    Riproduzione anche parziale permessa previa citazione della fonte

    mercoledì 15 agosto 2012

    SOLO IL TEMPO DIRÀ....

    Care amiche e cari amici,

    Oggi è ferragosto e la maggior parte degli italiani sta approfittando, di questa giornata di ferie, per ritemprare il corpo e lo spirito, con ore di meritato riposo.
    In questo giorno, credo, sia gradito uno spunto di riflessione inviatoci da un meraviglioso amico, più volte frequentatore del "nostro luogo della mente e del cuore" che è il nostro "Caffè", il quale viene arricchito, spesso, da questi interventi preziosi e per i quali, non so perché, il caffè  diventa più buono e la rosa più profumata.
    Oggi, nel nostro Caffè Letterario, è ospite gradito il nostro amico Lupo di Talos che vi ha voluto omaggiare di una sua particolare visione personale della vita; visione molto forte e solidale, che, però, per la verità, non è proprio originale in quanto lo è stata anche di molte persone, in periodi particolari  e bui, durante i quali era, addirittura, in gioco la loro stessa ragione di vita. Comunque, in tempi come questi dominati dall'egoismo, chissà che non faccia riflettere anche i nostri governanti Europei che stanno conducendo Politiche al "massacro".

    Vi riporto il testo inviatomi:


    Cari lupi, il nostro sfortunato paese è pieno di eroi: tutti quelli del ceto medio basso, vittime sacrificali sull'altare di una Unione Europea mal concepita perché basata solo sul mercato e dominata dalla finanza. Non vi è traccia in essa, infatti, di quell'Umanesimo, che, di solito si evidenzia, in massima parte, con principi quali la solidarietà, l'unione di intenti e la coerenza.
    In particolare, noi dell'Italia, abbiamo un freddo burocrate, proveniente dalla Scuola del Gota della Finanza Anglosassone, dove non si insegna il rispetto per il prossimo, bensì solo il rispetto del Capitale e del rigore finanziario.
    Con quali basi, quindi, se i presupposti sono questi, può crescere una Unione così?
    Si criticò l'Inghilterra a suo tempo per non essere entrata nella moneta unica; ora credo sia chiaro il perché!
    A ben vedere, coloro che promuovono la finanza d'assalto si sono ben guardati dal prestarsi a questo gioco al massacro sull'Euro, perché di questo si tratta: un gioco! Le quotazioni in borsa, infatti, oggi vanno su, domani vanno giù, manovrate da spericolati speculatori che non si chiedono che fine faranno le imprese commerciali che sono a base dei Titoli che loro si scambiano con tanta velocità. A loro non interessa se le loro azioni si ripercuotono o meno sul mondo della economia reale e creano fallimenti e disoccupazione; a loro interessa solo accumulare ricchezze!
    Chi mi conosce sa che io non amo il denaro e di conseguenza lui non ama me, essendo un minimalista, e mi accontento di quel tanto da vivere anche se, per carità, non mi manca nulla; non amo, perciò, il superfluo, a differenza di altri, per i quali il superfluo diventa la parte più essenziale della propria vita.
    La riflessione che ne consegue, che ne è anche la chiave per far sì che noi e la nostra intera collettività viviamo meglio, è : cambiare il nostro modo di intendere la vita!
    Dovremmo, infatti, evitare assolutamente tutti gli sprechi immondi di risorse provocati dai politici e non solo da loro! Tali risorse, a ben vedere, se fossero usate nel modo corretto, renderebbero il nostro paese un faro di civiltà!
    Invece, ad esempio, in ospedale, vedo barelle  là dove dovrebbe esserci un corridoio libero; vedo vecchi dichiarati inutili e per questo sacrificabili; vedo, addirittura, folle di operai diventati solo “numeri” inseriti, in un registro di contabilità, alla voce “perdite”. Eppure essi non sono“perdite”, ma uomini con sentimenti e con figli e mogli, per di più, impauriti a causa del futuro incerto della loro esistenza.
    Stamane ho incontrato una donna  triste e mi ha confidato che il suo compagno di una vita si e lasciato morire lentamente perchè, diceva, “da troppo tempo non porto il pane a casa!”
    A fronte di tutto ciò, poi, sento economisti che scrivono anche sui social network che dichiarano di avere ricette infallibili per risolvere la crisi del sistema; ricette che, ad approfondire, sono, a mio giudizio, solo “criminali” perché, di solito, basate su sacrifici e infelicità.
    Mi chiedo: cosi è che si risolvono le crisi, oppure esse si risolvono cambiando il nostro modo di vivere?
    Il Capitalismo ha fallito! 
    Il Comunismo ha fallito! 
    Il Socialismo ha fallito! 
    Se tutti questi sistemi sociali non hanno più sbocchi a causa del DENARO, allora il passo giusto è abolire  il problema alla radice, cioè abolire IL DENARO, o meglio quello che permette al DENARO di diventare Capitale di accumulo, tale da poter essere impiegato in modo usuraio. 
    Il DENARO deve tornare ad essere quello per cui è stato creato: un "mezzo" di scambio per acquisire "ricchezza" e non deve essere la ricchezza stessa. Il possessore di ricchezza, una volta, infatti, si identificava con il proprietario terriero, o di immobili, o di aziende produttive ben radicate nel tessuto sociale e nazionale. Oggi quella figura è offuscata nell'immaginario collettivo dal detentore di denaro: dal finanziere, dal manager di successo, dal giocoliere delle Borse, dalle multinazionali che acquistano e vendono — valuta, azioni, aziende — con estrema disinvoltura e velocità. Ed è questa l'aberrazione in cui si trova il mondo a causa dell'uso distorto del DENARO.
    Detto così, potrebbe sembrare un discorso qualunquistico e utopico,  invece, potrebbe essere fattibile, perché se ogni Stato usasse le sue risorse esclusivamente per la crescita reale e non per sprecarle o farne oggetto di speculazione,  il denaro che si userebbe sarebbe soltanto virtuale e servirebbe solo a promuovere lo sviluppo di aree  che sono in grado di produrre benessere  per tutta la comunità.
    Certo non è una cosa facile! Vi sarebbero  molte teste da convincere  ma diventerebbe fattibile se noi conformassimo la nostra attività di vita sullo stile dei vecchi “kibbutz” israeliani, cioè vivendo  tutti uniti per il benessere della comunità. 
    La vita nei Kibbutz è stata, per altro, mutuata da un altro grande esempio, di “Grande Democrazia”, cioè lo stile di vita delle “Prime Comunità di Cristiani”. In entrambi i casi, tali stili di vita sono stati applicati in momenti di grande emergenza, in momenti in cui, addirittura, era in gioco la sopravvivenza stessa della Comunità e, se guardiamo bene, hanno funzionato egregiamente e hanno funzionato senza circolazione del DENARO al loro interno!
    Mi direte che questi sono i sogni utopistici di un vecchio liberale che, a volte, guardando oltre la siepe, vede e considera "semplici" le cose che a molti appaiono invece "impossibili".
    Mi aspetto anche che la mia riflessione da parte di chi la leggerà, possa essere bollata come irrealistica,  ma sono altresì convinto che "solo il tempo dirà se io avevo torto", come spesso accade nella vicende umane.


    Con l'affetto e la stima di sempre (LUPODITALOS)



    BUON FERRAGOSTO DA "UN CAFFÈ DA GRAZIELLA"