mercoledì 14 novembre 2012

SMANTELLIAMO L'ALLEVAMENTO DEI "PORCELLI"


Care amiche e cari amici,

faccio queste mie riflessioni sugli ultimi avvenimenti politici, davanti ad un buon caffè e ad una rosa, facendo, in modo articolato, un paragone sul modo di attuare la "Democrazia" negli Usa e nel nostro Paese. 

Negli Usa si stanno consumando gli ultimi riti di una campagna elettorale durissima, dispendiosissima e senza esclusione di colpi, per affermare, ognuno per la propria parte, le proprie intenzioni di governo, basate su diverse visioni di organizzazione della vita sociale ed economica. 
Quello che appare evidente, e il Presidente Obama lo ha sottolineato, è “il Potere del Popolo” americano che sceglie e scommette sul proprio futuro, in linea con quanto dice la sua Costituzione che ha come incipit “We the people..” ( Noi il popolo). 
Questo, perchè la Costituzione americana è basata sui "diritti naturali", (diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza,  alla proprietà, al nome, alla famiglia, alla identità personale, etc.) . 
Per "diritto naturale" si intende, infatti:
 quell'insieme di precetti, di norme, che, per usare un’espressione particolare, “ sta scritto nel cuore degli uomini”; uno statuto giuridico, cioè, che, a prescindere dalla sua formulazione espressa nell'ordinamento,  la collettività dei consociati sente indubitabilmente proprio.

La Costituzione Italiana, invece, è  basata sui "diritti positivi", relativi al "contratto sociale", cioè:
sullo "ius in civitate positum", la cui fonte di produzione è invece empiricamente e storicamente individualizzata: il legislatore, il giudice, la comunità ( secondo che si abbia produzione legislativa, giudiziaria, o consuetudinaria del diritto). (La Repubblica, come istituzione, fondata sul lavoro.....etc.).

Se da un lato, dunque, la fonte del "diritto positivo" è l’Autorità del Potere Pubblico (lo Stato), il "diritto naturale" trova la sua legittimazione in una serie di concezioni filosofiche e politiche che precedono la fondazione stessa dello Stato.
Il "diritto naturale" dovrebbe  essere, addirittura, il canone valutativo del diritto positivo, della sua giustezza, della sua equità ed, infine, della sua “ legittimità”. Tutte le Leggi, negli Usa, infatti, devono rispettare i diritti naturali ed è chiaro che tante nostre Leggi, approvate da trentanni a questa parte, in quel Paese, sarebbero  state ritenute incostituzionali e quindi non approvabili
Questa differenza sostanziale indica che è "l'uomo" è al centro della vita della Nazione ed è al disopra delle Istituzioni e condiziona veramente la politica degli Usa, mentre da noi sono le Istituzioni che sono al disopra dell'uomo, per cui esse hanno la funzione di "gendarme",  che fa da garante dei diritti di cui godono i cittadini. 
Negli Usa le Istituzioni detengono, è vero, il "Potere", ma i Padri Costituenti americani hanno creato dei contrappesi istituzionali che, in determinate circostanze, ne limitano o ne annullano l'efficacia, in particolare quando il “popolo” non è d'accordo o nel caso si concentri troppo potere nelle mani di un singolo schieramento. 
Da noi, essendo un "Contratto Sociale", alla Rousseau, è, quindi, più facile  contrastare il volere popolare ed, eventualmente, potersi impadronire del potere. 
Nel nostro ordinamento non vi è, infatti, la possibilità di un atto ostativo istituzionale o popolare efficace ed immediato per il cambiamento della situazione in caso di derive antidemocratiche, cambiamento immediato che, poi, dovrebbe essere la vera base di una sana democrazia. 
Prova di ciò è l'attuale stato di sdegno del popolo contro la casta che, però, viene annullato dalla protervia dei Capi Partito e dei loro sodali, che invece di creare un vero cambiamento, come viene loro chiesto, continuano imperterriti a farsi gli affari loro e a fare in modo di perpetuare, nel tempo, il loro "Potere personale e di gruppo".
Dopo l'approvazione del "decreto sulla diffamazione", è evidente che questi intendono, anche, vendicarsi di chiunque li critichi, imbavagliando la stampa in dispregio dell'art. 21 della Costituzione (Il reato di diffamazione è già punito!). 
Mi aspetto dei forti dissensi a queste mie affermazioni e mi aspetto anche che qualcuno mi dica che non è vero quello che scrivo, perché anche noi abbiamo l'arma del voto per operare cambiamenti a noi sgraditi. 
Chi mi legge sa quanto per me sia importante il voto, infatti non è la prima volta che io , addirittura, offendo chi non vota sia sui miei Post che sulla TL di Twitter, ma voglio evidenziare che il solo voto non basta, specialmente quando questo, con Leggi ad hoc, viene “pilotato” come è accaduto per almeno trenta anni a questa parte, da quando cioè è iniziata la 
“crisi della Politica” 
col CAF (Craxi, Andreotti, Forlani), e questo a causa di un meccanismo istituzionale privo di contrappesi efficaci. 
Col CAF, infatti, iniziò l'assalto al “Potere” per fini di parte ma soprattutto per fini personali.
Li abbiamo cacciati noi? 
Non mi pare!  
Quei personaggi, infatti, non li abbiamo cacciati noi, col voto, ma è stata l'azione coraggiosa della magistratura (Mani pulite), sicuramente supportata dalla opinione pubblica, a determinare il cambiamento, anche se non quello sperato o voluto dal “popolo”. 
Il “popolo” è riuscito forse ad eliminare, (addirittura fino ad oggi), “l'appropriazione del potere” da parte di un singolo schieramento e la “corruzione” che spesso si accompagna naturalmente ad esso? 
Nulla di tutto ciò!
Il cosiddetto "popolo sovrano della Costituzione" (sigh, ahimé!) non ha potuto fare nulla, al tracollo della Prima Repubblica e, perciò, il “Sistema” si è trasferito, pari pari, a tutta la Seconda Repubblica. 
Negli Usa, questo non sarebbe potuto accadere!

E' vero che la maggior parte degli italiani, nel '94, ha votato liberamente Berlusconi,  convinta sull'onda della novità e, per le tante promesse fatte ( mai mantenute!),  speranzosa che fosse arrivato "l'uomo del destino” che avrebbe cambiato le cose a favore del popolo stesso perché avrebbe seguito le indicazioni provenienti dalla società civile.
Da allora in poi, invece, siamo stati semplici spettatori, anche se ci beavamo del “populismo” di chi ci governava che ci faceva credere che lo "faceva per il nostro bene" e addirittura secondo le nostre richieste, attribuendosi, con ciò, quasi una "investitura regale” (Dio= il Popolo, lo vuole!), per cui si sentiva legittimato a stare al disopra della “Legge” (di qui i contrasti con la Magistratura) e a fare tutto quello che riteneva giusto per conservare ed incrementare il proprio potere e, soprattutto, la propria posizione economica, per poter gestire "una Corte" ( dei miracoli!). 
Questo ha portato all'approvazione di leggi che definirei, anche se in modo apparentemente improprio, “Leggi Monarchiche”, perché tali sono state le Leggi ad personam e ad aziendam e quelle che hanno scardinato alcuni aspetti delle Istituzioni, così come concepite nella Costituzione. 
Negli Usa, questo non sarebbe potuto accadere!

Il tutto, anche se, per fortuna, molte Leggi non sono state approvate per un residuo di resipiscenza del Parlamento, serviva a porre il “Re democratico” al di sopra di tutti e al disopra della Legge, sempre per la presunta investitura da parte del Popolo, tant'è che  veniva sempre tacciato di “eversione” chiunque si opponesse. 
L'esempio più eclatante si è avuto quando  la maggioranza del Parlamento ha subito l'imposizione del "Re" e ha votato il ridicolo "conflitto di attribuzione" solo per compiacerlo (Ruby: nipote di Mubarak), così come facevano una volta i cortigiani; cortigiani che, questa volta, erano  stati "nominati"  per effetto della Legge elettorale detta il Porcellum, legge che ha permesso, appunto la creazione di questa cosiddetta "classe nobile"(ovviamente considerando che 100 parlamentari sono indagati o condannati, il termine è oltremodo improprio) su semplice investitura del Re e/o di tutti gli altri detentori del Potere, cioè delle altre "Chiese" Politiche (I Partiti), ognuno nel proprio ambito. 
Il Porcellum è stata un Legge voluta da PDL e Lega, anche se per opportunità è stata accettata da tutti, ed è a causa di questa Legge, approvata nel 2005, che il nostro voto è stato "pilotato" da allora in poi. 
L'ultima volta che abbiamo votato, in senso veramente democratico e in libertà, è stato prima del 2005; dopo abbiamo vissuto in una specie di "Monarchia democratica"! 

Negli Usa, questo non sarebbe potuto accadere!

Se il nostro Stato, infatti, fosse stato basato sul "diritto naturale", tutto ciò non sarebbe potuto accadere perchè avrebbe contrastato con l'affermazione "we the people", che è al disopra di tutto e di tutti ed è, quindi,  molto più pregnante della affermazione "il Popolo Sovrano" della nostra Costituzione. 
Oggi, infatti  non ci ritroveremmo solo a gridare, impotenti, contro la casta. 
Insomma anche l'Italia ha avuto il “Re Sole”, anzi il “Re Sola” come dicono i romani, un "Illusionista" che ha portato l'Italia al fallimento e che ora impunemente "chiede scusa" addossando la colpa alla Crisi, come se quest'ultima e non la sua incapacità gli avesse impedito di governare e parla, anche, di "disgusto verso la politica da parte degli italiani" attribuendolo ad un Governo di Tecnici che, però, lui ed il suo partito, hanno fatto venire e che, nel frattempo, continuano ad appoggiare perché continuano a trarne benefici (No patrimoniale, no asta frequenze, no alla banda larga etc.). 
Questo signore lo abbiamo cacciato noi? 
Non mi risulta! 
E' stato cacciato, non da noi, ma perché sfiduciato a livello mondiale, soprattutto, dai mercati e dalle Istituzioni Europee e Occidentali in genere. 
Il prosieguo della storia è stato l'arrivo di Monti,  altro "salvatore della Patria". 
L'abbiamo forse deciso noi? 
No! 
E' stato nominato solo dal Capo dello Stato e non dal voto popolare!
Questo personaggio, poi, si è dimostrato alquanto discutibile a causa delle sue azioni di governo improntate, almeno per ora, alla sola austerità e al massacro del ceto medio basso. Un Governo, perciò, altamente "iniquo"!
Attorno a questo individuo, però, si è coagulata la vecchia politica di “incapaci” ormai abbarbicati al Potere, che stanno vivendo, con ansia e terrore, la eventualità di essere cacciati.
Negli Usa, questo non sarebbe potuto accadere!

Prova del terrore dei Partiti dell'ammucchiata, è la loro reazione “disperata” e “cattiva” contro la prepotente affermazione del M5S che ha iniziato il suo cammino di vittorie in Sicilia e che prevedibilmente si affermerà con le sue “regole “ ed i “suoi principi” in tutto il resto d'Italia. 
Sull'argomento, voglio fare le seguenti considerazioni:

  1. Se il M5S si affermerà è solo perché lo vorranno gli Italiani che lo  voteranno, perché stufi e angariati da sprechi, malcostume, corruzione e oppressione in tutti gli ambiti della propria vita. 
  2. Se il M5S e suoi alleati, o altro schieramento tipo il PD e i suoi alleati o altro movimento, o Partito vincerà, questo avverrà solo per volontà popolare e per il “Potere” che la Costituzione attribuisce, col voto, al Popolo (Popolo sovrano) e nessuno, perciò, ha il Diritto di annullare o impedire che tale volontà si affermi o si esprima, meno che mai con atti e parole denigratorie o ostative. 
  3. Non esistono infatti maggioranze di serie A o di serie B, qualora siano approvate, col voto, dal “Popolo” e, chiunque tenti i “ribaltoni” anche tramite le Leggi che, purtroppo, è in "potere" di approvare, commette non solo “abuso di Potere” ma anche un “tentativo di eversione”. 
  4. Sono improprie anche le affermazioni di chi afferma, come Bersani, che: “certe alleanze non fanno bene al Paese” (alleanza M5S e IDV), perché non ne ha il diritto di dirlo! Pensi a casa sua e a tutti i problemi che ha! Il dibattito democratico deve invece essere sviluppato senza ostacoli, neanche verbali, per chiarire i "temi" di confronto onde poter permettere agli elettori di scegliere in piena convinzione e secondo convenienza, rispetto una propria personale visione della società. 
  5. Meno che mai sono ammissibili sveltine legislative antidemocratiche tipo quelle approvate di recente in Commissione Affari Istituzionali, da PDL, Lega e UDC, che attribuisce il premio di maggioranza al Partito che ha raggiunto il 42,5%. Mal si comprende, in verità, se questo è un gioco delle parti, come appare dalle dichiarazioni di Casini ( “Non mi preoccupo del malumore di Bersani, ci sono reazioni di facciata e ci sono reazioni di sostanza.... vedrete che alla fine troveremo un accordo”), in cui sono tutti d'accordo, quindi, per sbarrare la strada alla novità del M5S oppure se, sicuri che questo Movimento non vincerà, si "stanno facendo le scarpe" tra di loro,  volendo impedire al PD di governare, così da poter portare il Paese verso un nuovo Governo Monti.
Negli Usa, questo non potrebbe accadere!

Per inciso, è chiaro il perchè, all'estero, non capiscono la nostra cosiddetta "politica" meravigliandosi del nostro spirito di sopportazione che non ci fa, ancora, scendere in piazza per cacciare questi "privilegiati incapaci" e anche per cambiare questo Sistema non più democratico, nel quale il Popolo, nonostante i diritti Costituzionali, non conta alcunché. 
Pensano, forse, che lo faremo solo quando ci avranno tolto anche le mutande e che, solo allora, come i sanculotti, avvieremo la Rivoluzione?
Credo che, ormai, con Monti e "l'Ammucchiata", specialmente se continuerà questo modo di governare,  stiamo molto vicini all'avverarsi di questo evento! ( In tutta Italia si è iniziato ormai a fare cortei e manifestazioni di protesta).
Ormai cari amici, è evidente che questi “Parvenu” della Politica, attaccati al “Potere”, non hanno creato, solo, La crisi della “Politica”, ma, con i loro Porcelli (o Porcate), hanno creato anche una 
crisi “Democratica” .

Questi non sono altro che dei “fuorilegge” (sono, infatti, contro la Costituzione e la volontà popolare) da condannare, sia “politicamente” per la loro incapacità a reggere il confronto democratico sul modo di governare e per aver creato questo “Sistema di Potere e di corruttela”, sia “penalmente”, nei singoli casi di accertata “corruzione” e “malaffare”! 
Se pensate che questi "figuri" hanno avuto il "Potere" di rendere vani perfino i "referendum" (abolizione del Finanziamento pubblico Partiti, del Porcellum etc. ) massima espressione della volontà popolare, vi renderete subito conto che:

DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE SMANTELLARE QUESTO ALLEVAMENTO DI “PORCELLI”
 (ATTI, LEGGI E PERSONE)


che si stanno "riproducendo" in maniera esponenziale continuando ad inquinare, con i loro atti mefitici, la nostra società. 
Sicuramente, solo per il fatto che abbiano attuato o semplicemente "concepito" leggi Liberticide e antidemocratiche, ( l'ultima, la succitata proposta di Legge elettorale!) non dovremmo più votare questi mistificatori della politica e questi attentatori alla Democrazia (PDL, Lega,UDC e forse PD) e votare gli altri, (M5S, IDV, SEL, forse il PD o altro movimento degno, a sinistra o destra), quelli tra questi, però, che faranno opposizione vera e non di facciata, contro una proposta di Legge elettorale così concepita, finalizzata a vanificare il voto popolare e al mantenimento dell'attuale status quo, che crea, volutamente, una "ingovernabilità" funzionale alla "ammucchiata" e al proseguimento del Governo Monti. Ovviamente, è necessario votare, pragmaticamente, chi è anche in grado e capace di governare!
Se, poi, Monti vuole fare veramente il Premier, si candidi e affronti il giudizio degli italiani, anche di quelli che non arrivano a fine mese, anche di quelle famiglie che avranno morti a causa delle malattie gravi che non possono curare perché non hanno soldi, anche dei giovani disoccupati o precari a cui è stato rubato "il futuro", il cui numero è destinato a crescere secondo tutti i rilevamenti ufficiali, anche degli imprenditori che stanno chiudendo mettendo in mezzo ad una strada intere famiglie, anche degli esodati, anche di quei pensionati che non si vedono rivalutate le pensioni, anche di quelli che dovranno pagarsi le analisi cliniche perché contingentate etc. etc.. 
Se, infatti, continuerà questo gioco al massacro, a guida Monti e della “ammucchiata,” e se la Politica, quella nobile, non riassumerà, con capacità anche di "visioni profetiche", il proprio ruolo e non riaffermerà il suo "Primato", avremo gli stessi morti di una guerra mondiale, rappresentati dai deboli, dai poveri e dai malati gravi (SLA, morbo di Parkinson, Altzeimer, diabete etc.) che non verranno più salvaguardati dallo Stato, a causa dei tagli indotti dalla Spendig Review, una Legge fatta da "Ragionieri" che danno più importanza  ai bilanci che alla vita umana. I loro parametri sono solo lo Spread, il PIL  il fiscal compact etc. e non la felicità del cittadino che può essere raggiunta, invece, con una economia e una politica eticamente compatibili che realizzino  una equa ridistribuzione dei redditi.  
Facciamo, però, in modo che chi si opporrà veramente a questa deriva antidemocratica, raggiunga il 42,5%, così da sconfiggere questi "fuorilegge" con le loro stesse armi. 
Solo se saremo capaci di fare ciò riusciremo, pian piano, a risollevarci!


DIFENDIAMO E AVVERIAMO LA DEMOCRAZIA
FACENDO  SI' CHE IL NOSTRO VOTO VALGA!

Un abbraccio.

martedì 6 novembre 2012

LE LOBBIE ALL'ASSALTO DELLA CASA BIANCA


Care amiche e cari amici,

nella conversazione di oggi, davanti ad una rosa e ad un caffè aromatico, vorrei parlarvi di un aspetto poco pubblicizzato della campagna elettorale americana.
Voi sapete che, stanotte, ora italiana, in America si voterà per l'elezione del Presidente degli USA, l'uomo più potente del mondo, che ne  può condizionare i destini.
Attorno ai candidati, come sempre, si sono coagulati forti interessi,  specialmente quelli delle lobbie bancarie che cercano di attuare la propria visione del mondo basata sull'incentivare i "desideri" delle persone così da giustificare l'affermarsi della finanza speculativa che tanti danni, comunque, ha fatto nell'ultimo decennio. Basti pensare che  il costo totale della campagna elettorale è di circa sei miliardi di dollari, a conferma che vi è qualcosa d'altro, di più importante, di una poltrona alla Casa Bianca.
La lotta vera tra Repubblicani (Romney) e Democratici (Obama) ha il suo cuore, appunto, nella modifica in senso permissivo (Romney) o restrittivo (Obama) della Volcker Rule, che viene definita come segue:
"Volcker rule La “regola di Volcker” fa parte del Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act (legge approvata, durante il mandato di Obama, nel 2010 dal Congresso statunitense e in vigore a partire dal luglio 2012) e prende il nome da P. Volcker (ex presidente della Federal Reserve che l’ha proposta nel 2008). La Volcker rule limita drasticamente l’attività speculativa delle banche di deposito: queste non possono investire capitali propri in transazioni in borsa, investimenti in derivati e partecipazioni in hedge fund al di sopra del 3%. Così facendo si vuole scongiurare un nuovo crack bancario, proteggendo i risparmiatori.”
Le lobbie bancarie però si oppongono; hanno stimato perdite da due miliardi di dollari annui nelle entrate e prevedono la diminuzione della liquidità dei mercati nonché il calo degli investimenti e la riduzione della disponibilità di credito.
Nelle intenzioni dei legislatori di Obama, la norma Volcker avrebbe dovuto colmare quel vuoto lasciato dall'abrogazione del vecchio Glass-Steagall Act, il provvedimento approvato nel 1933 per distinguere nettamente le attività di retail da quelle dell’investment banking, ovvero i destini dei risparmiatori da quelli degli speculatori. La legge era sopravvissuta fino al 1999 quando il Congresso ne aveva votato l’abolizione sotto Reagan. 
Quattro anni prima, nel 1995, nel famoso documento “National Homeownership Strategy”, l’allora presidente Bill Clinton si era appellato pubblicamente alla “creatività e alle risorse dei settori pubblico e privato” per “affrontare gli ostacoli finanziari al possesso di una casa”. In pratica uno spot per la creatività finanziaria, la cartolarizzazione e i mutui subprime. 
Il seguito, purtroppo, è storia nota, infatti questa è stata la causa dell'esplodere della crisi mondiale innescata prima dalla bolla speculativa sugli immobili e subito dopo da quella sulle materie prime.

La cosiddetta “Regola Volcker” rappresenta, quindi, da tempo il principale terreno di sfida tra lobbisti, promotori, legislatori e regolatori statunitensi. La norma, almeno di principio, tende, come detto, a proibire alle banche il cosiddetto “proprietary trading”, ovvero le attività finanziarie altamente speculative condotte con l’obiettivo di realizzare un utile per sé e non per la clientela. 
Di fatto si tratterebbe di mettere al sicuro i depositi dei correntisti impedendo che la loro liquidità venga messa a rischio in operazioni condotte sul fronte dei derivati e delle attività più complesse in genere.
Un blocco alla speculazione, insomma, utile nelle intenzioni a prevenire nuovi tracolli sistemici i cui costi verrebbero scaricati sull'intervento pubblico, ovvero sui contribuenti, secondo l’ormai consolidato adagio del “Too big to fail”. ( Troppo grande per fallire)
I guai dell'Occidente, infatti, sono derivati esclusivamente dagli interventi che gli Stati hanno dovuto attuare per evitare, a causa di speculazioni sbagliate, la liquefazione dei risparmi di tanti cittadini previdenti che avevano collocato i loro risparmi  in banche di investimento per avere utili più alti. Tali interventi che hanno rifinanziato le Banche con fondi pubblici, al fine di non farle fallire, hanno, però, comportato l'aumento del famigerato “Debito Pubblico”.
Gli Stati, per questo, sono diventati, immediatamente dopo, preda degli stessi speculatori che avevano creato la crisi, speculatori, per di più, come detto, salvati dal denaro Pubblico.
Gli Stati, infatti, avendo bisogno di capitali per rifinanziare lo stesso debito pubblico, sono costretti, oggi, a rivolgersi agli stessi speculatori.
Questa Legge, la Dodd-Frank Act, voluta da Obama, e ancora in corso di approvazione proprio della norma di cui stiamo parlando, la Volcker rule, ha cercato di ripristinare, anche se in modo non ancora completamente efficace, le regole nel mercato finanziario.
Il problema, oggi, infatti, è che l’intero impianto di legge (che lascia molto spazio al suo completamento da parte dei regolatori come la Fed) contiene in sé deroghe ed eccezioni che rendono sempre più labile il confine tra lecito e illecito. In particolare c’è la questione dell’hedging, l’attività di copertura dal rischio, che implica il ricorso agli strumenti derivati come assicurazione contro la volatilità del mercato. In pratica le banche potrebbero essere autorizzate a speculare sui derivati, scommettendo ad esempio sull'andamento dei tassi di interesse o del prezzo del petrolio, facendo passare formalmente questo comportamento come gestione del rischio. L’esempio più evidente lo ha offerto, a suo tempo, la banca d’affari JP Morgan responsabile, attraverso il suo ufficio londinese, di una puntata mal riuscita su un indice costruito sui Credit default swaps del settore corporate, in pratica una scommessa sulla crescita dei costi di indebitamento di alcune grandi imprese statunitensi. Un errore spaventoso costato perdite pari a 5,8 miliardi di dollari.
Per i sostenitori della linea morbida (le lobbie bancarie con Romney), che temono un effetto negativo della Volcker sulla liquidità del mercato e, in ultima analisi, sulla ripresa economica, si tratterebbe di una conseguenza accettabile. Per gli oppositori più radicali (Obama e Bloomberg) sarebbe al contrario la materializzazione di una beffa.
Bloomberg, che si è schierato con Obama, è il Presidente della Commissione del Senato da lui presieduta e sta chiedendo formalmente ai regolatori di rendere la normativa più stringente, eliminando completamente la “deregulation” della quale abbiamo parlato in Post precedenti, per riportare la finanza nell'ambito della “economia reale”, che, diventando, così, più appetibile di quella speculativa, (che verrebbe proibita), ridarebbe fiato alle economie di tutto il mondo, a corto di liquidità negli investimenti.
In questo momento le lobbie non solo hanno ottenuto una dilazione sull'applicazione della norma, fino al 2014, per il fatto che le Banche hanno bisogno di tempo per modificare i propri statuti, ma anche perchè la norma è stata inondata di emendamenti, per cui i “Regolatori” hanno bisogno di molto tempo per esaminarli e per dare una forma definitiva ad una norma che, se vincerà Obama, verrà finalmente applicata nel 2014 in senso restrittivo, ma che potrà anche essere annullata se vincerà Romney. Se si avverasse quest'ultima ipotesi,  allora, non vi sarà scampo contro la speculazione, che dominerà il mondo.
Qualcuno potrebbe obiettare che se applicassimo in Europa una Legge di questo tipo che limitasse, cioè, la speculazione, come ormai si sta discutendo, poi sarebbero solo affari interni degli Usa e non nostri. 
Rispondo che in questo mondo globalizzato in cui la economia americana è dominante, le regole devono essere applicate da tutti,  altrimenti la finanza non sarebbe imbrigliata e ricondotta verso la economia reale, perché si creerebbero delle “zone franche” in cui questa continuerebbe ad operare.
E in Italia?
In Italia i Partiti pensano solo ad etichettare i due candidati, se cioè Obama è di sinistra e Romney è di destra, per poterli esibire come trofei di proprietà della loro parte, evidenziando con ciò tutti i limiti di pensiero della nostra politica, provinciale e ottusa!
In Italia la Stampa, va alla caccia delle frasi ad effetto dei due candidati, nascondendo i motivi cruciali del confronto tra Obama e Romney che sono tanti, ed uno dei più importanti, oltre ai diritti civili e al completamento del welfare, è quello di cui stiamo parlando oggi nella nostra conversazione, tali da condizionare il nostro futuro.
Le lobbie bancarie cercano di condizionare, ormai, tutto il mondo!

 DOBBIAMO DIRE  NO ALLA SPECULAZIONE!


Un abbraccio




martedì 23 ottobre 2012

L'ARMATA BRANCALEONE CONTRO I SULTANI



Care amiche e cari amici,

La conversazione di oggi davanti ad un caffè e ad una rosa prende lo spunto dal “riposizionamento strategico”, più o meno efficace, sicuramente non sincero, che i principali partiti, oggi, stanno operando, nello scenario politico italiano.

Quanta differenza nello stile e nel loro modo di agire!

1. Il Sultanato del Centro (UDC):
Cominciamo da Casini, cioè, dal Sultano dell'UDC, che, ipotecando per primo il Governo Monti, cerca di piazzare il movimento dei cattolici in maniera strategica, per farlo diventare l'ago della bilancia in un momento in cui vi è la massima incertezza nelle scelte degli italiani. Negli ultimi tempi era stata fatta una manovra diversiva di avvicinamento al PD solo per creare, a mio giudizio, confusione all'interno di quel partito e/o per acquisire dei crediti nel momento di probabile vittoria futura della sinistra. Ma questo ha creato delle forti incongruenze e contrasti nella linea politica del PD, per cui, almeno per il momento, il PD, convinto, come è, di farcela da solo, con la sinistra estrema, ha accantonato, questo progetto di coalizione. L'UDC comunque, confidando nella prossima Legge Elettorale che non farà vincere nessuno, prosegue per la sua strada, certo, come è, che le “pecorelle” di sinistra o di destra, in caso di vittoria, verranno, comunque, spontaneamente all'ovile dei cattolici, se vorranno “pascolare bene”, una volta al Governo.

2. Il Sultanato di Destra (PDL)
Proseguiamo con Berlusconi, il Sultano del PDL, o almeno di quello che ne resta di quest'ultimo, dopo gli scandali e  dopo quello che  ha combinato il suo Guru nella passata  attività di Governo. Berlusconi, ora, ha assunto, di nuovo, l'atteggiamento guerresco, tipico della destra, fatto di strategia, di tattica, di pause di riflessioni e di mimetizzazioni, per difendere le proprie posizioni, ormai minacciate dai numerosi nemici creati presso la gente comune dagli errori fatti, appunto, durante il periodo del suo Governo (con leggi ad personam, ad aziendam, ad partitum, depenalizzazioni, Porcellum e leggi quasi incostituzionali), e, quindi, dalla conseguente nascita di ”movimenti” sorti all'insegna del “repulisti trasversale”, nella politica, sorti per mandare a casa una casta corrotta e incapace.
Berlusconi, dopo un inizio scoppiettante a supporto di una sua possibile ricandidatura a Premier, svanita alla luce dei sondaggi negativi sia sul PDL che su di lui, ha cambiato, in corsa, la strategia politica per evitare una cocente sconfitta. E' di questi giorni, infatti, l'annuncio di Berlusconi di un abbandono, anche se con riserva, della politica, a patto, però, che si formi “un Cartello dei Moderati” per sconfiggere la sinistra ormai, sulla carta, vincitrice!
Per inciso, per me che guardo le capacità e l'onestà delle persone e, soprattutto, la coerenza e la congruità dei programmi, rimane abbastanza incomprensibile il coacervo di idee diverse e di persone diverse che Berlusconi vuole mettere insieme, spazianti dall'area cattolica alla estrema destra, e che definisce con un termine generico: “Area dei MODERATI”. Mi sembra, invece, nulla più che l'ennesima “ammucchiata elettorale di destra”, finalizzata alla vittoria e alla conservazione delle attuali oligarchie partitiche, quasi un gesto disperato dello stesso Berlusconi e di tutti quelli che hanno fatto affari con lui, compresi il ceto dei benestanti e quello degli industriali, colpevoli esclusivi della nostra crisi economica, perché hanno sempre lucrato sulle risorse del nostro bel Paese, senza dare alcunché in cambio, chiusi, come sono, nel loro egoismo estremo e nella loro incapacità a fare "industria innovativa"; hanno addossato, per di più, esclusivamente, grazie a Monti, il risanamento del Paese, sulle spalle del ceto medio basso. 
Domanda impertinente: Ma il PD vi sembra un Partito di rivoluzionari o è anche esso un Partito di Moderati?
Comunque Berlusconi, ha dichiarato, in modo gattopardesco, di volersi mettere da parte, (ma non è certo che alla fine lo farà; potrebbe essere il solito teatrino solo per far parlare di sé!), e  al più, lo farebbe, chiaramente, solo per la “pagnotta”, per continuare, cioè, a fare gli affari suoi ed impedire che i prossimi governi, magari di sinistra e ancor più se appoggiati dal Movimento 5 stelle, facciano azioni a lui sgradite, quali: l'effettuazione dell'asta delle frequenze TV, l'avvio della banda larga etc. che danneggerebbero Mediaset, e, inoltre, il ripristino di tutti i reati da lui depenalizzati ( falso in bilancio, etc.).
La “Destra”, infatti, crollato il “berlusconismo populista” , abbandonata, per il momento, come è, dai cattolici e dai Poteri Forti, strategicamente, per recuperare il loro consenso, si “consegnerebbe”, perciò, secondo la strategia di Berlusconi, nelle mani di Monti (Monti bis) e/o di Casini e/o di Montezemolo ed altri. Monti guiderebbe, così, da Premier, il prossimo Governo e Casini (o altri), diventerebbe un “Federale” di una Federazione di movimenti e Partiti, composti dalle diverse anime e costellazioni della Destra (con liste civetta in grandissimo aumento in questi giorni), compreso il PDL o nuovo Partito personale di Berlusconi. Tatticamente, la Destra partirebbe, così agguerrita, di nuovo, all'assalto delle mura della cittadella della sinistra usando tutte le vecchie “macchine da guerra” per espugnarla, quali: il pericolo, per i cattolici, per l'affermarsi dei diritti propugnati da Vendola; il pericolo della “Patrimoniale e delle alte tasse” contro i benestanti e gli industriali (ricordiamoci, sempre, che Monti ha messo le tasse solo al ceto medio basso!); rispolverando, magari, la vecchia battuta che i comunisti "mangiano i Bambini, o, forse no, perché  potrebbero avere come risposta che loro, invece, ammazzano le famiglie togliendo loro il lavoro, facendo morire lo stesso, di fame, i bambini;  insistendo nella riprovazione dello Stato di Polizia Tributaria, e questo solo per favorire il ceto medio alto che può evadere etc. etc..
Francamente, in questo momento, sembrano più strategie da “ultima spiaggia”, dettate dalla disperazione (Berlusconi è pronto a ritirarsi, facendo l'ennesimo e tanto propagandato “gesto nobile”, sempre nell'interesse degli italiani e non suo, per carità!) pur di rimanere a galla. Comunque, sono "tentativi concreti" per vincere la prossima battaglia elettorale, mirati, tramite “trasformismi e  mimetizzazioni”, più a salvaguardare i propri affari, che le idee della destra liberale alle quali, penso, visto il loro comportamento, non hanno mai creduto, né lui né i suoi consorti. Comunque, è gente che si prepara per tempo e ha le idee chiare, non condivisibili, specialmente quando celano malaffare e corruzione.
Se cambiassero rotta, invece, promuovendo una classe dirigente che pensasse più al “bene pubblico” e approdasse  verso una Destra Liberale Europea, come, credo, vorrebbero i suoi elettori, quelli in buona fede, il PDL potrebbe diventare, solo allora, utile al Paese, magari, facendo una “Opposizione” vera, senza inciuci, in caso di sconfitta.

3. L'Armata Brancaleone (PD)
Questo fervore strategico e tattico, sembra, invece, non vi sia, almeno questa è sempre la mia opinione, nel campo della sinistra che, spezzettata in mille correnti, ripercorre ancora i vecchi sentieri “del dibattito ideologico” inconcludente e per di più, oggi, lacerante. Sembra che questo Partito viva nella illusione di un passato che non esiste più, basato sulla "classe operaia" e sulla "lotta di classe", concetti ormai sorpassati sia dal nuovo assetto della società che ha "promosso" i cosiddetti "proletari" a rango di classe medio-bassa, sia dall'incalzare del "populismo berlusconiano e della Lega" che ne ha stravolto i significati più profondi. Tutto ciò, per di più, spaventa gli italiani, che hanno bisogno di fatti e non di chiacchiere e crea delle vere e proprie diffidenze circa la reale capacità della Sinistra a governare. Non dimentichiamo che, in Italia, per convinzione ideologica, morale e religiosa, i cattolici sono contrari ad ogni forma di socialismo e ancora di più di pseudo comunismo. Per ogni argomento, poi, sembra vi siano cento idee diverse e contrastanti senza che si arrivi a sintesi; per ogni necessità sembra vi sia una visione diversa, quasi apocalittica, per affrontarla; per ogni azione o dichiarazione sembra che vi sia una “reazione o dichiarazione uguale e contraria”, per non parlare degli scandali che l'hanno investito e così via.
Vi ricordate, nel film con Villaggio e Banfi,” Pappa e Ciccia” dell'82, l'aereo catapecchia e la hostess scontrosa?
Ebbene quell'aereo scalcinato sembra proprio il PD con il suo arredamento (di idee) retrò, variegato e stridente per i tanti contrasti di stile, che, nonostante una ala rotta, i motori quasi fuori uso, il pavimento fragile e con un grosso buco, si avvia scoppiettante a mettersi in rotta verso il cosiddetto Paese del Sole e del meritato premio, cioè verso il Governo. Il tutto viene preceduto dalla celebre corsa (quasi metafora delle attuali primarie) in cui i partecipanti, piano piano accelerano, fino a correre all'impazzata, sgomitandosi e facendosi del male e alla fine cadendo rovinosamente per terra tutti, e questo, solo per occupare i posti migliori. Il comandante dell'aereo (Bersani o chi per lui) poi durante il volo studia il “manuale per imparare a volare” e la hostess (non me ne voglia, sembra la Rosy Bindi) che prende a male parole tutti i nuovi arrivati (vedi l'accoglienza della Bindi a Renzi).
Non voglio essere irriverente verso un Partito di massa ed i suoi elettori, ma, una cosa è certa, i suoi dirigenti non possono, causa la loro incapacità strategica e la carenza di idee, certe e condivise da tutti all'interno, affidarsi solo alla “fortuna”, ricorrendo  ai soliti scongiuri per esorcizzare il pericolo di cadere, continuando a fare propaganda, cioè, quasi fosse un rituale scaramantico, dicendo  sempre e solo male di Berlusconi, invece di combatterlo con le sue stesse armi. Il PD, se vuole avere un futuro deve, invece, rimodernare l'aereo, deve ristrutturarlo per renderlo sicuro ed affidabile e metterlo nelle mani di persone che lo sappiano guidare e non stiano facendo solo voli di prova per “prendere il brevetto di volo” (brevetto a governare). Credo che la attuale diatriba lacerante, muro contro muro, tra Bersani, D'Alema, Vendola, Renzi ed altri, non porti da nessuna parte, qualora non sia funzionale a che, almeno per una volta, si pongano punti fermi e paletti, così da essere in grado, finalmente, di elaborare una Strategia politica ed elettorale a favore della Gente e dell'intero "Sistema Paese"; supportandola, poi,  con azioni e idee tatticamente efficaci, magari, non solo per governare, almeno per fare una “Opposizione” vera, senza inciuci, in caso di sconfitta. La Sinistra non può sempre affidarsi agli errori della Destra, perché potrebbe incorrere di nuovo nella stessa sconfitta della “gioiosa armata” di Occhetto del 1994 (allora a causa di Berlusconi ed oggi potrebbe essere a causa di un Monti bis), che, più che una vera e propria armata, era una “armata Brancaleone”, non dissimile, come sembra, dalla attuale. E' per questo, forse, che tanta gente, nel frattempo, come nel film succitato, si butta giù col paracadute abbandonando quell'aereo così scalcinato, atterrando, magari, su terreni politici sconosciuti o infidi o in trappole antidemocratiche .
Rivedetelo, se volete, con il link:


Che dire in conclusione: non mi pare siamo messi molto bene, considerando l'attuale silenzio assordante dell'IDV, coinvolto anche da tanti scandali e ormai emarginato stranamente da tutti, in particolare dal PD (grosso errore!),  e la incognita del Movimento 5 stelle di cui non si conoscono né le sue capacità a governare, né le persone che lo farebbero, nonostante che parte del Programma sembri condivisibile, in quanto attinto a piene mani in”rete”, cioè dal movimento di opinione di cui noi stessi facciamo parte. Per il momento sospendo il giudizio sul Movimento 5 stelle anche se mi intriga molto la frase detta da Grillo che recita, più o meno, che è meglio fare un salto nel buio piuttosto che avere un suicidio assistito da questa casta e da Monti.

Fino a che, però, NON SAREMO NOI, che ci libereremo, DA SOLI, dalla "Sindrome di Stoccolma", quella per cui i rapiti si innamorano dei rapitori, saremo sempre ostaggi e, per di più, anche "contenti":
  • di questa Politica degenerata e incapace che, in economia, ha depresso il PIL ed aumentato il debito Pubblico e, per questo, siamo costretti, ora, a fare sacrifici per risanare il Paese, a farci smantellare, da inermi, lo Stato Sociale, in una situazione, per di più, nella quale, a livello sociale, vengono mortificati il reddito da lavoro e lo stesso concetto di lavoro garantito dalla Costituzione. Stiamo mettendo mano ai risparmi, avviandoci, perciò, verso tempi presumibilmente molto bui.
  • di queste oligarchie partitiche che, con le loro scelte ed attuazione di programmi non coerenti con la realtà e le necessità del Paese, per di più, operando con persone ubbidienti e capaci solo a rubare, hanno provocato tutto questo sfacelo e tutto questo marciume;
  • di questa Finanza speculativa e pirata che mercifica i pensieri e i desideri della gente per renderla schiava;
  • di tutte le organizzazioni malavitose che hanno inquinato la società, l'economia e, soprattutto, la politica;
  • di questo tipo di Parlamento e di questo tipo di Governo,  nemmeno scelti da noi, che stanno facendo finta di intervenire su tutto quanto detto sopra, ma che, invece, alla luce dei fatti, ci stanno solo complicando, ancora, la nostra già precaria situazione, aumentando le privazioni e i sacrifici;
Attenzione, però che le privazioni e i sacrifici, potrebbero essere prolungati all'infinito, almeno fino a quando, cioè,  la "gente onesta",  non  libererà "democraticamente", ad ogni livello, la  Società dai "furbetti" e dai "disonesti per convenienza" che la compongono, per buona parte, e, soprattutto, non la libererà, finalmente, dal cancro di questo tipo di  Politica e dalle sue metastasi che hanno invaso, ormai, ogni apparato dello Stato!


Vi sembra "Giusto" sopportare tutto ciò?

We can change everything, if, however, before we change ourselves


(Possiamo cambiare tutto , se, però, prima, cambiamo noi stessi)


Un abbraccio

lunedì 8 ottobre 2012

E SE.........?


Care amiche e cari amici,

La conversazione di oggi davanti ad un caffè e ad una rosa, più che il nostro solito discorso, quasi conviviale, su un argomento di attualità, vuole essere, piuttosto, uno sfogo personale su tutto quanto di incredibile sta avvenendo in questi giorni e che mi hanno profondamente turbata.
Nella vita, infatti, di chi, come me, vuole seguire la politica per capirne gli sviluppi e soprattutto comprenderne le implicazioni sulla propria esistenza, spesso si susseguono e si alternano momenti di entusiasmo a momenti di sconforto, momenti di rabbia a momenti di speranza. I momenti, che stiamo vivendo oggi, generano, purtroppo, solo rabbia, perché sembrano quasi irreali, assurdi, in quanto conformati e plasmati, come sono, da una classe politica incapace e piena di ladri e da un governo, il governo Monti, che per risanare il Paese addossa i sacrifici solo alla classe medio bassa, quasi fosse, quest'ultima, colpevole di non so quali misfatti. L'unica colpa che la classe medio bassa ha, è che la maggioranza di essa, e, quindi, degli italiani, si è fatta imbambolare dal “solito eroe” che, ogni volta, promette, promette e non mantiene mai. I sacrifici per il risanamento, infatti, non hanno interessato, in modo proporzionalmente efficace, la categoria dei dirigenti pubblici e privati, dei benestanti, dei liberi professionisti, dei commercianti, dei politici a tutti i livelli, perché questi si sono difesi bene, contrastando il Governo con pressioni ed imboscando risorse economiche altrimenti utili al Paese. Questo si è trasformato in un ulteriore danno per gli operai, per i dipendenti, per i pensionati, per gli studenti, per i giovani al primo impiego, per le casalinghe, in quanto, i primi, hanno potuto nascondere i loro redditi, favoriti da una legislazione ad hoc e da controlli inesistenti, a differenza dei secondi, il cui reddito è stato sempre alla luce del sole. Non voglio generalizzare né lanciare capi di accusa senza prove, ma ci sarà una spiegazione al fatto che siamo ai primissimi posti nel mondo per evasione fiscale, per corruzione, per concussione, per furti di denaro e di patrimonio pubblici? Ci saranno delle persone fisiche che hanno commesso tali porcherie, che, per altro, sono reati? Ci sarà un motivo per il quale, nonostante l'Europa l'abbia chiesto da diversi anni, il Decreto anti corruzione non vede ancora la luce?
Il ceto medio basso certamente non ha potuto fare nulla di tutto ciò e non ha potuto neanche cambiare alcunché  perché negli ultimi venti anni, è stato preso in ostaggio dalla casta, con leggi ad personam, ad aziendam, ad partitum e dal Porcellum; oggi, anche da Monti e dalle sue "deliranti" politiche basate prevalentemente sull'austerità, bocciate perfino dalla Corte dei Conti!
In rete, la protesta, per un certo periodo, era diventata una marea e sembrava stesse accadendo qualcosa subito dopo l'avvento di Monti; infatti, la politica, quella responsabile in prima istanza di tutti quei misfatti descritti sopra, o perché coinvolta o perché  comunque, non ha adottato leggi e controlli per evitare tutto ciò, sembrava frastornata e incapace a reagire alle proteste. La gente aveva l'impressione che si potesse effettivamente rifondare il sistema partitico e far ripartire la democrazia. E' stata una pia illusione, perché, immediatamente dopo, non solo questi figuri hanno inasprito la protervia del loro atteggiamento ladresco e incapace, ma oggi, si stanno preparando a rifarsi, almeno i capi partito e la maggior parte dei loro scherani importanti, una nuova “verginità”, una nuova immagine e, soprattutto, stanno cercando il sistema per rimanere a galla e rimanere impuniti anche per il futuro. Capite ora perché la Legge elettorale tarda ad essere varata? Attraverso una nuova legge elettorale, ben studiata, gran parte della dirigenza partitica vuole conservarsi, ancora una volta, un “posto al sole”, pronta a ritrovarsi ai nastri di partenza a “trottare” una volta che Monti “romperà”........... il suo trotto, ritirandosi.
Da quello che risulta, per realizzare i loro piani, però, questi figuri hanno bisogno di tempo, per cui si sta profilando l'ipotesi di un Monti bis che potrebbe essere concretizzato tramite una legge elettorale che non faccia vincere nessuno dei partiti o che non vi sia una coalizione pre elettorale. L'evitare che si voti la coalizione, serve per dotarsi di un buon alibi per giustificare la necessità del varo di un Monti bis che, infatti, scaturirebbe, legalmente, da accordi tra partiti subito dopo le elezioni.
Per contentino darebbero al “popolo bue” o “popolino”, come loro credo ci appellino, la possibilità di scegliere i candidati da una lista, però, rigorosamente stilata dal gruppo dirigente di ogni partito.
La mia professoressa di filosofia mi diceva che l'essenza della democrazia è “la volontà popolare che si estrinseca attraverso il voto” e che fa sì che, il giorno dopo le elezioni, si sappia chi vince e chi perde, chi governa e chi sta all'opposizione.
Ora questa impudenza eversiva di nominare un “Premier” unico prima delle elezioni, prima del responso popolare, è antidemocratica se non anti costituzionale, anche se a quest'ultimo aspetto siamo stati abituati dal Porcellum.
Ora, a questo punto, esaminando alcuni fatti, io mi chiedo: 
“Possibile che la Politica tocchi questo fondo di aberrazione”?
 Va bene che la Politica ormai è disprezzata da tutti gli italiani, ma, come seconda domanda, mi chiedo: 
“Possibile che credano che un Monti bis li salverà dal disdoro e dalla rabbia del ceto medio basso, cioè la maggioranza degli italiani, che saranno costretti a sopportare ancora a lungo ogni sorta di sacrificio, mentre le classi abbienti ne usciranno poco devastate?”
Terza domanda: 
“ Visto che i nostri politici rubano da decenni senza che la magistratura sia intervenuta mai in modo così efficace, salvo per alcuni episodi sporadici ed evidenti, perché  proprio ora e solo ora e, non prima, la politica viene screditata così tanto, per di più in concomitanza di una possibile ricandidatura Monti, molto gradita alle banche, ai poteri forti, alle maggiori potenze europee e mondiali?"
 La risposta non la so dare, a meno di pensare ad un “complotto”! Preferisco, personalmente, pensare che questi siano gli effetti della crisi economica e della Spending review” che stanno facendo emergere tante sconcezze e non il solito piano per farci vedere “lucciole per lanterne” al fine di cambiare, col nostro consenso, il “Padrone”. 
E se....., invece, fosse veramente così? 

Si spiegherebbe anche il perché, della violenza della Polizia contro le recenti proteste giovanili ed anche che, in questo periodo, il 98% dei media nazionali ed internazionali dispensino solo lodi a Monti e fango sulla Politica in genere, escludendo, però, accuratamente, le oligarchie dirigenziali dei partiti, proprio per far sì che "tutto cambi perché nulla cambi". A pensare male, come diceva Andreotti, spesso ci si indovina. 

Una cosa, ormai, è certa, abbiamo bisogno, in questo Paese: 
  • che la Politica sia rifondata per riaffermarne il Primato ed avere, così, rappresentanti capaci, onesti e, quindi, non ricattabili, e dobbiamo, inoltre, consolidare l'effetto della paura dei politici di un giudizio negativo di una Opinione Pubblica rigorosa e consapevole; 
  • che la Società torni ad essere libera e non ostaggio del solito Potente di turno, per altro nemmeno eletto;
  • che si torni ad essere "persone"e non "gregge", ad "avere una voce" e a "pensare liberamente" e si possa, perciò, "protestare democraticamente" contro le ingiustizie e le sopraffazioni senza che la Polizia ci rompa i denti con i manganelli, come è accaduto in questi giorni ai giovani di Roma e  Milano con l'aggravante che quei ragazzi, in massima parte, erano minorenni. Del resto la violenza è reato anche se proviene dalla Polizia, quando la si attua senza motivo (vedi caso Diaz). 
  • che i ragazzi, quindi, sognino di nuovo sul loro futuro (oggi rubato), studiando ed impegnandosi perché sicuri di  essere premiati e non derisi e sfruttati come oggi, o scartati o premiati in carriera solo per il loro aspetto fisico, in particolare le donne;
  • che si riaffermi il principio che non si è intoccabili, e inamovibili, in quanto Potenti, quando  si ruba, si corrompe, si froda, si evade il fisco, si mente, si infanga le istituzioni; che si capisca che questo è solo il potere dei corrotti e dei gradassi che ha ridotto il nostro bel Paese in una "caricatura" di se stesso.
Tutto ciò lo si può fare ( non mi stancherò mai di dirlo!) solo con una partecipazione attiva all'interno dei vecchi o nuovi partiti da parte dei “migliori” movimenti e delle “migliori” persone singole. 
Diversamente la nostra protesta correrà il rischio di trasformarsi, ben presto, in puro e semplice “gossip”, venato di invidia ed ammirazione per le malefatte che questi protagonisti della politica continueranno a fare, indisturbati e legittimati dalle leggi che loro stessi si ritaglieranno su misura. Il che porterà alla emulazione e ad una ulteriore corruzione della nostra Società che diventerà sempre più schiava dei suoi “Desideri” e quindi dei suoi "debiti".

Un abbraccio

mercoledì 26 settembre 2012

IL SERPENTE

Care amiche e cari amici, 

la "conversazione di oggi davanti ad un buon caffè e ad una profumatissima rosa", vuole continuare il discorso sui Partiti e sulla Classe Politica italiana in generale, avviato con il POST "il Ritorno...".
Il tema del Post di oggi è basato sulla affermazione che, come sempre più spesso si sente dire:
Gli attuali politici sanno “fare solo le chiacchiere”; la politica non serve a nulla, perché è lontana dai fatti concreti, ed è solo Retorica!
Sicuramente in queste frasi c’è abbastanza“populismo”, ma c’è anche una parte di verità.
L'incipit di questa conversazione, quindi, è:
 “Perché, la Retorica viene vista in modo così negativo quando essa è collegata alla politica?”
Prima di sviluppare il nostro discorso è giusto chiederci, però, prima: "Cos'è la Retorica?

1) La Retorica:
Il termine "Retorica" potrebbe sembrare astruso e addirittura obsoleto ma è molto più vicino al nostro modo di vivere più di quanto si creda.
Si pensi a Gesù, a Maometto, a Gandhi, a Mandela che, con le loro parole, cioè con la loro retorica, e, con il loro esempio, hanno liberato il mondo dalla oppressione e dall'oscurantismo. 
La Retorica in fondo è semplicemente un “mezzo” per spiegare meglio come stanno le cose, e verte sul modo di “comunicare i propri pensieri, sia ” per “condividerli” con chi ci è vicino anche intellettivamente, sia per “convincere” coloro che hanno dubbi sulla bontà ed efficacia degli stessi. 

Nel mentre, infatti, “condividere” significa "dividere con..." i propri pensieri, per informare e/o educare, chi ci è vicino intellettualmente, “convincere”, nella sua accezione più letterale, significa che quando qualcuno, contrario alle tue idee, dopo un dialogo anche serrato, si pone al tuo fianco per ciò che esprimi, si ha, come risultato, che si ”vince insieme”, "si vince con....", che si instaura, cioè, un rapporto di stima, di parità e, soprattutto, che si instaura un rapporto che si perpetuerà nel tempo senza sopraffazione reciproca. 
La Retorica, quindi, è  la molla che ha sempre spinto e spingerà il genere umano verso traguardi di pensiero e di società sempre più elevati, specialmente in politica! 
In questo Post non parleremo della tecnica della Retorica, ma ne verificheremo l'uso più o meno giusto che se ne è fatto nel tempo, cioè dall'Unità d'Italia  fino ad oggi.

2) Politica e Retorica:
Nella politica e nell’agire umano non è facile trovare fatti in sé e per sé evidenti. Non esiste, infatti, la verità assoluta, ma esistono tante verità che è necessario armonizzare!
La "Politica delle idee" non è una scienza esatta, perciò ha un assoluto bisogno di consensi più che di riscontri, per cui, se vuole essere efficace, deve essere diffusa tramite una buona Retorica.
Infatti:
  • se la Politica è l’arte e la scienza di governare
  • e la Retorica è l’arte e la scienza di comunicare,
le due cose dovrebbero essere, perciò, inscindibili, anche se, la diversa utilizzazione, dipende dal tipo di regime che governa. 
In politica, la Retorica, quindi, è un formidabile strumento nelle mani di chi governa, per cui dovremmo imparare a capire, sempre, le inevitabili implicazioni e i possibili effetti, positivi o negativi,  su di noi e sulla nostra vita sociale. 

L'Italia, infatti, dalla sua unità, ha subìto, nel tempo, diversi tipi di Retorica politica:
  • --La retorica della Monarchiatendeva alla esaltazione del Re, della Patria, della Famiglia; mirava, quindi, alla obbedienza del popolo; veniva intesa come l'arte di tenere unita una nazione ed era il metodo per il perpetuarsi al Potere di una famiglia, quella dei Savoia. Un grandissimo esempio è la summa del pensiero che si è travasata nel libro “Cuore”, nelle canzoni patriottiche pre e post risorgimentali e in quelle della prima guerra mondiale.
  • --La retorica del Fascismo: innestata su quella monarchica, tendeva, come ogni altra dittatura, a conquistare il consenso ad una sola persona; mirava esclusivamente alla “emozione” del popolo; veniva intesa come l'arte che procurava il consenso ed era il metodo in grado di eliminare ogni voce di dissenso.
  • --La retorica dell'ultimo Dopo-guerra fino agli anni '70: anche se intrisa di “curialismo”, era abbastanza corretta; in un periodo di contrapposizione tra "blocchi, in piena guerra fredda, tendeva a persuadere; mirava alla "ragione" degli elettori; veniva intesa come l’arte del chiedere l’investitura al governato da parte del governante ed era il metodo per generare e per consolidare i poteri democratici in contrapposizione a quelli repressivi della cosiddetta "dittatura del proletariato" del "socialismo reale o comunismo che dir si voglia", tanto nefasta per i popoli che l'hanno subita.
  • --La retorica degli anni '80 e '90: mirava a distrarre il popolo, per non fargli capire ciò che facevano, con un linguaggio astruso ed involuto, detto “politichese”, comprensibile solo dagli addetti ai lavori; tendeva a far nascere e a far affermare la “partitocrazia”; veniva intesa come l'arte di impadronirsi del Potere all'interno dei Partiti e quindi in Italia ed era il metodo per ottenere il Potere e l'arricchimento personale. (Ricordatevi della frase di Andreotti: “Il Potere logora chi non ce l'ha”).
  • --La retorica di Berlusconitendeva ad “ammaliare” il consenso della popolazione; mirava a colpire la suscettibilità dell'individuo con parole, derivate da ricerche di mercato, che più lo colpissero; veniva intesa come l'arte stessa di governare, cioè quella di imporre le proprie idee agli altri prevaricandoli ed era il metodo per far fare e per giustificare Leggi ad personam e ad aziendam, nonché per tentare di provocare   nel Paese derive  antidemocratiche. Tutto il resto, cioè, governare con provvedimenti legislativi su necessità reali della nazione, per lui, non era necessario e non era una priorità, (ricordatevi che faceva il Premier a tempo perso)!
  • --La retorica di Monti: la peggiore, seconda solo a quella di Berlusconi, tende, oggi, a farsi ringraziare dal popolo, facendo apparire provvedimenti pur “normalissimi”, per altro dettati dalle circostanze e imposti dalla Europa, come atti, invece, promossi da esseri soprannaturali; mira ad intimidire il popolo e a fargli venire i sensi di colpa per questa crisi economica, attribuendogli tutte le responsabilità, per far sì che lo stesso popolo accetti i sacrifici senza protestare; viene intesa come l'arte degli annunci roboanti, fatti con sicumera professorale,  anche se, poi, a questi, sono seguiti spesso provvedimenti legislativi (spesso preceduti dalla parola "salva-"...) rabberciati, inefficaci e spesso dannosi (come l'applicazione continuata del Principio economico dell'Austerità che sta producendo solo depressione e deflazione. "L’austerity applicata in Europa coincide perfettamente con la definizione clinica della follia: ripeti all'infinito lo stesso errore, sperando che il risultato sia diverso” (Arianna Huffington)), che non hanno salvato granché, anzi hanno prodotto il contrario, o ai quali hanno fatto seguito dimenticanze dolose, come quelle di non aver avviato ancora provvedimenti tanto sbandierati (EQUITÀ, asta frequenze, digitalizzazione massiccia e banda larga, abuso d'ufficio, conflitto di interessi, privilegi della casta, falso in bilancio, crescita e sviluppo, riforma giustizia civile e penale, IMU alla Chiesa e alle Banche, occupazione e lavoro etc.) ed è il metodo per farci accettare anche per il futuro una OLIGARCHIA TECNOCRATICA, contrastando un probabile avvento di un NUOVO PRIMATO DELLA POLITICA DEMOCRATICA, in cui i "Tecnici" sarebbero a servizio della Politica stessa e non viceversa.
  • --La Retorica di Domani: potrebbe imboccare due vie, dipende esclusivamente da noi:
  1. La prima, la più auspicabile, è che la Retorica, essendo appunto l’arte del discorrere e del comunicare, ridiventi uno strumento nella testa di chi parla e non sia più concepita come pura tecnica di persuasione, ma come un ausilio alla ricerca dell’accordo politico su argomenti reali. L'errore dei Politici degli ultimi 40 anni è quello di aver nettamente separato la politica dalla retorica e di avere concepito: la politica, come pura e semplice tecnica amministrativa; la retorica, come pura e semplice tecnica oratoria e come mezzo per abbellire il discorso o far passare i messaggi non veritieri.
  2. La seconda, la più pericolosa, è che, nel momento decisionale, sparisca del tutto, la retorica, e venga sostituita da un click del computer.
3) Crisi della Retorica e della Politica:
Su queste basi non è un caso, perciò, oggi, e, forse anche per il futuro, se non cambieranno le cose, che la Politica soffra di una crisi del consenso così profonda.
La funzione politica è, attualmente, in fase di regressione perché il corpo oligarchico dei Governanti e dei Partiti non si preoccupa più di comunicare con il corpo sociale governato, anche se la funzione politica non è soltanto comunicazione da parte di chi vuole l’investitura o un rendere conto del proprio operato, ma è anche e, soprattutto, conoscenza dei problemi reali che partono dal corpo sociale. Oggi, invece, la Politica è lontana dal popolo, (salvo, in modo fittizio, quando il Paese è sotto le elezioni, per carpirgli il voto) e, soprattutto, vede in modo distorto i problemi reali che affliggono il Paese, per cui, nel momento in cui accadono storture e ruberie come quelle di oggi, il corpo sociale, si sente accantonato, messo da parte; si innesca, quindi, un circolo vizioso che riproduce un rapporto insoluto tra governanti e governati.
Oggi la retorica della gran parte dei politici attuali è solo falsa enfasi che viene, ormai, subito avvertita; gli attuali retori (è un complimento esagerato!), infatti, cioè coloro che utilizzano il mezzo televisivo e le interviste sui media, sono soggetti che convincono poco, perché sono in malafede, non sono persone libere da compromessi e, infine, non sono né intelligenti, né preparati, ma sono solo dei semplici “tirapiedi” dei loro Capi, "prodotti perversi" di una Legge Elettorale antidemocratica e anticostituzionale ( Porcellum).

4) Società e  Democrazia :
In verità, c'è da dire, però, che i Politici, in qualche modo, sono il “frutto e lo specchio” della nostra Società e, la nostra  Società, dopo decenni di lotte ideologiche serrate (occidente contro oriente, capitalismo contro comunismo etc.), che hanno generato "appartenenze cieche ed incondizionate”, non ha sviluppato ancora, appieno, il gusto della libertà di comunicazione, della discussione ragionata, del confronto serrato e, soprattutto, non ha acquisito la capacità pragmatica della sintesi e della scelta critica oculata, in base alle necessità e alle contingenze della società. Essa procede, in massima parte, ancora per “partigianerie”, quindi per slogan, e ammira solo chi parla e agisce in termini "populistici". Per precisione, per me, non è "Populista" l'atteggiamento di chi protesta giustamente contro le malefatte di questa casta, né è Anti-politica; Populismo e Anti-politica  sono, invece, ciò che stanno perseguendo proprio la casta e le oligarchie partitiche!
Il "Populismo" è, purtroppo, una grave piaga (ne ho parlato in diversi post nei quali ho spiegato i "Guasti del Populismo"), perché allontana la Società dai Problemi concreti, perché il  Paese, col populismo, tendenzialmente viene rappresentato  in modo falso, come quello del Paese di Bengodi, per cui, il popolo, credendoci, cade nella trappola creata ad arte per fini di Potere e  si accorge dei guasti che vengono prodotti, solo quando è TROPPO TARDI, quando, cioè, è costretto a subire ogni sorta di imposizioni e a sopportare ogni sorta di sacrificio per risollevare il Paese. Il Populismo, soprattutto, fa sì che le soluzioni vengano trovate, non in termini di sintesi tra diverse idee contrapposte, ma solo ed esclusivamente nell'ambito ristretto del "proprio orticello ideologico- politico". Per questo ogni risoluzione e ogni atto legislativo intrapreso, invece di unire, divide ancora di più!
Solitamente, il termine "democrazia" designa, invece, “il pluralismo”, ovvero una costellazione di “regimi” possibili che realizzano il massimo dialogo, con il maggior numero possibile di soggetti politici, per arrivare a sintesi, con AMPIA CONDIVISIONE.

5) Popolo, Democrazia e Retorica:
Oggi, in un momento in cui la Politica ha toccato il fondo della disistima del popolo, è urgente e necessario, quindi, attivare forze fresche e preparate, per nobilitarla e farle riacquistare il suo "Primato" sulle altre attività: quali l'economia, la Giustizia etc.
Per "nobilitare la Politica", tutti dobbiamo ridiventare elettori e tutti dobbiamo essere di nuovo portatori di messaggi e, contemporaneamente, essere, anche,  destinatari degli stessi. 
(ricordatevi del Post “Portare un messaggio a Garcia”) 
E' sbagliato, quindi, rinchiudersi in casa e sbarrare la porta alla democrazia, evitando addirittura di votare.
 “La partecipazione alla vita politica attiva dovrebbe essere una missione”!
Per questo è necessario sviluppare il proprio senso critico per discernere: il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto, l'opportuno dall'inopportuno, il necessario dal superfluo e per far sì che la "felicità comune" diventi un "punto di arrivo ideale" e non un “mito irraggiungibile”.
Solo così si può arginare questa deriva “populistica” o peggiori scenari nel futuro; assolutamente evitando, però, che questo senso critico si traduca nel divieto e nella proibizione della parola altrui. 
La gente, in particolare i giovani, devono cominciare, in tutte le sedi possibili, a far valere la propria opinione, senza aspettare che gli altri diano loro l’autorizzazione a parlare. Devono prendersela, la parola, purché essa sia consapevole, argomentata, dialogata, e non sia perentoria e assolutista.
Questa sarebbe la prima espressione di una rinascita di questa democrazia, oggi, in profonda crisi di vera comunicazione. 
Bisogna, inoltre, sempre ricordare ai politici che essi esercitano una sovranità di cui Voi, Noi, Tutti quanti, cioè il Popolo, siamo i titolari. La sovranità non appartiene al governante, ma al governato. 
Si può rimuovere la strumentalizzazione della retorica, che è in corso, e che convoglia il popolo verso i fini che più interessano le oligarchie partitiche dominanti, solo se noi e in particolare i giovani, titolari della sovranità, facciamo sentire sempre la nostra voce per comunicare le nostre aspettative e le nostre esigenze.
La politica, aiutata, quindi, dalla retorica, DEVE ESSERE, di nuovo, l’arte della scelta e del bilanciamento, fra le esigenze che si agitano in un corpo sociale popolare.
E’ importantissimo, oggi più che mai, che la politica riacquisti un suo ruolo, perché si intravedono all’orizzonte diverse altre preoccupazioni che potrebbero attanagliarci e sconvolgerci la vita futura, quella, cioè, dei prossimi anni, come dirò appresso. 
All’epoca in cui nacque questa nostra giovane democrazia, e cioè nel dopoguerra, lo strumento di comunicazione era rappresentato dal comizio elettorale, che aveva un suo retroterra nelle adunanze oceaniche della passata dittatura fascista. Quei comizi, se da un lato riproponevano i toni della passata enfasi retorica, dall’altro invogliavano un maggior numero di cittadini a diventare elettori e a voler partecipare alla vita politica attiva.
Questo significa che, se necessario, dobbiamo ricominciare a frequentare di nuovo le piazze, compresa quella della rete, per far uscire la gente dal rifugio in cui si è nascosta, impotente e schifata e dobbiamo anche far sentire loro la nostra voce, invogliando tutti alla partecipazione attiva, l’unica che possa ristabilire il 
PRIMATO DELLA POLITICA DEMOCRATICA” SU DERIVE DI GOVERNO TECNOCRATICHE, ALTRIMENTI, CADERE NELLA MANI DEI “POTERI OCCULTI” E’ SOLO QUESTIONE DI TEMPO, ED ANCHE BREVE.

6) Democrazia, Politica, Retorica, Società e Poteri Forti:
Oggi le nostre preoccupazioni, come ormai è chiaro a tutti, vengono, infatti, dalla invadenza dei cosiddetti "POTERI FORTI TECNOCRATICI"; Poteri in grado di ottenere, con un semplice clic su un computer, gli stessi risultati che, ieri, i politici potevano conquistare solo attraverso la retorica. 
E’ chiaro che la minaccia c’è e che potremmo diventare succubi di questa forza meccanicistica e tecnologica, che proviene da un Sistema che vive da solo e che non conosce scelte, salvo i propri affari, sempre slegati ed incuranti della realtà popolare. 
La paura che deve percorrere il corpo sociale di una Nazione, quindi, non è tanto quella che si possa verificare una “rivolta democratica”contro la politica in quanto tale, come oggi sembra stia accadendo, contro una casta che l’ha messa in profonda crisi, perché, comunque, anche la “rivolta pacifica” è uno strumento del potere democratico.
La Società deve aver paura, invece, che, a sua insaputa, i suoi politici si rendano schiavi e succubi di un potere economico occulto.
Considerato questo contesto storico, diventa molto urgente, quindi, il non allontanamento dalla politica da parte dei cosiddetti “uomini di buona volontà”, di modo che l’elettore sappia trovare, col suo nuovo senso critico, quei NUOVI ELETTI, cioè STATISTI capaci non solo di sottrarsi alle suggestioni dei poteri occulti ma anche di ridare IL PRIMATO alla stessa POLITICA. 

7) Il Serpente:
Concludendo quindi, non sono i Politici, (chiaramente non parlo di quelli attuali) ma sono i Poteri Occulti della FINANZA SPECULATIVA, quelli che incarnano il nostro vero nemico; la particolare Finanza, che, ritenendosi onnipotente, ambisce a sottrarci, per fini propri, quella che noi chiamiamo:
 Felicità comune.
La FINANZA SPECULATIVA, infatti, ambisce a distruggerla, facendoci credere che la felicità comune non è il vero frutto del nostro Paradiso in terra, ma lo è
 l'Avidità personale.
Essa si comporta come il Serpente della Bibbia che ragionava con Adamo ed Eva per convincerli a fare qualcosa e che, alla fine, comunque, riuscì ad ottenere: cioè convincerli ad abbandonare Dio. Ma, mentre il serpente biblico si rivolgeva alla ragione di Adamo ed Eva, sia pure distorcendola verso il male, questo nuovo immondo rettile si rivolge a noi con argomenti suggestivi, quali il benessere immediato e l'idea che si possa ottenere tutto e subito. 
Il fine della FINANZA SPECULATIVA è quello, infatti, di far affermare una Società basata sui "Desideri" (cellulari,Tablet,Mp3,Tv HD etc. di cui ognuno di noi ne ha diversi) e non sui "Bisogni naturali" (lavoro, nutrizione, casa, istruzione, sanità etc.), così da renderci schiavi delle "Merci". Il fine è trasformarla, quindi, in una "Società  delle Merci", in cui gli uomini diventino dei semplici intermediari tra le stesse Merci per costringerci ad indebitarci sempre più, così, poi, da depredarci di tutto, anche dell'anima.

SCHIACCIAMO LA TESTA DEL SERPENTE. 

Vi lascio con un filmato suggestivo, che può rappresentare la metafora di quello che dovremmo fare, per arrivare anche noi a cantare “l'Inno alla gioia” (di Beethoven) della Democrazia. Come vedete comincia con un gruppo ristretto di musicisti che intona una idea (in quel caso musicale, nel nostro caso politica),  ai quali man mano se ne aggiungono altri, per avere alla fine una partecipazione corale.




Un abbraccio.


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