venerdì 9 marzo 2012

CHI SE MAGNA L'AROSTO?

E' stato proprio de matina, l'artro ieri
quanno er Presidente, sor Confalonieri,
s'è presentato a Monti tutto 'ngrugnito,
e gli ha strillato, nero, puntanno er dito
“Ma chi te credi d'esse? M'hanno detto
che tu,a Mediaset,vuoi mancà de rispetto;
vuoi commannà da 'mpunito sulla RAI!
Ma lassa perde, si no,pe' te, so solo guai!
Hanno detto che vuoi fa pagà la frequenza?
Lo sai sì che pe noi è na bella delinquenza?
Noi ci avevamo cucinato un bel piattino
che, senza caccià er becco d'un quattrino,
ci arricchivamo, bene, fino al secolo futuro,
e tu ora che te pensi de fa? De  fa er duro?
Sa che te dico? Metto in Cassa Integrazione
i lavoratori !Così tu che je dici a la Nazione?
Che pe' quattro spiccioli, spenni li mijardi
solo pecchè tu vuoi solo sostene' gli sguardi
di quelli che tu, però, stai a fa morì de fame?
Ma lo sai che sto monno è proprio 'nfame?
Se punischeno li benefattori dell'umanità,
solo pe' salvà un principio e la legalità!
Po' che è sta storia che vuoi fa la Riforma
de la Giustizia e vuoi fa' vincere la norma
che dice:  “la Giustizia è, pe' tutti, eguale, ”?
Ma lassa perde, in Italia questo nun vale!!
Tu te ne vieni tomo tomo, cacchio cacchio
e hai deciso de fa' sto brutto pateracchio!
E no,si permetti la Giustizia è Roba Nostra!
Fino ad oggi ce semo 'mpegnati a bella posta
pe' fa' si che sti infami di Giudici menzogneri
nun rompano le scatole a li galantomini veri!
Ci'avemo fatte non so quante decine de leggi
ci'avemo impegnati pure il grosso de li seggi
in Aula, pe' dì, che Ruby, nipote del rais d'egitto,
diventasse la vera verità, come fosse un editto!
Senti a me, smettila de fare er salvatore
de st'italia ingrata, infame e senza core,
c'ha cacciato la persona, la più generosa,
c'anteposto er bene loro, più d'ogni cosa!
Mo tu devi da capì la morale de sta favola:
Lui, ti ha fatto sedè comodo a sta tavola,
se n'è annato via e t'ha dato il suo posto:
così tu fai fumo, Lui se magna l'arosto!"

(Pasquina)



LA "DEMOCRATURA"

Care amiche e cari amici,

benvenuti al vostro caffè da Graziella. 
Intanto che io vi preparo un buon caffè corroborante e offro oltre alla rosa anche le mimose alle mie amiche, mettetevi comodi. Il caffè che vi offro, oggi, è dello stesso tipo del post precedente, incentrato sulla stortura che l'ideologia del "Populismo", con il Porcellum, ha introdotto nella nostra "Democrazia Rappresentativa", voluta dalla nostra Costituzione. Nel post precedente vi ho parlato dei guasti che il Populismo ha introdotto nella economia, oggi vi parlerò dei guasti che esso ha prodotto nella Politica e nei prossimi post vi parlerò dei guasti che ha prodotto o potrebbe produrre nella società.  
Non vi meravigliate se parlo in continuazione della democrazia, soprattutto di quella che vorrei, ma, cercando di rimanere una donna libera e una donna senza etichette, come credo di essere, sono convinta che la nostra Costituzione unitamente al concetto di Società e al compito  della Politica che ne discendono direttamente, siano beni preziosi da tutelare. Aristotele affermava che: «compito della politica pare essere soprattutto il creare amicizia tra cittadini, cioè legame sociale” (Etica Eudemia, 1234 b). La democrazia, cioè, vive e si alimenta di un circuito di reciproca fiducia che può esistere solo a condizione che i governanti non si costituiscano in classe separata  e solo a condizione che i cittadini comuni non li vedano come cosa diversa da sé. Il Populismo  con il Porcellum, invece, ha fatto sì che la nostra classe politica sia diventata una “casta” separata dal paese reale. 
Che significa classe separata? E' la presunzione che, una volta entrati in uno dei luoghi della politica, si sia acquisito il diritto di non uscirne mai più, fino a quando non provveda la natura, come accadeva con i ceti o le caste delle società premoderne che erano stratificazioni sociali alle quali si apparteneva dalla nascita alla morte. 
Questa è la conseguenza naturale del fatto che, con il "Populismo", l'attuale organizzazione della politica italiana, oggi, è realizzata in modo che il potere  discenda dall'alto e che dal basso salga, o si faccia salire, il consenso.
Ma questa, come ben comprendete, non è democrazia. La si può chiamare, al più, 
DEMOCRATURA”
prendendo a prestito la terribile ma significativa espressione dell'esule bosniaco Predrag Matvejevic.
Perché siamo in Democratura?
Perché col sistema elettorale attuale (Porcellum), i vertici dei partiti – tutti quanti – dispongono dell'intero potere di definire chi formerà la rispettiva “corte dei miracoli” in Parlamento. Sono loro la oligarchia di potere che governa questa finta democrazia. Per loro il Porcellum è stata ed è una grande opportunità e questo spiega il fatto che, a suo tempo, quando fu approvato, non ci sia stata una reazione adeguata da parte di alcuno della opposizione e che oggi vi siano forti resistenze, da parte sempre di tutti, a cambiarne la sostanza. E' di oggi la notizia che gli attuali partiti che sostengono il Governo Monti, hanno preparato una bozza che, alla prima lettura, è un Porcellum bis ancora peggiore e ancora più antidemocratico del precedente. Oltre al fatto che il tavolo a cui si sono seduti è di per sé antidemocratico, essendone stati esclusi i partiti piccoli, la sostanza emersa dal documento, poi, è quella di poter conservare il potere a scapito di quest'ultimi e dell'eventuale voto di protesta degli Italiani. Ma di questo ne parleremo quando sarà tutto più esplicito.
Ora veniamo alla domanda cruciale, ma chi ha introdotto, subdolamente, questa Democratura e perché? 
L'hanno introdotta, insieme, un "partito azienda" e un "partito di natura autoritaria", il primo per promuovere i propri affari rappresentando il partito stesso, quasi, un ramo di azienda e il secondo per imporre la propria cultura separatista e xenofoba.
A conferma di questa tesi  si possono citare due incontri: il primo quello di Confalonieri e Monti e quello che Alfano ha annullato con Monti, il PD e Il Centro in cui si sarebbe dovuto parlare di RAI, Asta Frequenze e Riforma Giustizia.
Nel primo colloquio, Confalonieri sembra abbia minacciato il premier presentandogli la possibilità di massicci licenziamenti a Mediaset, mentre Alfano, smarcandosi e indicando, prioritariamente, la necessità e la inderogabilità di  una trattativa tra i tecnici del Governo, quelli delle altre forze politiche e i tecnici targati Mediaset, ha confermato la delicatezza degli "affari" in discussione. Ha  ribadito, implicitamente, con tale gesto, che Monti può fare solo il "lavoro sporco" per salvare l'Italia dal baratro ( verso il  baratro dove, per altro il partito azienda e Bossi l'hanno spinta), ma non deve interferire né sulla gestione RAI, utile a B.&B  per controllare gli Italiani (si parla di Presidenza della Lega), né togliere il piatto ben cucinato e pronto da mangiare, quello, cioè, relativo all'assegnazione delle frequenze, da sotto il muso di Mediaset e della RAI, né può fare alcuna riforma sulla Giustizia che non sia quella punitiva dei Magistrati e che salvaguardi l'ex Premier dalle probabili condanne sia nel Processo Ruby, difficilmente prescrivibile, e sia in  altri processi ancora in corso. L'ex premier, muovendo in tal modo il suo pupazzo, ha ricordato a tutti che in questo momento la Maggioranza nel Parlamento è ancora sua e che non è ancora finito politicamente avendo ancora intatte tutte  le vecchie capacità ricattatorie sugli Italiani. 
Altro che un "passo indietro per senso di Responsabilità e per amore degli Italiani"!
Che aggiungere? Nulla!


Un abbraccio

giovedì 8 marzo 2012

8 MARZO

Care amiche e cari amici,

oggi voglio versarvi un buon caffè, e voglio dare, oltre alla rosa, le mimose, non solo alle mie amiche ma anche ai miei amici sposati o fidanzati, affinché questo fiore, con la sua struttura che imita il sole, con il suo colore che imita la luce e con il suo dolce profumo intenso, ricordi loro quale "Preziosità" hanno sempre accanto.


Solo nel rispetto e nell'amore tra uomini e donne, l'umanità può vivere meglio. ( Montaigne)

Oggi, come mia abitudine, ho fatto una ricerca sul web per capire, nella marea di informazioni che il mezzo ci propone, come fosse rappresentata e vissuta questa ricorrenza. 

Mi si è presentato un quadro caoticamente composito che va dalla strage delle operaie a New York nel 1908, il cui ricordo è rappresentato proprio da questa festa, ad analisi storiche sulla emancipazione femminile, alla odierna omologazione consumistica fatta da cene con amiche condite con spogliarelli maschili e, infine, alla rappresentazione ipocrita della cerimonia di consegna di mimose da parte di alcuni convinti spocchiosi maschilisti, per fortuna una  minoranza di uomini, che ritengono, con ciò, e in un giorno solo, esaurito il loro impegno e le loro gentili concessioni verso le donne.

Gran parte delle cose che ho visionato si può definire "spazzatura mediatica", come quei siti maschilisti pieni di luoghi comuni sulle donne, improntati alla piú stupida forma di razzismo o misoginia che dir si voglia, specialmente quelli in cui la Donna viene identificata o con Pandora e o con Eva, considerate, in diverse concezioni, entrambe portatrici di guai e corruzione per l'umanità e per il suo presunto "Signore": "l'Uomo".


Non voglio parlare a lungo della donna nella storia, di cui, al più, mi limito solo citarne i titoli dei capitoli di quella storia, fatta di lungo impegno e di battaglie sostenute per combattere la differenza di genere e per la affermazione dei suoi diritti inalienabili come essere umano.
I titoli sono quelli relativi : alle pari opportunità nella società, al diritto alla rappresentanza politica, al mobbing, allo stalking, alla lotta contro il femicidio e la infibulazione, al diritto alla cultura, alla pillola, all'aborto, al divorzio, al movimento degli  studenti, al '68, alle" streghe son tornate", ai collettivi, al femminismo e, più indietro, a George Sand, alle suffragette, al diritto al voto, agli scioperi per il lavoro, alla eliminazione di soprusi e umiliazioni in ambito societario e famigliare e così via.


Voglio, soprattutto, oggi, dare una rappresentazione, forse, più sincera  della festa dell'8 Marzo.



L' 8 marzo è il tempo infinito del cammino che le donne hanno percorso fino ad oggi per affermare i loro diritti e quello che percorreranno nel futuro e non quello effimero di un giorno all'anno.


L' 8 marzo  è il volto bello e intenso di tutte quelle donne che incontriamo sull'autobus, sui treni, nella metro, nelle strade, nelle scuole, negli uffici, nelle fabbriche, negli ospedali, nelle case e in tutti gli altri luoghi di lavoro e non.


L' 8 marzo è il volto serio e impegnato di tutte quelle donne che fanno, votano, lottano, pensano, sopportano, cambiano, amano, accettano, si sacrificano.

L' 8 marzo è il volto determinato di tutte quelle donne vere che vogliono che la loro esistenza non passi invano e che cercano un equilibrio per essere un po' più soddisfatte nella vita di tutti i giorni, nel sesso, nel lavoro, nelle aspirazioni, nella voglia di dare la loro pennellata originale  nel quadro della vita. 

L' 8 Marzo è il volto luminoso di una donna che sorride.

L' 8 Marzo è il volto sincero e complice di una amica.

L' 8 Marzo è il volto tenero e premuroso di nostra madre.

Un abbraccio.

domenica 4 marzo 2012

I GUASTI DEL POPULISMO

Amiche care e amici cari,


L'atmosfera del nostro caffè da Graziella è sempre deliziosa, profuma non solo di caffè e di rosa, ma di amicizia affettuosa e sincera.
Che bella sensazione condividere le proprie idee, confrontarsi, crescere insieme!
Lo sconforto che mi assale spesso e, noto dai vostri interventi, che succede anche a voi, riguarda l'impotenza di non poter cambiare le cose per il meglio del nostro paese.
Forse scambiandoci le nostre riflessioni, e ritornando sugli argomenti che ci assillano da parecchio tempo, possiamo scovare un aspetto che non avevamo considerato.
La principale impotenza che sento, è l'essere rappresentata da "nominati" dai capi dei partiti e NON da parlamentari eletti liberamente da noi.
La conseguenza più triste è vedere, poi, che il Parlamento e la Politica nei partiti o nel sottobosco dei vari Enti sanguisughe, rappresentano, per una buona parte degli italiani nullafacenti e falliti, ormai un POSTO FISSO di ALTO GUADAGNO SIA NELL'IMMEDIATO CHE PER IL FUTURO, PER DI PIÙ', SENZA LAVORARE, visti tutti i privilegi che hanno predisposto, sia a livello locale che nazionale, per assicurarsi un presente e un futuro dei più ricchi, anche rispetto agli stessi politici dei paesi Europei e mondiali.
A livello nazionale una legge elettorale che nella sua intenzione avrebbe dovuto assicurare il bipolarismo e quindi la stabilità e la governabilità, è stata trasformata in una legge che, di fatto, ha ammazzato la democrazia, sostituendola con quella deformazione che è la democrazia populista. 
La democrazia, vera, lo sappiamo, è nata quando, nell'antica Grecia, un gruppo di uomini - del resto differenti per ricchezza e potenza - hanno proclamato il diritto a essere uguali e a governare. 
Sappiamo inoltre che la nostra , secondo la Costituzione, fino a poco tempo fa è stata una vera democrazia rappresentativa che è quella forma istituzionale e politica che garantisce, io credo, nel modo migliore, quelle aspirazioni verso l'uguaglianza, la giustizia, il diritto, che la democrazia stessa rappresenta. Sappiamo, anche, che questo tipo di democrazia lascia, purtroppo,  sussistere anche delle ineguaglianze, specialmente nell'ordine economico e sociale, ma è pur sempre migliore di quella che all'altro estremo oggi passa sotto il nome di "democrazia" ed invece sono forme più o meno anarchiche, più o meno irrazionali. La chiamano democrazia diretta, che noi chiamiamo, anche, "democrazia populista" o "populismo", con un termine che ha acquistato di recente, con l'avvento di B, sempre più importanza. 
La democrazia populista è una insidiosa deformazione della democrazia liberale. Nella democrazia populista il leader 'interpreta' il volere della masse. La sua legittimazione viene non tanto dal risultato elettorale, quanto dal suo rapporto esclusivo e diretto con i sentimenti profondi del popolo, che solo il leader interpreta e soddisfa. Quindi, chi si oppone diventa oggettivamente un nemico del popolo. 
La democrazia populista 'necessita' comunque di un nemico, indefinito e nascosto o palese e individuabile, al quale attribuire le difficoltà nel cammino dell'azione del governo. Organi dello Stato quali la magistratura, la Corte Costituzionale o la Presidenza della Repubblica, i media indipendenti, attori sociali non consenzienti, interessi economici e persino organizzazioni internazionali, possono tutti rientrare nel novero dei bersagli da stigmatizzare. 
La logica della democrazia costituzionale, così come (faticosamente) affermatasi in Occidente dopo la sua vittoria sui fascismi, invece è tutta diversa: eleva a valore supremo la divisione, il rispetto e il controllo reciproco dei poteri, e il pluralismo degli interessi e delle opinioni, garantito da separazioni di competenze e ambiti.
Lo strumento killer della nostra democrazia rappresentativa, quindi, è stato il Porcellum che ha favorito il populismo in maniera essenziale. 
Infatti ha permesso l'avvento al potere di un capo, di oligarchie di partito e di un numero di nominati, tanti quanti sono i nostri parlamentari, svincolati in modo assoluto dalla nostra Costituzione e, quindi, dal concetto Costituzionale di “DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA”.
Infatti, i componenti le nostre due Camere, oggi, NON RAPPRESENTANO PIÙ' NESSUNO, meno che mai noi cittadini.
Con il populismo, poi, IL POTERE E' DIVENTATO UNA MACCHINA PER RUBARE SOLDI in modo protetto! 
Con B. abbiamo avuto: crescita zero, aumento del debito pubblico, sforamento del rapporto deficit/PIL, azzeramento dell'avanzo primario. Invece, per un conflitto di interessi mai risolto, le sue aziende ed il suo patrimonio personale sono enormemente aumentati nei suoi anni di governo, favoriti da leggi ad personam e ad aziendam.
Tale sistema di democrazia, inoltre, ha creato nei parlamentari un certo disinteresse negli affari pubblici che ormai vengono decisi solo da uno o più potenti o su suggerimento delle lobby. 
Per questo si sono formati due tipi di ITALIA, che viaggiano su binari paralleli, una Italia, molto numerosa, quella che è onesta, lavora, che ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese e paga le tasse e un'altra Italia, poco numerosa, che si arricchisce sempre più e che non paga le tasse.
Il divario ormai è cresciuto sempre più fra i ricchi e i poveri, e questo perché la politica, intenta a fare gli affari propri, è fallita nel suo OBIETTIVO PRINCIPALE che era quello di perseguire il bene comune ed eliminare le sperequazioni.
Infatti, negli ultimi anni, invece di impegnarsi a fare provvedimenti sulla crescita, il nostro Parlamento si è solo occupato, come dei banditi da strada, di dare l'assalto alla “diligenza della spesa pubblica”, aumentando, in pochi anni sia la spesa pubblica sia il debito pubblico rispetto al PIL, come vi riporto nelle tabelle sottostanti, per farvi rendere conto del valore di chi abbiamo avuto al governo, specialmente dal 2005 in poi, dopo l'avvento del Porcellum. 


facendoci diventare straccioni e creando una situazione di “democrazia sospesa”. 
Le stecche blu sono relative agli anni di B., quelle rosse relative ai governi di sinistra. 
Nel 2011 il rapporto debito pubblico/PIL è salito a 120, lo stesso rapporto della Grecia di quando ha chiesto la prima tranche di aiuti alla UE, perché era l'inizio del fallimento!
Qualcuno mi potrebbe contestare dicendo che non è possibile, perché Tremonti aveva operato dei tagli alla spesa pubblica. I tagli effettuati da Tremonti sono stati solo quelli relativi alle "previsioni di spesa", per cui la spesa pubblica, nel suo complesso, invece, è sempre aumentata, come si vede dal grafico relativo, a causa degli sprechi che il governo B. non ha mai eliminati. Anzi, quasi per favorirli a vantaggio della politica,  ha penalizzato il welfare negli enti locali, creando indirettamente un aumento dei costi dei servizi, quindi un aumento di tasse, non dichiarato. L'importante era salvare la faccia! 
Un esempio di sprechi sono: l'aumento delle prebende negli enti locali; il finanziamento pubblico dei partiti, infischiandosi di un referendum abrogativo, e così via.
Forse con la "spending review" varata dal Governo Monti, se, poi, si fissano degli obiettivi seri, tesi a  diminuire gli sprechi (si parla di 5 miliardi l'anno), forse eviteremo nuove tasse e libereremo risorse da destinare alla crescita a favore di tutti, specialmente dei nostri ragazzi.


Un abbraccio.

mercoledì 29 febbraio 2012

TENACE, INCAPACE, VORACE, MENDACE, MA NON FUGACE!!!!

Mie care amiche e miei cari amici,

oggi il caffè è come sempre buono, ma solo perché ce lo prendiamo insieme. Il mio umore non è, infatti, proprio dei migliori, visti gli ultimi avvenimenti di cronaca. Ho bisogno di fare delle riflessioni insieme a voi!
Sabato, per esempio, c'è stata la prescrizione nel processo Mills.
Conoscete tutti le reazioni a questo fatto: sdegno, critiche, proteste, richieste a B. di rinunciare alla prescrizione per provare la sua innocenza, lui che parla di “mezza giustizia”, Ghedini e altri che proclamano che nel ricorso in Appello otterranno la assoluzione piena. In effetti, se B. è innocente, perché non rinuncia alla prescrizione e permette così di trovare il corruttore di Mills?
Il fatto certo, infatti, è questo: MILLS è stato condannato come corrotto, e non si sa chi lo ha corrotto!
Si è corrotto da solo? Forse!!!!
Ma, a questo proposito, mi sembra ingenuo pensare che B. possa rinunciare alla prescrizione dopo tutto il suo da fare per far approvare tante leggi che gli hanno permesso di arrivare al risultato di uscire indenne da tanti processi e anche da quest'ultimo (prescrizione breve, processo lungo, la blocca Ruby, legge su rogatorie, falso in bilancio, legge sul legittimo sospetto, la Cirielli, la Pecorella, il lodo Schifani, il lodo Alfano, la norma blocca processi, legittimo impedimento, sospensione del dibattimento su richiesta di parte, spostamento nelle piccole procure dei reati di sfruttamento dei minori, conflitto di attribuzione). 

Alcune di queste leggi sono state bocciate o ritirate, ma sono, comunque, servite per provocare ritardi nei vari processi.
Mi viene spontaneo dire la classica frase, "L'avevo detto", perchè in un altro mio post, a cui vi rimando, ho parlato proprio di tutte le leggi ad personam e ad aziendam che B. ha attuato durante i suoi anni di governo, spalleggiato dalla Casta creata dal Porcellum!!
Non c'è che dire, B. è stato veramente TENACE!
Ma è stato aiutato da una Casta che ha gli stessi attributi del Capo e cioè è anche:
INCAPACE, VORACE, MENDACE e, purtroppo, non FUGACE!
UNA CASTA incapace (non ha saputo governare; infatti, dopo averci fatto quasi fallire, è dovuto venire un governo tecnico).
UNA CASTA vorace ( non ha fatto altro che rubarci e lo fa ancora oggi, come è sotto gli occhi di tutti ).
UNA CASTA MENDACE (ci propina bugie in continuazione, emblematica è la votazione su RUBY ).

UNA CASTA FUGACE?
Per rimanere nella rima? NO!
Perché è proprio una Casta Non PASSEGGERA!
Si è attaccata, infatti ai suoi privilegi, e NON vuole andare a casa.
Anzi, con il governo tecnico, si è defilata e si sta rifacendo il " maquillage", la "verginità" per RIPRESENTARSI di nuovo.
Stanno cercando di cambiare il loro look e, anche, di cambiare nome al partito per "Imbambolarci" di nuovo, magari dallo studio di Vespa, dal " predellino" della macchina, da tutti i TG alla Minzolini o da tutti i giornali "asserviti".
Questo perché, una volta ottenuto di nuovo il consenso degli ITALIANI "distratti" o "compromessi", CON o SENZA IL PORCELLUM, pensano di riuscire di nuovo a rimettere alla guida del nostro Paese il vecchio Capo, o magari un suo burattino, e tutti gli “Yesman” che conosciamo!!!!

Ma la conseguenza più eclatante che deriva da tutto questo, non è solo il fatto che B. se la sia cavata “per il rotto della cuffia”, ma un altro aspetto ancora più inquietante: Il distacco sempre più grande dei cittadini dalla politica.

E per confermare ciò, il sondaggio del TG di Mentana, di lunedì, ha evidenziato, che se si andasse a votare adesso, il partito più grande sarebbe quello degli astensionisti.
Verrebbe quasi spontaneo non andare più a votare , come prima reazione, al comportamento indegno di una casta di "nominati", ma sarebbe un grande sbaglio e il rimedio sarebbe peggiore del male.
Allontanarsi dalla politica non significa, però, che la politica si allontana da noi, anzi, in questo caso, vincerebbe proprio la politica peggiore, proprio quella che nessuno pare, oggi, voglia votare perché, come qualcuno dice, “ non mi rappresenta”!

NON DOBBIAMO DIMENTICARE CHE LA POLITICA, IN DEMOCRAZIA, HA LO SCOPO PRIMARIO DI CREARE IL BENESSERE DEL POPOLO, DI GUIDARLO NEL MODO MIGLIORE, ATTIVANDO DELLE SCELTE MIRATE PER ASSICURARE A TUTTI: UNA VITA DIGNITOSA, UNA EQUA RIPARTIZIONE DELLE RICCHEZZE E DARE A TUTTI LA POSSIBILITA' DI MIGLIORARE LA PROPRIA CONDIZIONE.

I nostri politici, purtroppo, non pare proprio che si siano comportati in modo POLITICAMENTE  CORRETTO, e che abbiano avuto a cuore il nostro benessere!

NON pare abbiano fatto una sola legge a favore del popolo, ma solo quelle a loro vantaggio, che sono servite ad occupare posti e ottenere consulenze lautamente compensati, tant'è che sotto B. il debito pubblico è salito di 600 miliardi di euro in quindici anni.

ALLORA COS'È stata la politica per i nostri politici?


Da tutto quello che è accaduto e sta accadendo, LA POLITICA per i politici che ancora abbiamo, è stata solo un modo

  • per avere potere,
  • fare quello che gli pare
  • arricchirsi rubando i soldi nostri,
  • acquistare immunità per sfuggire alle leggi,
  • cambiare le leggi a loro favore,
  • aumentare la forbice fra ricchezza e povertà ( i ricchi infatti diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri)
  • assicurarsi, sempre con loro leggi, vitalizi enormi, solo con pochi anni di "presenza" in Parlamento, alla faccia dei cittadini che, per avere una misera pensione, devono lavorare tutta la vita
  • si sono creati una legge elettorale su misura per loro, togliendoci ogni potere e mettendolo tutto nelle mani dei capi di partito a cui SOLAMENTE devono rendere conto e quindi ubbidire ciecamente.

Questa, inoltre, è la Casta che ci ha resi ridicoli all'estero!

Purtroppo è facile capire perché più di un italiano su tre non vuole andare a votare, ma permettetemi di esprimere il mio disaccordo perché disinteressarsi è come fare un torto a sè stessi e a tutti gli italiani, perché comunque le elezioni si farebbero e i peggiori parlamentari, NOMINATI col Porcellum o eletti diversamente, andrebbero ad occupare il Parlamento e a fare un uso indebito dei soldi pubblici, cioè dei soldi  NOSTRI.
Quindi anche chi crede di comportarsi bene, NON andando a votare, dimostrando disinteresse e disprezzo per la politica, NON fa che aumentare questo MOSTRO che vive divorando denaro pubblico.
Chi non vota OFFENDE LA DEMOCRAZIA! 

Pericle, nel 460 A.C., nel suo discorso sulla Democrazia affermava che:
  chi non vota non è un essere innocuo, ma un essere inutile!"

Infatti egli disprezza la sola arma democratica che un popolo possiede: il voto!
Con il voto un popolo può scegliere le persone giuste ed oneste e se poi queste non rispondono alle aspettative, sempre con il voto, può rimandarle a casa e votarne altre.
Non dimentichiamo che l'esercizio della sovranità di un popolo, in democrazia, è rappresentato dal voto, quindi è un dovere ed un diritto andare a votare.
Quando questa possibilità manca, perché il popolo è oppresso da una tirannia, allora, come ci insegna la storia, per riprendere i suoi diritti, può solo fare la rivoluzione.
Oggi noi abbiamo ancora la fortuna di essere in Democrazia, quindi usiamo la sua arma principale: il voto!!
Altrimenti facciamo il gioco dei "furbi" e dei disonesti, perché se gli Italiani onesti ma "sfiduciati" NON vanno a votare, chiediamoci allora: CHI va a votare?
I "Bravi" di turno, i compromessi, i servi, i complici, gli incapaci che hanno bisogno di raccomandazioni per fare qualcosa e così via, per cui alla fine chi dice " NON mi riguarda",  e se ne sta a casa sua, pensando di essere tranquillo e al sicuro, rischia che, con tutti questi ladri, che hanno la strada libera per fare i loro loschi affari ed arricchirsi, alla fine gli rubano: la casa, il futuro, gli affetti, insomma tutto!
Quindi NON SONO PROPRIO né tranquilli e né al sicuro!

NO, NON POSSIAMO PIÙ PERMETTERE QUESTO !!

Dobbiamo riprenderci la nostra dignità, la nostra libertà, il nostro ruolo, il nostro diritto di voto ed andare a mettere la nostra preferenza sui partiti onesti, che non sono stati protagonisti di furti, di affari spregevoli e votare, soprattutto, le liste che contengono nomi di persone per bene.
Quando troviamo nomi di "disonesti", nomi di "affaristi" nelle liste, NON VOTIAMO PIÙ queste liste, facendoci condizionare dall'ideologia o dall' appartenenza. 
SOLO così potremo rimandare a casa finalmente questa CASTA incapace e vorace che ci tiene in ostaggio, ci soffoca e ci ruba!!
Dobbiamo e possiamo riappropriarci della cosa pubblica, della gestione del nostro grande paese, del nostro futuro!
L'importante, comunque, è che smettiamo di essere passivi e rassegnati e ridiventiamo veri cittadini di questa Repubblica.

Un abbraccio

ROSSELLA URRU: CUORE DEL MONDO

La nostra cooperante sarda, Rossella Urru, con il suo "CORAGGIO", con il "CALORE" della sua dedizione e con la "LUCE" che ha sempre portato nei posti più bui e più poveri della terra, rappresenta simbolicamente, il "Vero Cuore del mondo".
Nelle antiche tradizioni, inoltre, il Cuore, è  anche sinonimo del Sole.
Infatti, nelle antiche raffigurazioni, il cuore appare sempre raggiante, circondato, cioè, da una corona luminosa, volendo, con ciò, stabilire la corrispondenza del cuore non solo con il sentimento d'amore (il calore), ma anche con l'intelligenza superiore (la luce).
Entrambi irradiano luce e calore e svolgono la essenziale "funzione vitale" di rinascita.
Ogni operatore di solidarietà, come Rossella, "è proprio un cuore raggiante" ed esplica, appunto, la “funzione vitale” di portare, in modo concreto, la possibilità di una rinascita ad una vita migliore, a popolazioni afflitte da guerre, carestie e ingiustizie.
Tutti insieme, i cooperanti e quelli che li aiutano, formano, quindi, " il Grande cuore dell'umanità" che cerca di eliminare le "grandi emergenze umanitarie", dislocate, purtroppo, in moltissime aree sottosviluppate del mondo.
Il rapimento di Rossella ha creato, ora, una lesione a questo "Grande cuore del mondo" e ha velato "il Sole della solidarietà" , facendo calare ulteriori tenebre sulle "terre già preda della disperazione".
Speriamo che la nostra piccola azione, unita a quella delle nostre autorità, possa finalmente portare a guarigione il grande Cuore insanguinato e che la luce della vera solidarietà torni, sfolgorante, a risplendere e a riscaldare, presto, i popoli  afflitti di tutto il mondo.

LIBERATE ROSSELLA!

venerdì 24 febbraio 2012

Obama rende facoltativo il “do not Track”.

Nonostante i primi annunci, nelle linee guida del "Consumer Privacy Bill of Rights", dell'Amministrazione Americana, a difesa della privacy degli utenti della Rete, non verrà ricompresa la tanto discussa regola del “do not Track”, che avrebbe imposto alle aziende di offrire agli utenti la possibilità' di impedire agli inserzionisti pubblicitari di seguire sul web le loro attività. Agli utenti verrà, al più, permesso un maggior controllo sui dati raccolti dagli inserzionisti, con possibilità di limitarne il numero e verrà concessa anche la possibilità di correggere le informazioni false. Al “do not Track” le aziende come Google e Facebook, potranno anche aderire, ma solo su base volontaria. Ancora una volta gli affari hanno vinto sulla chiarezza delle leggi e hanno prevalso sul diritto delle persone alla privacy. Una grande vittoria per colossi come Google e Facebook che, più di altri, usano il “profiling” ad uso commerciale; così, infatti, viene chiamata la personalizzazione di annunci pubblicitari e di altro, ovvero la acquisizione delle preferenze degli utenti che navigano. 


Avete seguito la recente polemica sui giornali tra Apple e Google che spiava gli utenti della prima? 

Con questo sistema, quando usate i motori di ricerca, se ci fate caso, sulla destra appaiono pubblicità che sono finalizzate al vostro modo di fare ricerca e agli argomenti che più frequentemente cercate. Del resto i motori di ricerca, in genere, leggono tutto quello che si scrive sul web e poi aggrumano le notizie, per utente, e a scopi pubblicitari. Questo viene fatto tramite i cookies ( vi rimando a Wikipedia per il loro significato), che si installano nella cartella Temp di Windows, con estensione .tmp , che vi invito a controllare e che comunque potrete sempre cancellare come contenuto della cartella stessa. 

In teoria questo non sarebbe neanche il male assoluto e in pratica renderebbe più soddisfatti gli utenti perchè mostrerebbe loro ogni volta quello che vogliono, per cui chi non ha niente da nascondere, a meno che non sia "paranoico", può benissimo evitare di installare estensioni come “Do not Track Plus”. Infatti Google Chrome ha messo, finalmente e da poco, a disposizione, come gli altri motori di ricerca (Yahoo, Microsoft, etc.), una estensione che permette il “do not track”, a scelta dell'utente. Nel dubbio, ogni utente dovrebbe, comunque, impedire la sua tracciabilità da parte dei motori di ricerca e, quindi, dei pubblicitari. 

Permettetemi, però, di fare alcune considerazioni sull'argomento. 

Per lungo tempo si è pensato che in Rete il “Potere” e i suoi abusi non avrebbero potuto attecchire. La cronaca, tuttavia, ha dimostrato il contrario. Infatti la libertà di Internet «senza censura”, si è tradotta in un pragmatico controllo dei governi e di aziende troppo compiacenti, con misure che limitano i diritti dei cittadini digitali, in nome del profitto. Vi ricordate la «micro censura» che Twitter vorrebbe prevedere, cancellando i contenuti non approvati dai governi nazionali, (abbiamo anche fatto sciopero in rete) e che è stata di recente adottata anche da Google, per quanto riguarda il servizio Blogger? Google ha scelto, poi, sull'onda delle proteste, di comunicare in modo trasparente le richieste censorie delle autorità quando vengono assecondate ( vedi Cina, Brasile ed altri). E' stato solo un escamotage, perchè, di fatto, Google, pena la sua esclusione, sarebbe costretto ad ubbidire sempre ai vari Governi dittatoriali che hanno il solo scopo di far tacere i dissidenti interni e magari di arrestarli. 

Di recente sono stati arrestati utenti di Twitter che, stupidamente e, magari per gioco, avevano mandato in rete la voglia di fare attentati, per esempio, in un aeroporto, per un ritardo nei voli. Per loro era stato uno sfogo, ma per le autorità era sembrata una minaccia. Gli stupidi, comunque, meritano anche di peggio, ma gli episodi hanno dimostrato come, comunque, siamo sempre controllati e che le aziende forniscono informazioni, in questo caso legittimamente, ai governi! Ma siamo sempre sicuri che tali informazioni vengano cedute alle persone giuste? E siamo proprio sicuri che anche attivando il tasto “do not Track”, questo non venga aggirato da Google, come è accaduto per gli apparecchi Apple? 

Ora il problema non è più chiedersi se la Rete debba essere governata, ma, come debba essere governata!

Infatti, le aziende in Rete, troppo spesso «non sono sufficientemente responsabili, per legge, del potere che esercitano» nei confronti dei cittadini digitali. 
Per MacKinnon siamo in uno stadio «primitivo, monarchico» della gestione di Internet, che non è più possibile accettare.
«È tempo di aggiornare il contratto sociale sulla governance delle nostre vite digitali, passando dalla sudditanza a decisioni insindacabili degli stessi proprietari dei motori di ricerca, al “consenso dei connessi”»,
Gli utenti, infatti, consegnano volontariamente parti sempre più consistenti delle proprie
libertà, dalle transazioni online ai dati personali, da quelli relativi al nucleo famigliare alla parentela, a un sovrano assoluto e non proprio democratico, pensando di ottenere, in cambio, sicurezza e protezione. Inondiamo di informazioni piattaforme come Facebook, archiviamo memorie digitali su servizi come YouTube, e, non ci rendiamo conto che lasciamo che la nostra privacy sia scomposta e ricomposta a piacimento negli infiniti cambiamenti imposti dai social media e da alcuni motori di ricerca. 


Ben venga il "Consumer Privacy Bill of Rights", anche se limitato nelle sue imposizioni, ma credo che, oltre alle leggi che dovranno essere sempre più mirate alla tutela della “privacy” e dei diritti fondamentali dell'uomo, anche gli utenti dovranno fare qualcosa. 

Gli utenti, infatti, devono pensare che, ogni volta che mandano, in rete, un pensiero, una informazione personale, un sentimento, una riflessione, una foto, un film su sé stessi e sui propri famigliari, e così via, creano sempre vari “alter ego”, legati ai momenti di trasmissione, che rimangono per moltissimi anni dentro le memorie delle “nuvole” di server di aziende private che usano quei dati per scopi puramente commerciali. Del resto tutto questo è scritto nelle norme sulla privacy che noi sottoscriviamo, magari senza leggerle, all'atto dell'utilizzo del servizio che queste aziende ci offrono gratuitamente. 


Quindi gli utenti dovranno assumere una “maggior consapevolezza” di quello che fanno in rete e non comportarsi come degli sprovveduti! 

Vi ricordo che il 1° marzo entreranno in vigore le nuove norme sulla privacy di Google! 
Vi consiglio di leggerle!