mercoledì 14 novembre 2012

SMANTELLIAMO L'ALLEVAMENTO DEI "PORCELLI"


Care amiche e cari amici,

faccio queste mie riflessioni sugli ultimi avvenimenti politici, davanti ad un buon caffè e ad una rosa, facendo, in modo articolato, un paragone sul modo di attuare la "Democrazia" negli Usa e nel nostro Paese. 

Negli Usa si stanno consumando gli ultimi riti di una campagna elettorale durissima, dispendiosissima e senza esclusione di colpi, per affermare, ognuno per la propria parte, le proprie intenzioni di governo, basate su diverse visioni di organizzazione della vita sociale ed economica. 
Quello che appare evidente, e il Presidente Obama lo ha sottolineato, è “il Potere del Popolo” americano che sceglie e scommette sul proprio futuro, in linea con quanto dice la sua Costituzione che ha come incipit “We the people..” ( Noi il popolo). 
Questo, perchè la Costituzione americana è basata sui "diritti naturali", (diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza,  alla proprietà, al nome, alla famiglia, alla identità personale, etc.) . 
Per "diritto naturale" si intende, infatti:
 quell'insieme di precetti, di norme, che, per usare un’espressione particolare, “ sta scritto nel cuore degli uomini”; uno statuto giuridico, cioè, che, a prescindere dalla sua formulazione espressa nell'ordinamento,  la collettività dei consociati sente indubitabilmente proprio.

La Costituzione Italiana, invece, è  basata sui "diritti positivi", relativi al "contratto sociale", cioè:
sullo "ius in civitate positum", la cui fonte di produzione è invece empiricamente e storicamente individualizzata: il legislatore, il giudice, la comunità ( secondo che si abbia produzione legislativa, giudiziaria, o consuetudinaria del diritto). (La Repubblica, come istituzione, fondata sul lavoro.....etc.).

Se da un lato, dunque, la fonte del "diritto positivo" è l’Autorità del Potere Pubblico (lo Stato), il "diritto naturale" trova la sua legittimazione in una serie di concezioni filosofiche e politiche che precedono la fondazione stessa dello Stato.
Il "diritto naturale" dovrebbe  essere, addirittura, il canone valutativo del diritto positivo, della sua giustezza, della sua equità ed, infine, della sua “ legittimità”. Tutte le Leggi, negli Usa, infatti, devono rispettare i diritti naturali ed è chiaro che tante nostre Leggi, approvate da trentanni a questa parte, in quel Paese, sarebbero  state ritenute incostituzionali e quindi non approvabili
Questa differenza sostanziale indica che è "l'uomo" è al centro della vita della Nazione ed è al disopra delle Istituzioni e condiziona veramente la politica degli Usa, mentre da noi sono le Istituzioni che sono al disopra dell'uomo, per cui esse hanno la funzione di "gendarme",  che fa da garante dei diritti di cui godono i cittadini. 
Negli Usa le Istituzioni detengono, è vero, il "Potere", ma i Padri Costituenti americani hanno creato dei contrappesi istituzionali che, in determinate circostanze, ne limitano o ne annullano l'efficacia, in particolare quando il “popolo” non è d'accordo o nel caso si concentri troppo potere nelle mani di un singolo schieramento. 
Da noi, essendo un "Contratto Sociale", alla Rousseau, è, quindi, più facile  contrastare il volere popolare ed, eventualmente, potersi impadronire del potere. 
Nel nostro ordinamento non vi è, infatti, la possibilità di un atto ostativo istituzionale o popolare efficace ed immediato per il cambiamento della situazione in caso di derive antidemocratiche, cambiamento immediato che, poi, dovrebbe essere la vera base di una sana democrazia. 
Prova di ciò è l'attuale stato di sdegno del popolo contro la casta che, però, viene annullato dalla protervia dei Capi Partito e dei loro sodali, che invece di creare un vero cambiamento, come viene loro chiesto, continuano imperterriti a farsi gli affari loro e a fare in modo di perpetuare, nel tempo, il loro "Potere personale e di gruppo".
Dopo l'approvazione del "decreto sulla diffamazione", è evidente che questi intendono, anche, vendicarsi di chiunque li critichi, imbavagliando la stampa in dispregio dell'art. 21 della Costituzione (Il reato di diffamazione è già punito!). 
Mi aspetto dei forti dissensi a queste mie affermazioni e mi aspetto anche che qualcuno mi dica che non è vero quello che scrivo, perché anche noi abbiamo l'arma del voto per operare cambiamenti a noi sgraditi. 
Chi mi legge sa quanto per me sia importante il voto, infatti non è la prima volta che io , addirittura, offendo chi non vota sia sui miei Post che sulla TL di Twitter, ma voglio evidenziare che il solo voto non basta, specialmente quando questo, con Leggi ad hoc, viene “pilotato” come è accaduto per almeno trenta anni a questa parte, da quando cioè è iniziata la 
“crisi della Politica” 
col CAF (Craxi, Andreotti, Forlani), e questo a causa di un meccanismo istituzionale privo di contrappesi efficaci. 
Col CAF, infatti, iniziò l'assalto al “Potere” per fini di parte ma soprattutto per fini personali.
Li abbiamo cacciati noi? 
Non mi pare!  
Quei personaggi, infatti, non li abbiamo cacciati noi, col voto, ma è stata l'azione coraggiosa della magistratura (Mani pulite), sicuramente supportata dalla opinione pubblica, a determinare il cambiamento, anche se non quello sperato o voluto dal “popolo”. 
Il “popolo” è riuscito forse ad eliminare, (addirittura fino ad oggi), “l'appropriazione del potere” da parte di un singolo schieramento e la “corruzione” che spesso si accompagna naturalmente ad esso? 
Nulla di tutto ciò!
Il cosiddetto "popolo sovrano della Costituzione" (sigh, ahimé!) non ha potuto fare nulla, al tracollo della Prima Repubblica e, perciò, il “Sistema” si è trasferito, pari pari, a tutta la Seconda Repubblica. 
Negli Usa, questo non sarebbe potuto accadere!

E' vero che la maggior parte degli italiani, nel '94, ha votato liberamente Berlusconi,  convinta sull'onda della novità e, per le tante promesse fatte ( mai mantenute!),  speranzosa che fosse arrivato "l'uomo del destino” che avrebbe cambiato le cose a favore del popolo stesso perché avrebbe seguito le indicazioni provenienti dalla società civile.
Da allora in poi, invece, siamo stati semplici spettatori, anche se ci beavamo del “populismo” di chi ci governava che ci faceva credere che lo "faceva per il nostro bene" e addirittura secondo le nostre richieste, attribuendosi, con ciò, quasi una "investitura regale” (Dio= il Popolo, lo vuole!), per cui si sentiva legittimato a stare al disopra della “Legge” (di qui i contrasti con la Magistratura) e a fare tutto quello che riteneva giusto per conservare ed incrementare il proprio potere e, soprattutto, la propria posizione economica, per poter gestire "una Corte" ( dei miracoli!). 
Questo ha portato all'approvazione di leggi che definirei, anche se in modo apparentemente improprio, “Leggi Monarchiche”, perché tali sono state le Leggi ad personam e ad aziendam e quelle che hanno scardinato alcuni aspetti delle Istituzioni, così come concepite nella Costituzione. 
Negli Usa, questo non sarebbe potuto accadere!

Il tutto, anche se, per fortuna, molte Leggi non sono state approvate per un residuo di resipiscenza del Parlamento, serviva a porre il “Re democratico” al di sopra di tutti e al disopra della Legge, sempre per la presunta investitura da parte del Popolo, tant'è che  veniva sempre tacciato di “eversione” chiunque si opponesse. 
L'esempio più eclatante si è avuto quando  la maggioranza del Parlamento ha subito l'imposizione del "Re" e ha votato il ridicolo "conflitto di attribuzione" solo per compiacerlo (Ruby: nipote di Mubarak), così come facevano una volta i cortigiani; cortigiani che, questa volta, erano  stati "nominati"  per effetto della Legge elettorale detta il Porcellum, legge che ha permesso, appunto la creazione di questa cosiddetta "classe nobile"(ovviamente considerando che 100 parlamentari sono indagati o condannati, il termine è oltremodo improprio) su semplice investitura del Re e/o di tutti gli altri detentori del Potere, cioè delle altre "Chiese" Politiche (I Partiti), ognuno nel proprio ambito. 
Il Porcellum è stata un Legge voluta da PDL e Lega, anche se per opportunità è stata accettata da tutti, ed è a causa di questa Legge, approvata nel 2005, che il nostro voto è stato "pilotato" da allora in poi. 
L'ultima volta che abbiamo votato, in senso veramente democratico e in libertà, è stato prima del 2005; dopo abbiamo vissuto in una specie di "Monarchia democratica"! 

Negli Usa, questo non sarebbe potuto accadere!

Se il nostro Stato, infatti, fosse stato basato sul "diritto naturale", tutto ciò non sarebbe potuto accadere perchè avrebbe contrastato con l'affermazione "we the people", che è al disopra di tutto e di tutti ed è, quindi,  molto più pregnante della affermazione "il Popolo Sovrano" della nostra Costituzione. 
Oggi, infatti  non ci ritroveremmo solo a gridare, impotenti, contro la casta. 
Insomma anche l'Italia ha avuto il “Re Sole”, anzi il “Re Sola” come dicono i romani, un "Illusionista" che ha portato l'Italia al fallimento e che ora impunemente "chiede scusa" addossando la colpa alla Crisi, come se quest'ultima e non la sua incapacità gli avesse impedito di governare e parla, anche, di "disgusto verso la politica da parte degli italiani" attribuendolo ad un Governo di Tecnici che, però, lui ed il suo partito, hanno fatto venire e che, nel frattempo, continuano ad appoggiare perché continuano a trarne benefici (No patrimoniale, no asta frequenze, no alla banda larga etc.). 
Questo signore lo abbiamo cacciato noi? 
Non mi risulta! 
E' stato cacciato, non da noi, ma perché sfiduciato a livello mondiale, soprattutto, dai mercati e dalle Istituzioni Europee e Occidentali in genere. 
Il prosieguo della storia è stato l'arrivo di Monti,  altro "salvatore della Patria". 
L'abbiamo forse deciso noi? 
No! 
E' stato nominato solo dal Capo dello Stato e non dal voto popolare!
Questo personaggio, poi, si è dimostrato alquanto discutibile a causa delle sue azioni di governo improntate, almeno per ora, alla sola austerità e al massacro del ceto medio basso. Un Governo, perciò, altamente "iniquo"!
Attorno a questo individuo, però, si è coagulata la vecchia politica di “incapaci” ormai abbarbicati al Potere, che stanno vivendo, con ansia e terrore, la eventualità di essere cacciati.
Negli Usa, questo non sarebbe potuto accadere!

Prova del terrore dei Partiti dell'ammucchiata, è la loro reazione “disperata” e “cattiva” contro la prepotente affermazione del M5S che ha iniziato il suo cammino di vittorie in Sicilia e che prevedibilmente si affermerà con le sue “regole “ ed i “suoi principi” in tutto il resto d'Italia. 
Sull'argomento, voglio fare le seguenti considerazioni:

  1. Se il M5S si affermerà è solo perché lo vorranno gli Italiani che lo  voteranno, perché stufi e angariati da sprechi, malcostume, corruzione e oppressione in tutti gli ambiti della propria vita. 
  2. Se il M5S e suoi alleati, o altro schieramento tipo il PD e i suoi alleati o altro movimento, o Partito vincerà, questo avverrà solo per volontà popolare e per il “Potere” che la Costituzione attribuisce, col voto, al Popolo (Popolo sovrano) e nessuno, perciò, ha il Diritto di annullare o impedire che tale volontà si affermi o si esprima, meno che mai con atti e parole denigratorie o ostative. 
  3. Non esistono infatti maggioranze di serie A o di serie B, qualora siano approvate, col voto, dal “Popolo” e, chiunque tenti i “ribaltoni” anche tramite le Leggi che, purtroppo, è in "potere" di approvare, commette non solo “abuso di Potere” ma anche un “tentativo di eversione”. 
  4. Sono improprie anche le affermazioni di chi afferma, come Bersani, che: “certe alleanze non fanno bene al Paese” (alleanza M5S e IDV), perché non ne ha il diritto di dirlo! Pensi a casa sua e a tutti i problemi che ha! Il dibattito democratico deve invece essere sviluppato senza ostacoli, neanche verbali, per chiarire i "temi" di confronto onde poter permettere agli elettori di scegliere in piena convinzione e secondo convenienza, rispetto una propria personale visione della società. 
  5. Meno che mai sono ammissibili sveltine legislative antidemocratiche tipo quelle approvate di recente in Commissione Affari Istituzionali, da PDL, Lega e UDC, che attribuisce il premio di maggioranza al Partito che ha raggiunto il 42,5%. Mal si comprende, in verità, se questo è un gioco delle parti, come appare dalle dichiarazioni di Casini ( “Non mi preoccupo del malumore di Bersani, ci sono reazioni di facciata e ci sono reazioni di sostanza.... vedrete che alla fine troveremo un accordo”), in cui sono tutti d'accordo, quindi, per sbarrare la strada alla novità del M5S oppure se, sicuri che questo Movimento non vincerà, si "stanno facendo le scarpe" tra di loro,  volendo impedire al PD di governare, così da poter portare il Paese verso un nuovo Governo Monti.
Negli Usa, questo non potrebbe accadere!

Per inciso, è chiaro il perchè, all'estero, non capiscono la nostra cosiddetta "politica" meravigliandosi del nostro spirito di sopportazione che non ci fa, ancora, scendere in piazza per cacciare questi "privilegiati incapaci" e anche per cambiare questo Sistema non più democratico, nel quale il Popolo, nonostante i diritti Costituzionali, non conta alcunché. 
Pensano, forse, che lo faremo solo quando ci avranno tolto anche le mutande e che, solo allora, come i sanculotti, avvieremo la Rivoluzione?
Credo che, ormai, con Monti e "l'Ammucchiata", specialmente se continuerà questo modo di governare,  stiamo molto vicini all'avverarsi di questo evento! ( In tutta Italia si è iniziato ormai a fare cortei e manifestazioni di protesta).
Ormai cari amici, è evidente che questi “Parvenu” della Politica, attaccati al “Potere”, non hanno creato, solo, La crisi della “Politica”, ma, con i loro Porcelli (o Porcate), hanno creato anche una 
crisi “Democratica” .

Questi non sono altro che dei “fuorilegge” (sono, infatti, contro la Costituzione e la volontà popolare) da condannare, sia “politicamente” per la loro incapacità a reggere il confronto democratico sul modo di governare e per aver creato questo “Sistema di Potere e di corruttela”, sia “penalmente”, nei singoli casi di accertata “corruzione” e “malaffare”! 
Se pensate che questi "figuri" hanno avuto il "Potere" di rendere vani perfino i "referendum" (abolizione del Finanziamento pubblico Partiti, del Porcellum etc. ) massima espressione della volontà popolare, vi renderete subito conto che:

DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE SMANTELLARE QUESTO ALLEVAMENTO DI “PORCELLI”
 (ATTI, LEGGI E PERSONE)


che si stanno "riproducendo" in maniera esponenziale continuando ad inquinare, con i loro atti mefitici, la nostra società. 
Sicuramente, solo per il fatto che abbiano attuato o semplicemente "concepito" leggi Liberticide e antidemocratiche, ( l'ultima, la succitata proposta di Legge elettorale!) non dovremmo più votare questi mistificatori della politica e questi attentatori alla Democrazia (PDL, Lega,UDC e forse PD) e votare gli altri, (M5S, IDV, SEL, forse il PD o altro movimento degno, a sinistra o destra), quelli tra questi, però, che faranno opposizione vera e non di facciata, contro una proposta di Legge elettorale così concepita, finalizzata a vanificare il voto popolare e al mantenimento dell'attuale status quo, che crea, volutamente, una "ingovernabilità" funzionale alla "ammucchiata" e al proseguimento del Governo Monti. Ovviamente, è necessario votare, pragmaticamente, chi è anche in grado e capace di governare!
Se, poi, Monti vuole fare veramente il Premier, si candidi e affronti il giudizio degli italiani, anche di quelli che non arrivano a fine mese, anche di quelle famiglie che avranno morti a causa delle malattie gravi che non possono curare perché non hanno soldi, anche dei giovani disoccupati o precari a cui è stato rubato "il futuro", il cui numero è destinato a crescere secondo tutti i rilevamenti ufficiali, anche degli imprenditori che stanno chiudendo mettendo in mezzo ad una strada intere famiglie, anche degli esodati, anche di quei pensionati che non si vedono rivalutate le pensioni, anche di quelli che dovranno pagarsi le analisi cliniche perché contingentate etc. etc.. 
Se, infatti, continuerà questo gioco al massacro, a guida Monti e della “ammucchiata,” e se la Politica, quella nobile, non riassumerà, con capacità anche di "visioni profetiche", il proprio ruolo e non riaffermerà il suo "Primato", avremo gli stessi morti di una guerra mondiale, rappresentati dai deboli, dai poveri e dai malati gravi (SLA, morbo di Parkinson, Altzeimer, diabete etc.) che non verranno più salvaguardati dallo Stato, a causa dei tagli indotti dalla Spendig Review, una Legge fatta da "Ragionieri" che danno più importanza  ai bilanci che alla vita umana. I loro parametri sono solo lo Spread, il PIL  il fiscal compact etc. e non la felicità del cittadino che può essere raggiunta, invece, con una economia e una politica eticamente compatibili che realizzino  una equa ridistribuzione dei redditi.  
Facciamo, però, in modo che chi si opporrà veramente a questa deriva antidemocratica, raggiunga il 42,5%, così da sconfiggere questi "fuorilegge" con le loro stesse armi. 
Solo se saremo capaci di fare ciò riusciremo, pian piano, a risollevarci!


DIFENDIAMO E AVVERIAMO LA DEMOCRAZIA
FACENDO  SI' CHE IL NOSTRO VOTO VALGA!

Un abbraccio.

martedì 6 novembre 2012

LE LOBBIE ALL'ASSALTO DELLA CASA BIANCA


Care amiche e cari amici,

nella conversazione di oggi, davanti ad una rosa e ad un caffè aromatico, vorrei parlarvi di un aspetto poco pubblicizzato della campagna elettorale americana.
Voi sapete che, stanotte, ora italiana, in America si voterà per l'elezione del Presidente degli USA, l'uomo più potente del mondo, che ne  può condizionare i destini.
Attorno ai candidati, come sempre, si sono coagulati forti interessi,  specialmente quelli delle lobbie bancarie che cercano di attuare la propria visione del mondo basata sull'incentivare i "desideri" delle persone così da giustificare l'affermarsi della finanza speculativa che tanti danni, comunque, ha fatto nell'ultimo decennio. Basti pensare che  il costo totale della campagna elettorale è di circa sei miliardi di dollari, a conferma che vi è qualcosa d'altro, di più importante, di una poltrona alla Casa Bianca.
La lotta vera tra Repubblicani (Romney) e Democratici (Obama) ha il suo cuore, appunto, nella modifica in senso permissivo (Romney) o restrittivo (Obama) della Volcker Rule, che viene definita come segue:
"Volcker rule La “regola di Volcker” fa parte del Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act (legge approvata, durante il mandato di Obama, nel 2010 dal Congresso statunitense e in vigore a partire dal luglio 2012) e prende il nome da P. Volcker (ex presidente della Federal Reserve che l’ha proposta nel 2008). La Volcker rule limita drasticamente l’attività speculativa delle banche di deposito: queste non possono investire capitali propri in transazioni in borsa, investimenti in derivati e partecipazioni in hedge fund al di sopra del 3%. Così facendo si vuole scongiurare un nuovo crack bancario, proteggendo i risparmiatori.”
Le lobbie bancarie però si oppongono; hanno stimato perdite da due miliardi di dollari annui nelle entrate e prevedono la diminuzione della liquidità dei mercati nonché il calo degli investimenti e la riduzione della disponibilità di credito.
Nelle intenzioni dei legislatori di Obama, la norma Volcker avrebbe dovuto colmare quel vuoto lasciato dall'abrogazione del vecchio Glass-Steagall Act, il provvedimento approvato nel 1933 per distinguere nettamente le attività di retail da quelle dell’investment banking, ovvero i destini dei risparmiatori da quelli degli speculatori. La legge era sopravvissuta fino al 1999 quando il Congresso ne aveva votato l’abolizione sotto Reagan. 
Quattro anni prima, nel 1995, nel famoso documento “National Homeownership Strategy”, l’allora presidente Bill Clinton si era appellato pubblicamente alla “creatività e alle risorse dei settori pubblico e privato” per “affrontare gli ostacoli finanziari al possesso di una casa”. In pratica uno spot per la creatività finanziaria, la cartolarizzazione e i mutui subprime. 
Il seguito, purtroppo, è storia nota, infatti questa è stata la causa dell'esplodere della crisi mondiale innescata prima dalla bolla speculativa sugli immobili e subito dopo da quella sulle materie prime.

La cosiddetta “Regola Volcker” rappresenta, quindi, da tempo il principale terreno di sfida tra lobbisti, promotori, legislatori e regolatori statunitensi. La norma, almeno di principio, tende, come detto, a proibire alle banche il cosiddetto “proprietary trading”, ovvero le attività finanziarie altamente speculative condotte con l’obiettivo di realizzare un utile per sé e non per la clientela. 
Di fatto si tratterebbe di mettere al sicuro i depositi dei correntisti impedendo che la loro liquidità venga messa a rischio in operazioni condotte sul fronte dei derivati e delle attività più complesse in genere.
Un blocco alla speculazione, insomma, utile nelle intenzioni a prevenire nuovi tracolli sistemici i cui costi verrebbero scaricati sull'intervento pubblico, ovvero sui contribuenti, secondo l’ormai consolidato adagio del “Too big to fail”. ( Troppo grande per fallire)
I guai dell'Occidente, infatti, sono derivati esclusivamente dagli interventi che gli Stati hanno dovuto attuare per evitare, a causa di speculazioni sbagliate, la liquefazione dei risparmi di tanti cittadini previdenti che avevano collocato i loro risparmi  in banche di investimento per avere utili più alti. Tali interventi che hanno rifinanziato le Banche con fondi pubblici, al fine di non farle fallire, hanno, però, comportato l'aumento del famigerato “Debito Pubblico”.
Gli Stati, per questo, sono diventati, immediatamente dopo, preda degli stessi speculatori che avevano creato la crisi, speculatori, per di più, come detto, salvati dal denaro Pubblico.
Gli Stati, infatti, avendo bisogno di capitali per rifinanziare lo stesso debito pubblico, sono costretti, oggi, a rivolgersi agli stessi speculatori.
Questa Legge, la Dodd-Frank Act, voluta da Obama, e ancora in corso di approvazione proprio della norma di cui stiamo parlando, la Volcker rule, ha cercato di ripristinare, anche se in modo non ancora completamente efficace, le regole nel mercato finanziario.
Il problema, oggi, infatti, è che l’intero impianto di legge (che lascia molto spazio al suo completamento da parte dei regolatori come la Fed) contiene in sé deroghe ed eccezioni che rendono sempre più labile il confine tra lecito e illecito. In particolare c’è la questione dell’hedging, l’attività di copertura dal rischio, che implica il ricorso agli strumenti derivati come assicurazione contro la volatilità del mercato. In pratica le banche potrebbero essere autorizzate a speculare sui derivati, scommettendo ad esempio sull'andamento dei tassi di interesse o del prezzo del petrolio, facendo passare formalmente questo comportamento come gestione del rischio. L’esempio più evidente lo ha offerto, a suo tempo, la banca d’affari JP Morgan responsabile, attraverso il suo ufficio londinese, di una puntata mal riuscita su un indice costruito sui Credit default swaps del settore corporate, in pratica una scommessa sulla crescita dei costi di indebitamento di alcune grandi imprese statunitensi. Un errore spaventoso costato perdite pari a 5,8 miliardi di dollari.
Per i sostenitori della linea morbida (le lobbie bancarie con Romney), che temono un effetto negativo della Volcker sulla liquidità del mercato e, in ultima analisi, sulla ripresa economica, si tratterebbe di una conseguenza accettabile. Per gli oppositori più radicali (Obama e Bloomberg) sarebbe al contrario la materializzazione di una beffa.
Bloomberg, che si è schierato con Obama, è il Presidente della Commissione del Senato da lui presieduta e sta chiedendo formalmente ai regolatori di rendere la normativa più stringente, eliminando completamente la “deregulation” della quale abbiamo parlato in Post precedenti, per riportare la finanza nell'ambito della “economia reale”, che, diventando, così, più appetibile di quella speculativa, (che verrebbe proibita), ridarebbe fiato alle economie di tutto il mondo, a corto di liquidità negli investimenti.
In questo momento le lobbie non solo hanno ottenuto una dilazione sull'applicazione della norma, fino al 2014, per il fatto che le Banche hanno bisogno di tempo per modificare i propri statuti, ma anche perchè la norma è stata inondata di emendamenti, per cui i “Regolatori” hanno bisogno di molto tempo per esaminarli e per dare una forma definitiva ad una norma che, se vincerà Obama, verrà finalmente applicata nel 2014 in senso restrittivo, ma che potrà anche essere annullata se vincerà Romney. Se si avverasse quest'ultima ipotesi,  allora, non vi sarà scampo contro la speculazione, che dominerà il mondo.
Qualcuno potrebbe obiettare che se applicassimo in Europa una Legge di questo tipo che limitasse, cioè, la speculazione, come ormai si sta discutendo, poi sarebbero solo affari interni degli Usa e non nostri. 
Rispondo che in questo mondo globalizzato in cui la economia americana è dominante, le regole devono essere applicate da tutti,  altrimenti la finanza non sarebbe imbrigliata e ricondotta verso la economia reale, perché si creerebbero delle “zone franche” in cui questa continuerebbe ad operare.
E in Italia?
In Italia i Partiti pensano solo ad etichettare i due candidati, se cioè Obama è di sinistra e Romney è di destra, per poterli esibire come trofei di proprietà della loro parte, evidenziando con ciò tutti i limiti di pensiero della nostra politica, provinciale e ottusa!
In Italia la Stampa, va alla caccia delle frasi ad effetto dei due candidati, nascondendo i motivi cruciali del confronto tra Obama e Romney che sono tanti, ed uno dei più importanti, oltre ai diritti civili e al completamento del welfare, è quello di cui stiamo parlando oggi nella nostra conversazione, tali da condizionare il nostro futuro.
Le lobbie bancarie cercano di condizionare, ormai, tutto il mondo!

 DOBBIAMO DIRE  NO ALLA SPECULAZIONE!


Un abbraccio