giovedì 4 aprile 2013

ABUNDANDIS IN ABUNDANDUM

"Con viva e vibrante soddisfazione, per formare il Governo, in aggiunta alle due Camere e alla Presidenza della Repubblica, invece di una commissione, ne mettiamo due!". 
"Ma sì, Abundandis in abundandum...," direbbe Totò nella sua lettera dei fratelli Capone “che siamo noi”, e così ha fatto il Presidente Napolitano.

Questo è l'aspetto più eclatante e visibile della azione del Presidente Napolitano che può essere interpretato in tre modi:
  1. prendere tempo per far arrivare il nuovo inquilino del Colle lasciandogli intatte ogni prerogativa ed azione, considerando che l'attuale Presidente può svolgere solo l'ordinaria amministrazione.
  2. congelare il governo Bersani e sottrarlo, così, ai ricatti di Berlusconi, dato che quest'ultimo, in cambio della fiducia, vuole un suo uomo al Colle, se non, addirittura, se stesso.
  3. attuazione di una specie di ”commissariamento” dei quattro partiti: PDL, Lega, PD e Lista Civica, emblemi della PARTITOCRAZIA, colpevoli di incapacità a mettersi d'accordo a governare.
Nel primo caso è inutile affannarsi a discutere perché sarà sufficiente aspettare.
Il secondo caso è ormai in atto.
Il terzo caso presenta, invece, una suggestione migliore delle prime due; è quella più intrigante e perciò, forse, la più vicina alla realtà e, purtroppo, qualora questa azione dovesse fallire da parte dell'attuale Presidente, essa indicherà, comunque, una strada quasi obbligatoria al nuovo inquilino del Colle. Quest'ultimo aspetto è ancora più grave!

In effetti la mossa del Presidente della Repubblica è un fatto fuori dall'usuale, forse, anche fuori dalla prassi Costituzionale, ma, probabilmente, diventato necessariamente obbligatorio e drammatico, da parte di Napolitano, per salvare la attuale DEMOCRAZIA PARTITICA, entrata in profonda crisi per colpa di "OLIGARCHIE AVARE"  che controllano da oltre un ventennio i rispettivi Partiti e diventate, pertanto, dannose per la Società, poiché non si curano più, ormai, del benessere degli altri ma solo del proprio.


Questa stagnazione “puzzolente” all'interno dei Partiti, al di fuori di ogni spirito democratico  e, quindi, non in sintonia con la COSTITUZIONE, ha creato una profonda CRISI degli stessi e, di conseguenza, ha determinato anche la attuale CRISI DELLA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA. 
Non vi sto a ripetere gli avvenimenti del recente passato, ma a causa di corruzione, concussione, sprechi, sperperi, incapacità manifeste a governare, l'arrivo di tecnici altrettanto incapaci, leggi ad personam, leggi ad aziendam, leggi ad partitum, leggi locali e nazionali ad criccam, leggi incostituzionali come il Porcellum etc., tutti finalizzati al perpetuarsi all'infinito di “ORGANIZZAZIONI DI PARTITI ANTIDEMOCRATICI E ANTICOSTITUZIONALI”, il “BEL PAESE” sta sprofondando nella miseria e nella indigenza.

La causa va cercata esclusivamente nella invadenza di una classe dirigente, per di più, inamovibile, che non permette alcun ricambio e, soprattutto, non PERMETTE L'ESPRESSIONE DI ALCUN GIUDIZIO SU DI LORO DA PARTE DEL POPOLO SOVRANO. ( Il Porcellum è stato confezionato allo scopo!)
La parola d'ordine di queste Oligarchie Partitiche è stata ed è: “FARE AFFARI”!

Questo ha provocato una reazione che è sotto gli occhi di tutti. 
Infatti si è concretizzata una crescente "rivolta organizzata" nelle classi più colpite e danneggiate; classi che rappresentano la stragrande maggioranza del popolo italiano. Tale protesta si è coagulata mediante l'uso di nuove tecnologie di rete, con le quali è stato possibile scambiare opinioni e commenti al vivere quotidiano e sulla politica.
Il Movimento Cinque Stelle, del quale non si comprende ancora completamente lo spirito, meritatamente o immeritatamente, ne ha raccolto le istanze dando voce alla protesta ed è diventato il “catalizzatore” che sta trasformando "la soluzione putrida e stagnante" della attuale DEMOCRAZIA PARTITICA in un crogiolo di novità che puntano all'affermarsi della DEMOCRAZIA DEL POPOLO, a mezzo tra Democrazia Rappresentativa e Sistema Assembleare, così da creare PESi E CONTRAPPESI equivalenti ad un Sistema efficiente di Controllo per verificare che venga rispettata non solo la VOLONTA' DEL POPOLO SOVRANO ma anche che non avvengano più aberrazioni nelle Istituzioni.

Nella fattispecie, così facendo, verrebbero esaltati di nuovo:
  1. il principio della sovranità popolare (non c’è autorità più alta del popolo);
  2.  il principio di uguaglianza;
  3. la regola della maggioranza;
  4. il diritto d’iniziativa;
  5. il principio del mandato;
  6. il principio della eliminazione di conflitti di interessi;
  7. la lotta alla corruzione;
  8. la eliminazione di partiti retti da oligarchie o, peggio, da uno solo;
  9. la lotta al nepotismo e al clientelismo;
  10. la lotta alla mancanza di trasparenza;
  11. l'obbligo di rendicontazione;
  12. la eliminazione di ogni quorum ai referendum;
  13. la possibilità di indire referendum propositivi;
  14. la revoca degli eletti in casi di grave inadempienza anche rispetto alle leggi ordinarie.
Solo così si potranno porre limiti ai poteri che la distorsione  dei principi della DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA, attuata da questi partiti, ha concesso a questa "aristocrazia parlamentare" (n.d.r. "casta") che ne ha sempre abusato in questi ultimi venti anni, vanificando, per esempio, la maggior parte dei "referendum", ogni "legge di iniziativa popolare" e ogni protesta o proposta proveniente dalla Società Civile.

Gli attuali Partiti non hanno compreso appieno la novità di questa “PRIMAVERA ITALIANA” e l'hanno bollata e la stanno bollando come “L'ANTIPOLITICA”.
In realtà questo malumore popolare si sta riversando contro questi “PARTITI IRRIFORMABILI” in un tentativo di eliminarli e di creare nuove “ISTITUZIONI INTERMEDIE DEMOCRATICHE” (Nuovi Partiti, Movimenti, Associazioni o altro), nelle quali formare “CLASSI DIRIGENTI CAPACI, ONESTE E DALLE QUALI ATTINGERE LEADERS AMANTI DELLA RES PUBLICA”; dove

 "RES non è una COSA ma è la CAUSA di ciò che ci sta a cuore!"

Purtroppo oggi siamo in un periodo molto delicato, nel quale queste nuove "Istituzioni Intermedie Democratiche", che hanno il compito di interfacciare la Società Civile con le Istituzioni, non esistono ancora, mentre i "Partiti Irriformabili", asserragliati, ormai, in un vero e proprio "fortino della Politica", sono ancora molto forti. 
Si assiste, perciò, all'ennesimo tentativo di Napolitano, culturalmente, DA SEMPRE, dentro l'attuale sistema, di salvare la “PARTITOCRAZIA”, e ne è la prova la esclusione del M5S dalle due commissioni. 

Il tutto viene giustificato dal fatto che siamo in Europa e che potremmo essere preda dei mercati, ma, in verità, Napolitano sa che, per ostacolare l'avvento della “DEMOCRAZIA DEL POPOLO” è, indilazionabile la formazione di un governo che faccia almeno alcune riforme, sia economiche sia istituzionali, così da tamponare lo straripamento della protesta e la rottura delle dighe partitiche.
Dopo il fallimento del tentativo del PD di accordarsi col M5S, all'interno della vecchia logica della partitocrazia:” tu dai una cosa a me, io do una cosa a te!, messaggio completamente irricevibile da chi, come il M5S, pretende di fare “PULIZIA”, per Napolitano, è diventato  ancora più categorico, al fine di salvare la PARTITOCRAZIA, far sì che, anche se poche, comunque, le riforme vengano fatte SOLO dall'AMMUCCHIATA, per riqualificarla "in toto" ed anche nelle sue componenti, cosicché 
“Il Potere, cioè Crono, ingoi il proprio figlio: il POPOLO SOVRANO!”

Ecco il probabile significato del perché della formazione delle due Commissioni da parte di Napolitano, senza il M5S; commissioni che, assurdamente, cominciano ad essere contestate dagli stessi quattro Partiti che si sentono appunto “Commissariati”, mentre, invece, le commissioni stesse rappresentano un grosso alibi e, soprattutto, una seconda grossa opportunità, dopo la prima relativa all'arrivo di Monti, fornita, con lucidità, dal Presidente Napolitano, per ottenere “il perpetuarsi di questa Specie di PREDATORI”.

Se l'intenzione è questa, come pare, non resta altro che augurarsi il fallimento della iniziativa del Presidente Napolitano, così da poter attuare la sostituzione  o la riforma degli attuali Partiti Antidemocratici, oggi, di PROPRIETA' di OLIGARCHIE, quando va bene, o altrimenti di PROPRIETA' di UNO SOLO!

PIU' ANTIDEMOCRAZIA DI COSI' ?


Nessun commento:

Posta un commento