venerdì 29 giugno 2012

"NON ERA COLPA MIA!"

Care amiche e cari amici, 

dopo la frase di Berlusconi, detta a sua difesa, sulla crisi che stiamo vivendo, autoproclamandosi innocente, ritengo sia giusto sviscerare l'argomento. Da questo BLOG non devono essere emesse né condanne né assoluzioni, perchè sarà la storia a giudicare Berlusconi. A noi interessa distinguere il vero dal falso! 
Per formare un eventuale giudizio non c'è niente di meglio che ripercorrere la cronaca degli avvenimenti, magari con qualche piccola chiosa!


Gustatevi, intanto, un buon caffè e odorate la rosa. 

Si premette che la crisi in Italia ha attraversato due fasi
La prima fase, da noi, inizia nel 2008, con l'esplodere della bolla speculativa americana, e arriva fino alla primavera del 2011. 
In questa fase, l'Italia non è ancora tra i paesi a maggiore emergenza, ma il Governo Berlusconi tratta la crisi con troppa leggerezza (ristoranti e aerei pieni etc.), perché si limita a "controllare la situazione", in quanto, come sostengono diversi suoi ministri, non è né il momento di intervenire troppo, né il momento di fare riforme, per non ingenerare ulteriore incertezza. Che menti eccelse!
Era stato votato per fare le riforme liberali invece!

Il problema vero, in questa prima fase di crisi, che si trova a  risolvere il Governo Berlusconi, è quello delle Finanze Pubbliche, che da tempo, ormai, da quasi venti anni, si andavano riducendo,  a causa della riduzione del PIL. 
Quando cala il PIL, infatti, vuol dire che si riducono i redditi di famiglia e di imprese e, conseguentemente, calano le entrate fiscali per lo Stato, cioè diminuiscono gli introti per tasse da reddito. 
Il Governo vara, perciò, una serie di ben 11 provvedimenti, tra giugno 2008 e giugno 2011, e cerca ripetutamente di  "stringere la cinta"
Il problema è che stringere la cinta, riduce ancora di più, sia il consumo delle famiglie, sia la domanda per i beni e servizi prodotti dalle imprese e, quindi, diminuiscono ancora di più le entrate fiscali . 
Il Governo innesca così una specie di rincorsa tra le politiche che tentano di ridurre il debito pubblico e l'andamento della economia, malata, che, invece, spinge verso la riduzione del PIL. 
Ma lo sbaglio, il più pericoloso, è stato che: ha cercato, appunto, di resistere a questa tempesta, con provvedimenti blandi, con la speranza e la convinzione che fosse una tempesta di breve durata; forse non valutando che si era, invece, alle prese più con un tifone di lunga durata che con una tempesta o un temporale. 
Ha cercato di affrontare la tempesta coprendosi solo con un ombrellino! 
Per non danneggiare l'economia, infatti, secondo una sua visione discutibile, il Governo Berlusconi, cerca fondamentalmente di adottare misure che lavorino sui margini della stessa economia. 
Per primo, per proteggere i lavoratori che stavano perdendo il posto in ragione delle difficoltà economiche per diminuzione di esportazioni, aumenta le risorse a disposizione (2008-2011 500.000.000 di €) della C.I.G. (Cassa integrazione guadagni), ma, facendo così,  fa aumentare ulteriormente il Debito Pubblico, già molto alto, facendolo arrivare al 120%del PIL, in poco tempo, facendoci sprofondare ancora di più nella crisi.
Per secondo, cerca, poi, di fare in modo che i consumi non scendano molto e, per questo, riattiva i soliti incentivi, che sono semplici palliativi, che permettono di rottamare la macchina o gli elettrodomestici, per farli comprare ad un prezzo particolarmente scontato. 
Per terzo, cerca di ridurre le spese dello Stato (non quelle, però, derivanti dalla casta), per non gravare di più sulla economia  e per evitare di aumentare le tasse, fedele al motto che:" il governo Berlusconi non mette mai le mani nelle tasche degli italiani". 
Invece, nel frattempo, le mani nelle tasche degli italiani ce le mette lo stesso e comunque lo fa, come, del resto, fanno tutti i governi in queste situazioni drammatiche: le mette sotto falso nome, per esempio, facendole mettere dagli Enti Locali, in quanto a questi taglia i contributi statali per i servizi, che quindi i Comuni sono costretti a fare pagare direttamente ai cittadini
Davanti ad una crisi che continua a lungo, a distanza di mesi, il Governo vara diversi decreti. 
Nel Paese, però si comincia a percepire che è una situazione difficile e che il Governo è inadeguato,  e  cerca, solo, di renderla meno difficile, perché usa esclusivamente palliativi, senza usare mezzi  drastici; 
ma, proprio, il cumularsi delle sue misure, ben 11, finisce per creare, invece, dei seri problemi, perché "i tagli alle spese finiscono per essere tagli ai servizi che i cittadini hanno a disposizione", come già detto.
Vediamo nel dettaglio un esempio emblematico di cosa sono stati capaci di  inventarsi per ridurre le spese dello Stato:
Per esempio, i debiti che lo Stato ha nei confronti delle imprese, il Governo decide di non pagarli più, per evitare. appunto, di aumentare il suo fabbisogno. In questo modo le imprese si sono trovate in ulteriore difficoltà, oltre a quelle create dalla crisi. 
Le prime vittime sono state, quindi, le nostre Imprese che sono state immesse in un circolo vizioso innescato sia dalla crisi crescente sia dalla incapacità del Governo a risolverla; un Governo che, invece di affrontare la crisi con misure adeguate, fa, l'unica cosa che non avrebbe dovuto mai fare: non paga le Imprese, aggravando il PIL perché le imprese cominciano a fallire.
In sostanza, il Governo, visto che gli si stava stringendo il prodotto interno lordo, il PIL, (su cui viene misurato il suo deficit), ha cercato di stringere il deficit stesso, per evitarne la crescita; ma, è notorio, che se si stringe il deficit, finisce che si stringe un po' di più lo stesso PIL, perchè la riduzione della spesa dello Stato significa, sempre, in un modo o nell'altro, minore ricchezza per la collettività e minori introiti, quindi, da tasse.

Comunque, per un po', tutto questo riesce a funzionare e il Governo rimane in attesa, magari col fiato sospeso, per vedere che cosa accade all'intorno. Che statisti!
Un bel giorno qualcosa di grave succede proprio da noi. 
Siamo nella estate del 2011
Improvvisamente tra giugno e luglio 2011 arriva un forte segnale di sfiducia dai mercati finanziari. Accade, cioè, che lo Spread, la differenza tra il prezzo e quanti interessi dobbiamo pagare sui nostri titoli di stato rispetto a quelli tedeschi, balza, infatti, rapidamente verso l'alto . 
I mercati non sono stupidi come gli italiani imbambolati dalle tv e giornali di proprietà del Premier, e hanno capito che sta combinando solo pasticci  nella economia, che non sta risolvendo nulla ma che sta  facendo incancrenire i problemi e che, quindi, L'Italia si sta ormai avviando verso un baratro.
Infatti, quello che doveva fare: cioè varare "Provvedimenti liberali" , che poi sono stati proprio  i Provvedimenti che Monti ha dovuto fare,  non erano  neanche "pensati" dal Governo Berlusconi.

Ha così inizio la seconda fase della crisi. 

Il Parlamento, cerca di reagire, approvando velocemente una nuova impegnativa manovra finanziaria, che prevede pesanti sacrifici, all'inizio ben accolta in sede europea, ma, adotta un trucco: i sacrifici verranno fatti, a partire, però, dai due anni successivi e cioè a partire dal 2013. 
Il fatto, però, che i sacrifici siano rimandati di là nel tempo e vengano delegati al governo che vincerà le elezioni seguenti, non convince gli operatori finanziari e gli Stati Europei, anzi li fa infuriare. Perciò, perdono completamente e definitivamente la fiducia verso un Governo apparso ormai poco o per nulla credibile. 
Il prezzo dei titoli di Stato crolla ulteriormente portando lo Spread alle stelle.
E' necessario l'intervento della BCE che è disponibile ad acquistare ulteriori titoli pubblici italiani ma impone, in cambio, nuove misure straordinarie.
Nell'agosto 2011, poco dopo la finanziaria differita nel tempo, il Parlamento è costretto ad approvare rapidamente una nuova manovra finanziaria anticipando molti dei tagli previsti nel 2013. Molti dei tagli e dei sacrifici, che vengono, oggi, attribuiti a Monti, sono appunto, del Governo Berlusconi.
Ma ormai le tensioni finanziarie e politiche sono altissime e riguardano esclusivamente la credibilità del Governo in carica perché, a tutto questo disastro, si aggiungono voci di forti fratture al suo interno. Si mettono pure a litigare!
Questo andirivieni del governo italiano, più le difficoltà che esso ha in Parlamento con la sua coalizione (liti con la Lega, mozioni di sfiducia di Fini, personaggi come Scilipoti e Razzi che arrivano alla ribalta della scena politica nazionale, provvedimenti ad aziendam, ad personam, etc,), portano a una crisi crescente e quindi si arriva al sintomo finale della crisi:
i "tassi a breve" superano i «tassi a più lunga distanza».

Quando  accade questo, significa che i mercati pensano che tu non ce la farai mai più a pagare, neanche a distanza di 6 mesi, cioè a pagare neanche le spese più urgenti.
Il governo Berlusconi è costretto a dare le dimissioni!


Questa è la cronaca che lo inchioda alla croce, come "il ladrone" accanto a Cristo (l'Italia).

Nasce un nuovo governo, quello di Monti, che trasforma le aspettative di tagli, in una forte tassazione a dicembre per cercare di tirarci fuori. 


Ma a tutta questa incapacità a governare si aggiunge il fatto che il Governo Berlusconi, non si sa se per convinzione, oppure, sempre, per incapacità, ha permesso che, per venti anni ,vi fosse un processo sperequativo nella crescita dei redditi e nell'accumulo della ricchezza, crando un effetto macroeconomico negativo, come spiegherò.
Infatti, Enrico Giannini, Presidente ISTAT evidenzia con chiarezza, in una sua intervista   alla fine del 2011: "l'Italia è arrivata al momento della crisi dopo vari anni di quasi stagnazione.
Se consideriamo tutti gli anni 2000 (n.d.r. Governo Berlusconi) il reddito è cresciuto pochissimo e, per di più, la distribuzione del reddito è andata a favore dei più ricchi e quindi a sfavore dei meno ricchi. 
La disuguaglianza è cresciuta nel corso degli anni 2000, non solo in termini di reddito, ma anche in termini di ricchezza accumulata. Questo vuol dire che, in momenti di crisi, quando si fa di tutto per evitare la recessione, invertire questa tendenza non è facile perché si  ha un effetto macroeconomico complessivo. Sappiamo, infatti, che le persone che guadagnano di meno hanno una propensione al consumo più elevata, mentre chi guadagna di più ha una propensione al risparmio più elevata e, come ci dicono vecchi modelli economici, uno squilibrio nella distribuzione nella ricchezza e nei redditi, fa sì che anche la domanda interna, per consumi, sia contenuta e quindi si entra in recessione.
Siamo arrivati alla crisi già col fiato corto, e in una situazione difficile, perchè il PIL, anno dopo anno, per venti anni, è caduto di vari punti. Le famiglie, quindi, ne hanno risentito di più proprio perchè le famiglie venivano da un periodo di difficoltà a causa della caduta, più accentuata delle altre nazioni, delle esportazioni, che in Italia hanno, appunto, un ruolo molto forte di traino dell'intero apparato produttivo e quindi di sostegno al reddito stesso ndelle famiglie. Cadendo il commercio mondiale, le nostre imprese, infatti, hanno sofferto più di altre. La seconda ragione per cui abbiamo sofferto di più è che la crisi è stata più prolungata di quanto si aspettasse il Governo, che l'ha affrontata con leggerezza, e quindi, mentre nella fase di caduta, il reddito è caduto più o meno come in altri paesi, la fase di recupero, al contrario, è stata molto più lenta.
Quindi mentre altri paesi, oggi, hanno recuperato più rapidamente i livelli ante crisi, in Italia siamo ancora nettamente sotto i livelli «pre crisi», anche senza tener conto della riduzione del reddito degli ultimi due trimestri del 2011". 

Dopo questa analisi, a voi il giudizio sulla innocenza di Berlusconi nei confronti della gestione della crisi. 
Berlusconi, a mio giudizio, non ha fatto niente di buono sia prima che durante la crisi, nonostante le sue roboanti promesse. Ora dice che è colpa del Sistema! Totò direbbe: "Ma mi faccia il piacere!" 
Con le chiacchiere e a tentoni non si governa!
Di recente Berlusconi ha parlato di un complotto delle Banche. La sua caduta vi sembra provocata da un complotto, o non piuttosto da incapacità totale e “leggerezza rissosa  e buffonesca” nel gestire le azioni di Governo?
Dio ci liberi, quindi, da una sua nuova candidatura., ancora di più se si avverasse quello che ha detto giorni fa:
"MI CANDIDO A MINISTRO DELL ECONOMIA"

Proprio quel ruolo?  Incredibile impudenza!


Da parte nostra, comunque, speriamo che l'investitura a Premier, di questo "Illusionista", non avvenga mai più, perché significherà che:


 NON SIAMO PIÙ' "IL PAESE DEI LOTOFAGI" 
(Paese dei Mangiatori di Loto). 

Il loto aveva la caratteristica di far perdere la memoria, di far cadere in oblio. 


NOI, ORMAI, SIAMO BEN SVEGLI, NE' ABBIAMO BISOGNO
DI 
ULISSE CHE CI SVEGLI!



Un abbraccio


Riproduzione permessa anche parziale previa citazione della fonte. 

mercoledì 27 giugno 2012

SANTA CHIARA... E LE PORTE DI FERRO!

Care amiche e cari amici, 

Giorni fa, mi hanno colpito, molto, due frasi di Monti, il quale ha affermato: 
"In molti mi consigliavano di non rischiare troppo e di ricorrere a un aiuto esterno, ma ho preferito chiedere uno sforzo in più che ci ha consentito di fare da noi piuttosto che sotto il tallone della Troika, come avvenuto ad Atene.” 
ed anche 
"L'Italia non ha bisogno di aiuto!"
Mi sono sembrate delle frasi sibilline e incomprensibili, per me, che non conoscevo i fatti,  e, nel cercare di approfondirle, documentandomi, mi sono accorta che, tutto sommato, avrei potuto anche scrivere il seguito del mio post: Il Peccato Originale. 
Il tutto parte quando, con  lo scoppio prepotente della crisi, i Politici europei cercano di inventare qualcosa per aggirare i "paletti", cioè, le regole rigide, poste, da loro stessi, sulle economie degli Stati aderenti all'Euro, avendo fatto una unione monetaria senza uno Stato!
Questi "SCIENZIATI", sotto la spinta della urgenza, però, cosa fanno allora?


Mettono in moto solo azioni che garantiscano i mercati e li rassicurino sul fatto che ci sono le risorse per fronteggiare le scadenze più prossime dei titoli pubblici, 
imponendo ai Paesi in crisi, in cambio di aiuti, la più rigida "austerità" con conseguenze disastrose sull'andamento delle loro economie, mandandole in recessione. 
Il motto è stato: 
"se non adottate misure di austerità è inutile che abbiate degli aiuti perchè continuerete ad essere degli scialacquatori non creduti dal mercato".
Niente di più sbagliato perché tutti  sanno che:
 “Se  un paese applica solo l'austerità e non cresce, non è neanche in condizione di pagare "mai" il suo Debito Pubblico a causa dei due rami della forbice che si allargano, cioè tra: la diminuzione dell'introito dalle tasse  per la caduta del PIL dovuta a recessione e l'aumento degli interessi per finanziare il debito pubblico.
La UE ha cercato, quindi, di modificare, solo, l'assetto finanziario bloccato dalle regole di Maastricht e di Lisbona, che sono fondamentalmente contrarie a qualsiasi aiuto agli Stati in difficoltà che, invece, ne avrebbero urgente bisogno. 
Ma la cosa più grave è che, come Santa Chiara, il lavoro che è stato fatto fino ad oggi, è stato tutto un lavoro "a casaccio", in ritardo, controcorrente e solo perché spinti dalla necessità.
Per questo il presente post l'ho chiamato: Santa Chiara e le porte di ferro. Secondo la leggenda, infatti, la Santa mise le porte di ferro alla stalla dopo che i buoi erano fuggiti. 
Mi è sembrato un paragone molto calzante con quello che l'Europa ha cercato di fare, dopo lo scoppio della crisi. 
I leaders e i ministri dei nostri Stati hanno cominciato, infatti, a fare quello che avrebbero dovuto fare, razionalmente e con più calma, sin dall'inizio,  cioè : 
  • costruire degli strumenti di intervento capaci di sovvenire alle difficoltà dell'uno o dell'altro dei Paesi, in momenti specifici; 
  • ricostruire allo stesso tempo strumenti di governance, di governo comune, della euro zona, che andassero al di là del semplice coordinamento delle politiche nazionali e cercassero in primo luogo di prevenire per il futuro che si andasse a deficit tanto eccessivi e ci si trovasse con debiti incontrollabili, non più digeribili dal mercato; 
  • fare, con la BCE,  un qualcosa che senza essere quello che fanno le Banche Centrali degli stati che, come vi dicevo, hanno la facoltà se è necessario di prestare e al limite di stampare tutta la valuta che è necessaria, cioè  farla essere più elastica di come era stata concepita. 
Purtroppo lo hanno fatto con un metodo sbagliato!


Nel giro di due anni, infatti, solo a "pezzi e a bocconi", hanno cominciato a costruire un governo comune della moneta unica che avrebbe dovuto esserci, invece, fin dall'inizio. Ogni volta i fattori di spinta verso la creazione del governo comune, non sono stati, però, le analisi e i progetti di correzione dell'effetto di regole così rigide nell'area Euro, ma sono stati i guai che, in modo crescente, venivano incontrando, sul mercato, i debiti dei paesi in maggiore difficoltà. Hanno proceduto, cioè, sempre, a "tentoni".
Per altro, sarebbe stato chiaro a tutte le persone di buon senso, che intervenire sempre "a pezzi e bocconi",  sempre discutendone e  sempre tra chi voleva spingersi un po di più e chi voleva spingersi un po di meno, ha avuto, purtroppo, nello stesso tempo, l'effetto di far si che il guaio del paese indebitato diventasse sempre più grosso (ricordatevi il detto: Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata!).
Per comprendere il tutto basta vedere cosa è successo alla Grecia, dopo le dichiarazioni di Papandreu sulla falsità delle cifre del loro debito pubblico. 
La finanza europea è esplosa e lo spread applicato su quel debito è cresciuto all'improvviso e rapidamente e, con il passare delle settimane, è cresciuto sempre di più, facendo collassare, irrimediabilmente, il paese, tanto da ipotizzare, nel prossimo futuro, una sua possibile uscita dall'euro, perché le misure adottate finora si sono rivelate inefficaci. 
La macchina europea solo in quel momento ha cominciato a muoversi. 
Crea le prime autorità di vigilanza europea:
  • la  EBA (european banking authority); la EIOPA (European insurance and occupational pensions authority); la ESMA ( european securities and markets authority);la ESRB (european systemic risk board) sulle banche, sulle assicurazioni sul rischio sistemico.
Inoltre:
  • La UE comincia  a decidere che si possono concedere prestiti bilaterali agli Stati in difficoltà, senza però alcuna componente di aiuto e senza RIDURRE gli interessi. I prestiti bilaterali diventano un primo fondo chiamato: Fondo  Salva Stati (european financial stability facility), cioè strumento per la stabilità finanziaria europea.   Si possono innescare, con ciò: aiuti, liquidità, finanziamenti, ma solo nel caso e solo dopo che i paesi  beneficiari hanno adottato le direttive rigide della Troika sulla loro economia; cioè solo dopo che hanno adottato delle severissime misure di austerità,  e, quindi, è  un "do ut des", all'insegna della credibilità
  • La UE comincia a decidere: di rafforzare la vigilanza sui debiti nazionali, stabilendo la regola che chi ha un debito totale superiore al 60% del PIL ogni anno deve ridurlo di almeno un ventesimo, salvo che non sia in un guaio particolare;
  • La UE comincia a stabilire che il bilancio annuale deve essere in pari e si arriva ad approvare un accordo, tra febbraio e marzo 2012,  chiamato accordo fiscale (fiscal compact) che chiede ai singoli stati di mettere nelle loro Costituzioni,  possibilmente, altrimenti in leggi forti, il principio del pareggio di bilancio
  • La UE comincia a stabilire che  la stessa BCE cominci a immettere liquidità più di quanto abbia mai fatto per non far restare a secco le banche e compra un po di titoli pubblici degli stati in difficoltà sul mercato secondario, cioè titoli già emessi e che sono, quindi già in circolazione,  per far reggere il mercato. 
Come si vede perciò c'è stato , effettivamente, tutto un quadro di cose che sono cambiate. Si noti, però, che sono cambiate quasi tutte sul terreno della disciplina e della austerità fiscale
Domanda:
Perché, allora, l'Europa, nonostante ciò, ancora oggi, rischia di esplodere lo stesso e, con essa, la moneta unica?
Il primo motivo di rischio di esplosione, è che esistono dei problemi proprio sul Fondo Salva Stati.
La "querelle" sul Fondo Salva Stati, infatti, è  che , attualmente, ha un budget limitato e potrà essere utile solo per salvare piccoli Stati e non altri.
Questo perché nessuno dei paesi ricchi, tipo la Germania, vuole dare ulteriori soldi per salvare, a loro dire, i “fannulloni”! La Germania (fino a ieri insieme alla Francia) non è disposta a cacciare altri euro per salvare popoli che  hanno fatto, fino ad oggi, solo le “cicale” e, per di più, sembrerebbe vogliano continuare a farlo anche per il futuro, nonostante le difficoltà. In Grecia o in Italia, per esempio, rispetto ai tedeschi, si andava prima in pensione, le ore di lavoro erano inferiori, gli stipendi più alti e l'evasione e la corruzione più alti. L'Italia perciò si è dovuta adeguare e lo dovranno fare anche la Grecia ed altri! Il Problema vero, quindi, che si pone, per il finanziamento di questo Fondo, non è tanto un problema economico, ma è solo 
"un problema di fiducia e credibilità" tra Stati. 
La stessa fiducia che, però, come ha ricordato Monti di recente, alla Merkel e ad Hollande, la Europa diede alla Germania e alla Francia nel '92, concedendo loro deroghe e aiuti, proprio nel momento in cui, entrambe, avevano una economia disastrata. Essi però, a dire il vero, dopo aver incassato quella fiducia e gli aiuti, si sono rivelati seri e credibili, perché, a seguito di grandi sacrifici sono riusciti, non solo a riemergere ma addirittura a diventare i primi in Europa. Lo stesso, quindi, a loro volta, oggi, pretendono, debbano fare gli Stati in difficoltà che chiedono soldi in prestito, specialmente i bugiardi come la Grecia: devono, cioè, onorare gli accordi firmati e sottoporsi a  controlli puntuali nella loro economia! 
Come esempio di cosa significhi la fiducia e credibilità, è emblematica la vicenda del Governo Berlusconi e di quando scrisse alla UE, confermando che avrebbe fatto tutto quanto richiesto dalla Troika, cioè pesanti sacrifici, se la BCE avesse comprato titoli sul mercato secondario per abbassare lo Spread, arrivato, ormai, alle stelle. La BCE allora agì, comprando i titoli, ma Berlusconi, con una  sua tipica "sveltina", in Parlamento fece approvare, sì, i sacrifici richiesti, ma li  rimandò a dopo il 2013. E' proprio in quel momento, aggravata anche  dalla evidente incapacità a "cavalcare" la crisi prodotta proprio dal suo "tirare a campare", che il Governo Berlusconi perse tutta la fiducia e la credibilità, sia da parte dei Governi europei che da parte dei mercati, che lo bollarono come "completamente inaffidabile"Lo Spread impazzì e lo costrinse alle dimissioni!  In questi, c'è stata una patetica ricandidatura di Berlusconi autoproclamatosi innocente dei guai che ci ha fatto cadere addosso! La faccia tosta di costui, credo, sia ormai proverbiale!  Comunque Dio  ce ne scampi e liberi, visto che qualcuno gli dà ancora fiducia e credibilità!
Monti, arrivato subito dopo le dimissioni di Berlusconi,  ha propinato al Paese una "CURA DA CAVALLO, magari INIQUA", perché fatta di sacrifici addossati al solo ceto medio basso, al quale ha modificato anche il sistema sociale. Lo ha fatto, comunque, sia per cercare di tenere fede, a modo suo, agli impegni del precedente Governo, sia  per cercare di riconquistare "fiducia" nel mondo e, soprattutto, nei mercati finanziari.
Monti, quindi, e tutto ciò che ha fatto o detto fino ad oggi, comprese le frasi che hanno dato spunto al post, vanno inquadrate non solo in questa"logica di fiducia" ma anche col fatto che ha voluto evitare, sempre, di chiedere aiuto all'esterno, convinto che una siffatta cura è sempre meglio che ogni Stato in crisi, lo  faccia da solo, senza il controllo assillante della Troika.
L'arrivo della Troika, infatti, rappresenta sempre, oltre a una ingerenza fortissima nella sovranità economica e fiscale di un paese in difficoltà, anche una imposizione pesantissima di misure all'insegna della più becera "austerità".
Per questo abbiamo visto i diversi paesi, aiutati, si fa per dire, dalla Troika,  ridurre gli stipendi, le pensioni, i servizi, abolire scuole che avevano e non si sa se, per esempio, i bambini ne troveranno altre, specialmente se si tratta di paesi di montagna come nella Grecia; infine, abbiamo visto economie cadere in pesante recessione.   
Il secondo motivo di rischio di esplosione è che, oltre alla disciplina e alla austerità fiscale, nulla, però, si vede, ancora, a livello europeo, dal lato della crescita, che potrebbe essere, invece, la vera "chiave di volta" attorno alla quale potrebbe incardinarsi il sistema necessario per superare la crisi dei debiti sovrani . I diversi documenti europei parlano, è vero, della crescita, del bisogno di creare nuovi lavori o addirittura di creare, finalmente, gli Stati Uniti di Europa, ma in questi ambiti non ancora arriviamo a strumenti operativi, ma solo a delle promesse definibili "graziosamente, molto carine”  e composte solo di  "buone intenzioni". 
Domani, 28 c.m., ci sarà un incontro tra i 27 Stati europei, per cui si è riaccesa una qualche speranza. Cerchiamo  di capire, quindi, cosa si inventeranno per imboccare la strada giusta, sperando che, magari, sia quella di: 
  • consolidare, imponendo regole alla finanza speculativa, l'unione monetaria ed  economica, 
  • creare una unione bancaria, 
  • creare una unione di bilancio,
  • organizzare un serio coordinamento fiscale tra Stati, 
  • spingere, nel contempo, verso una crescita economica e  un allentamento della austerità; 
  • aggiungere, infine, a tutto questo,  a breve, un qualche aspetto di migliore unione politica, ed, infine, nel medio termine, la trasformazione irreversibile dell'Europa in un unico Stato, appunto, gli Stati Uniti di Europa
Nella recente riunione a quattro (Italia, Germania, Francia, Spagna)  a Roma, pare che siano state stabilite, proprio delle linee di "intenzioni" in tale direzione, da  proporre ai 27 paesi UE, oltre  alla tobin tax e all'1% del PIL europeo (130 mld di euro) da destinare alla crescita. Si è parlato, anche, di usare il Fondo Salva Stati per far diminuire lo Spread, ma solo dei Paesi virtuosi; la proposta potrebbe essere accettata da tutti, così si dà l'esempio e un avvertimento. Si è parlato anche di Eurobond, cioè di titoli di Debito Pubblico Europei, osteggiati dalla Merkel perché la Germania, in una situazione nella quale i Paesi in difficoltà non vogliono rispettare i trattati da loro stessi firmati, non vuole accollarsi il debito degli altri. Sic et simpliciter chi potrebbe dare torto alla Merkel? Lo sbaglio è il fatto che la Germania vorrebbe tutto e subito, per cui gli altri Stati e lo stesso Monti dovranno fare una grande opera di mediazione, non difficile da ottenere, credo, a patto, però, che vengano date le dovute garanzie di serietà, come è giusto che sia, avendo fatto un patto tra"gentiluomini".
Comunque:
Speriamo non rimangano solo "buone intenzioni", perché "di buone intenzioni sono lastricate le strade dell'inferno" (in questo caso l'inferno delle economie in recessione e, quindi, delle nostre vite "svalutate", a causa della finanza speculativa)!

Un abbraccio

martedì 26 giugno 2012

La Politica

«Anvedi, Romolè, sei tra li beate?
ma che fai, sta'a misurà le strade?
Dimme'npò: de che colore era? Nero,
bianco o rosso, almeno era sincero?»
«Zitto, France', è n'affare politico»
«Politico?! dimme 'npo' car'amico,
ma però, pensane n'arta,  stasera»
«None, t'assicuro è proprio tutto vero!
Dunque, me ne stavo dentro ar Grottino,
davanti a un buon bicchier de vino,
quando Rocco, proprio er comunista,
sì, quello che mo' fa er progressista,
insieme a quel fascista di Pasquale,
che ora è,  democratico liberale,
se so' avvicinati e m'hanno detto:
« tu che sei der popolo, uno retto,
dacce ora un giudizio spassionato
su questo mondo nuovo che è nato.
La gente, diceva Rocco, s'è divisa
rossa o nera, questa è ormai precisa.
Er rosso è come sto vino cerasuolo
er colore ti ricrea er core e non solo!
Er sapore è na vera delizia ar palato!
E' forte, genuino nun è mai artefatto!
E' sincero e nun te fa fa diventà matto,
perché, Romolè, è di prima spremitura!
E' 'bbono perché, d'uva,le diverse qualità
come se mischieno, ne fanno na bontà!
Bevi, Romolè, facemose n'atro boccale!»
«Che vorrebi dì, disse allora Pasquale,
che er nero fa male? Er fermentato
lo vuoi disprezzà? a te sto malnato!
L'uva, invece, ha da esse de na razza,
si no è la vorta bona, che esci pazzo.
Nun s'ha proprio da fà la misticanza
si no te buschi solo un mal de panza.
Proprio quando te lo metti in bocca
senti allora er sapore de la buccia,
e, quanno scenne giù all'intestino,
te mette in ordine;er fegato, perfino!
A, Romolè, bèvete sta foglietta
e lassa perde, sta mezza carzetta!»
Pe un paro d'ore, Francesco caro,
ognuno vantava er suo, come raro;
tra un ragionamento vero e na rota
il mi bicchiere nun stava mai voto!
All'improvviso entrò don Renato
e, se mette,come un indemoniato,
a vantà er bianco, che era leggero
delicato, che tutti lo potevano bere!
Pure quello mi hanno fatto assaggiare!
Stavo come na barca in mezzo al mare;
me ballava tutto!Parlavano di bisolfito,
di aceto, ma a me , m'hanno addormito!»
«Romolè, come è finita 'sta faccenda?»
«Come vuoi che sia finita? Nel mentre
sognavo, ho sentito er cantiniere:
Svejete, si no chiamo un carabiniere!
Devo da chiude!» Me so alzato stordito
e ondeggiando me stavo avvià all'uscita,
quanno ho sentito:" Ma ora questo conto
chi lo paga? « «Francè, capito che mondo?
Han bevuto a scrocco, m'hanno 'mbriacato
e a la fine, tutto quello, solo io, ho pagato!»
« E che t'aspettavi, a Romolè,? La gente
onesta, che solo er lavoro tiene a mente,
dai politicanti de mestiere s'ha d'aspettà
le chiacchiere, le bucie e le peggio vanità.
Il risultato, però, è sempre quello, palese,
a la fine je devi  pagà pure le spese!»

(Pasquina)

lunedì 25 giugno 2012

SE E' NOTTE, SI FARA' GIORNO!

Care amiche e cari amici,

mettetevi comodi! Il vostro caffè e la vostra rosa sono qua, pronti per deliziarvi.

In un post precedente ho lanciato l'allarme sul fatto che il “Potere”, presente in Italia, sin dalla sua Unità, “soffoca”, a modo suo, la protesta popolare democratica  che ogni tanto imperversa in tutto il Paese.
http://uncaffedagraziella.blogspot.it/2012/06/crono-divora-i-propri-figli-ingoiandoli.html

Successivamente ho parlato del perchè il nostro Paese è imbarbarito a causa del mancato rispetto dei Principi fondanti la nostra Costituzione. 
http://uncaffedagraziella.blogspot.it/2012/06/respingiamo-i-barbari-al-di-la-dei.html

Oggi, voglio cercare di capire quali potrebbero essere delle possibili azioni correttive di tutta questa situazione di stallo della nostra Democrazia a causa dell'abbraccio “mortale” di una Partitocrazia e di una casta ormai senza più Princìpi da difendere o Valori da rafforzare.
Sono ormai convinta che, per rimettere il Paese in una “normalità democratica”, sia necessario che noi acquisiamo:

un diverso atteggiamento nei confronti delle scelte politiche, di nostra prerogativa".

Tutto questo accade, secondo il mio modesto parere, perché il problema vero che  ci attanaglia e che  impedisce alla nostra giovane democrazia di progredire è che:

La "casta", o meglio, la “Partitocrazia” vive di "rendita di posizione", perchè la maggior parte degli italiani vota per “ideologia” o per “appartenenza” e, quando “non si sente rappresentata”, addirittura non vota, compiendo, a mio giudizio, un misfatto ancora più grave, perché fa votare, al posto suo, proprio quelli che disprezza, e che, per altro, gli rovineranno la vita.

Fateci caso, le “oligarchie” della Partitocrazia, oggi come ieri, dicono: 

dobbiamo radunare i "moderati”, i "conservatori"
( Lo ha detto Berlusconi, commentando il dopo Monti, il giorno 22.06.2012). 
dobbiamo radunare i "centristi"
Lo hanno detto sempre Casini, Fini etc.,
 dobbiamo radunare"i progressisti”, i " riformisti"
(così ha affermato precedentemente Bersani, lanciando la sua campagna elettorale con le  famose  " primarie aperte"). 
dobbiamo radunare le "destre"
Lo hanno detto Storace ed altri,
Dobbiamo radunare le "sinistre radicali" e  "i comunisti"
Lo hanno detto Pannella, Di Pietro e Vendola. 


come se questi termini fossero, ognuno, “un programma di Governo” da scegliere.
Sembrerebbe quasi un catalogo da spulciare per andare in vacanza.
Così facendo, invece, non desiderano altro che cercare di  radunare un “gregge nel recinto di loro proprietà”, con l'aiuto dei loro “cani” che, per altro, sono pronti a sbranare chiunque, invece, voglia far scappare le pecore dal suddetto recinto
Con queste affermazioni, inoltre, ci vogliono convincere che il nostro voto deve essere espresso "solo " sulla base della “appartenenza” e non sulla base dei  "programmi di governo" che riguardano la nostra "vita" futura".
Ci vogliono, inoltre, far credere che il nostro compito di “cittadini sovrani” finisce nel momento stesso in cui esprimiamo il nostro voto, cosicché deleghiamo, in modo incondizionato, il tutto a loro.
Essi, pertanto, dopo, si sentono liberi (“non essendo legati al vincolo di mandato”) di poter “fare i loro porci comodi e tutti i trasformismi desiderati".
Per loro, il cruccio più importante, di volta in volta, è quella di avere una legge elettorale che avvantaggi uno o almeno i partiti più grandi, attraverso meccanismi che escludano "altre voci democratiche" di opposizione e, soprattutto, minimizzino la scelta del popolo.
Ma quale potrebbe essere, allora, la nostra vera arma per cacciare la "casta" e, soprattutto, per far sì che non si ripresenti più sotto false spoglie (liste civiche etc.), riuscendo nel contempo a fare in modo che il nostro Paese venga ben governato?

Più volte, nei miei post ho parlato di “Pragmatismo”, in nome del quale contano più i “fatti  che le chiacchiere (ideologie o appartenenze)”.

Per concretizzare ciò, basterebbe ripartire, superando, appunto, le obsolete distinzioni ideologiche.
E' fondamentale, quindi, che "muoia" il nostro modo di pensare per "appartenenze" e che diventiamo più attenti a quello che i Politici dicono e fanno, ma con cognizione di causa! 

Nelle nostre scelte, devono contare, in ordine di importanza,  solo:
  1. i “Programmi” di Governo, che dovremmo pretendere siano sempre alla base di ogni discussione politica, perché sono i programmi  che ci cambiano la vita, e che dovremmo giudicare attentamente, come buon padri di famiglia, prima, nel merito del rispetto di tutti i “Principi Costituzionali”, poi, nel merito  della salvaguardia e del perseguimento del “bene comune” nella fase di proposta, ed infine nella verifica della conformità e  piena attuazione nella fase esecutiva di Governo; al più sono i Programmi che  devono essere  "conservatori" o "riformatori", e adattarsi alla situazione economica e sociale nella quale, fase per fase, il Paese si trova, nello scenario di un mondo globale. Se sentite i discorsi dei politici in questi momenti, di Programmi non ne parlano per niente, mentre dovrebbero essere presentati tipo "work in progress", anche per giudicare e/o condividere le azioni delle Segreterie di Partito. Vengono lanciati, invece, solo Spot Pubblicitari, disarticolati e inorganici sui vari problemi del Paese.  Parlano in continuazione, però, di appartenenze e al più di alleanze trasversali, più o meno discutibili! Perché, quindi, dovremmo votare, alla cieca, solo sulla base di alleanze "a priori", decise dalle varie segreterie di Partito? Le alleanze dovremmo indirizzarle e decidere noi, sulla base di Programmi compatibili tra di loro, presentati in tempi giusti, coerenti con le scelte da fare.

  2. le “Capacità“ desunte dai "Curricula" delle persone che si candidano per rappresentarci; i candidati devono essere scelti direttamente da noi e non dalle oligarchie dei Partiti.
Qualcuno potrebbe obiettare, come può un intero popolo, o almeno gran parte di esso, entrare, efficacemente, nel merito culturale dei Programmi, soprattutto: 


con quale organizzazione, con quale metodo e con quale strumento?

Provo a rispondere!

E' vitale, in primis, che sui "PROGRAMMI", ogni volta che essi vengono presentati, si avvii, tra la gente, uno sforzo cognitivo per ognuna delle aree tematiche trattate, perché:
  • la conoscenza è un bene comune che può essere un antidoto agli interessi di parte, di casta o personali. 
  • Produrre e diffondere conoscenza è anche far crescere consapevolezza, spirito critico e coraggio morale e intellettuale. 
  • l’ignoranza è un ottimo terreno di "coltura" per i cortigiani, perché più è diffusa l’ignoranza, meno pericoli ci sono per il piccolo o grande despota di turno.  
Poi, è basilare, avviare una discussione con un metodo che potrebbe essere quello definito da Don Milani, ovvero “della scrittura a più mani”
La condizione in cui il sacerdote d’avanguardia metteva i propri studenti era quella della: "conversazione operativa"
"Per conversazione operativa si intende, cioè, il metodo di dibattere idee e punti di vista, intorno a dei "topici" sentiti, ma, alla fine, il tutto deve esprimersi, concretizzarsi, in un testo condiviso.  La discussione deve evolvere grandemente, anche con contrasti all'apparenza insanabili, ma alla fine le parole scelte per la formulazione del documento obbligatorio di sintesi, devono rappresentare il generale "allineamento di significato". La costruzione di questo documento formalizzerebbe, infatti, un "processo cognitivo collettivo", nel quale l’individuo va oltre se stesso per "creare insieme".  
Questo, nei primi anni del dopoguerra, è stato sempre il compito dei Partiti democratici, svolto più o meno sufficientemente!
Purtroppo credo, con amarezza, che, ormai, gran parte delle attuali "oligarchie dei partiti", né ricordano più come si avviano tali processi, né conoscono più il metodo per la formulazione onesta e condivisa di Programmi da discutere in mezzo alla gente, né sono intenzionati a rispettarli una volta eventualmente concretizzati. 
Negli ultimi decenni la Politica è andata avanti per "sondaggi" richiesti al Popolo, quasi  il popolo fosse un oracolo, come nell'antichità; almeno gli antichi rispettavano gli oracoli perché, dicevano, erano la volontà del Dio Apollo. Invece l'unica cosa che questi hanno fatto e fanno è stare attenti agli umori della gente, ma non per programmare la politica, piuttosto per adottare contromisure per "fregarla", la gente.  
Per il resto, gran parte di loro , ormai, è impegnata, in modo spasmodico:
  • in attività economiche, anomale, per arricchire se stessi, l'apparato e i loro amici e parenti, 
  • in attività spartitorie di  posti istituzionali, secondo il manuale "Cencelli",
  • anche in attività di corruzione e concussione,
  • nelle loro lotte intestine di potere, 
  • nella scelta dei loro "yesman" per perpetuare la loro dittatura all'interno e magari anche all'esterno.
Purtroppo i Partiti, a causa delle loro oligarchie, sono completamente fuori dal dibattito democratico, speriamo ancora per poco tempo ancora; però, nonostante tutto, abbiamo, oggi, lo stesso, un formidabile strumento per creare una agorà, una piazza, anche se virtuale, dove discutere e creare un "intellettuale collettivo democratico".
Infatti, l'uso massiccio e sistematico della rete e la creazione di metodologie di intervento che consentono di arrivare capillarmente in tutti il luoghi informatici, costituisce, già, lo strumento operativo, del pari necessario e coerente, al fine di:
  • creare dibattiti, eliminare contraddizioni, e crescere, allargandosi continuamente, disarticolando le false convinzioni indotti dagli "apparati di potere", semplicemente controllando i Programmi sia nella fase di proposizione che nella fase di attuazione,
  • promuovere e articolare specifiche discussioni su tutti gli aspetti della vita sociale, economica e politica, in una grande massa di popolo, portandoli a sintesi di mediazione.
Del resto tale fenomeno è già avviato, se consideriamo la rivoluzione indotta nella nostra società dai network e l'uso che ormai ne facciamo, basta solo indirizzarlo.
Solo la consapevolezza, sia sui fatti, sia sulle persone, ci permetteranno di fare delle scelte coerenti con il nostro sentire comune e nell'interesse pubblico.
Solo così riusciremmo a cacciare le attuali Zecche che ci succhiano il sangue ed evitare che ci infestino di nuovo!  

Comunque, cari amici e care amiche, nonostante tutto, vista la tendenza attuale nella rete, e la grande capacità del popolo italiano di reagire positivamente in momenti di crisi, sono abbastanza ottimista sul fatto che prima o poi tale processo si avvierà e solo allora:

SE E' NOTTE, SI FARA' GIORNO!
(MOTTO DELLA RESISTENZA)


Un abbraccio




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domenica 24 giugno 2012

AMOR SACRO, AMOR PROFANO

Care amiche e cari amici,

ancora una volta il nostro “Caffè Letterario” si arricchisce di una perla letteraria, di uno scritto appassionato di un nostro caro amico. Vi riporto il testo inviatomi:

Oggetto: incontro con AnnaPaola Concia.

Cari lupi, oggi, ore 18:00 del 18 giugno 2012, mi sono recato alla libreria Feltrinelli, di Genova, per un incontro  con ANNAPAOLA CONCIA,  che presentava il suo libro.
Al di là del legame affettivo e di enorme stima che nutro per lei, oggi, la AnnaPaola ha dato prova di una straordinaria umanità e simpatia.
Come tutti sapete, lei è sposata con Riccarda,  quindi, lei è lesbica!
Tralascio, però, questo  particolare, a mio giudizio, di poca importanza, perché, come dico sempre, l'amore non ha sesso: è solo amore!
Detto questo, dall'incontro, ne è venuto fuori uno spaccato di donna coraggiosa e indomita; una vera abruzzese doc., perchè ha raccontato, senza remore, episodi dolorosi  e duri, in modo chiaro, cercando, però, di sdrammatizzare le sue parole, e dando prova, così, di una straordinaria civiltà, oltre che di umanità.
Le sue lotte, diventino le nostre lotte! I suoi insuccessi, cari fratelli, diventino anche i nostri insuccessi!
Trovo assurdo, infatti, che, all'inizio del terzo millennio, esistano ancora definizioni del tipo: amore eterosessuale o omosessuale, cioè gay e lesbica, per descrivere l'amore stesso.
Per me AnnaPaola è una sorella, ma, soprattutto, lei è un essere umano meraviglioso!
Io sono e sarò sempre dalla parte di chi vorrebbe dire, ma non può, perché ha paura di falsi “moralismi” religiosi fanatici:” Si io sono gay”, “Sì io sono lesbica”!
Cosa volete che importi, tutto ciò, a “chi ama”?
In una Società giusta e “Morale”, dovrebbe prevalere, soprattutto, una parola “unica”, che si chiama “RISPETTO”, soprattutto, rispetto degli ultimi, dei giovani che hanno paura di essere derisi per il loro modo di vivere il privato.
La mancanza di RISPETTO fa sì che “esseri del creato”, vengano abbandonati a se stessi ed emarginati in una solitudine che, talvolta, uccide.
E' una condizione che io non posso accettare ma, credo, che anche voi non potete più  accettare!
Che razza di società è la nostra se non tiene conto dei diritti degli altri esseri umani ed, invece, si commuove per un cane maltrattato, (altrettanto giusto, per carità!), e poi resta indifferente di fronte alla sistematica “privazione di diritti” applicata nei confronti di quelli che vengono chiamati “diversi”.
Diversi” sono, invece, i falsi e fanatici moralisti!
Essi, per carità, hanno il diritto di pensarla come vogliono ed anche impedire che nella loro “cerchia” si compiano azioni da loro non volute, ma hanno questo diritto solo ed esclusivamente nella loro “cerchia” e non hanno affatto il “diritto” di estenderla, imponendola a tutta una intera comunità.
Ora basta!
E' ora di crescere, di evolvere se vogliamo essere al passo con la maggior parte dell'Europa! Dobbiamo avere la stessa sensibilità e le stesse leggi degli altri paesi!
Io LUPO DI TALOS  sono favorevole ai matrimoni gay, perchè “dove c'è amore non c'è peccato”!
Grazie. Graziella, per voler ospitare, ogni volta,  questo vecchio liberale nel tuo blog

con l'affetto di sempre
 LUPODITALOS


Questo testo mi ha riportato alla mente un bellissimo quadro di Tiziano, che ha dato il titolo anche a questo post.
La diatriba sull'amore è stato sempre un vecchio tormentone protrattosi nei secoli! 
Una volta era tra l'amore sacro contrapposto all'amore profano. 
Dopo l'accettazione di Papa Giovanni Paolo II del "piacere" nel matrimonio, tale scontro si è rinvigorito ancora di più tra amore eterosessuale ed amore omosessuale, quest'ultimo, comunque, da sempre bandito nella morale "cristiana" che lo descrive come un amore "immorale". 
Purtroppo in nome del "moralismo" si sono combattute troppe battaglie inutili di "retroguardia", che non hanno nulla a che vedere con la "moralità", di cui il "moralismo non è altro che una "degenerazione".
Tornando al quadro, cerchiamo di descriverlo:
E' la contrapposizione tra la Venere terrena e la Venere celeste, come interpretato dalla Accademia neoplatonica di Marsilio Ficino; 

Nei secoli vi sono state altre interpretazioni di questo quadro, di tipo moralistico, ma quella di Ficino  è la mia preferita!

"La figura della donna nuda è di solito spiegata come Venere Celeste, cioè immagine della bellezza universale e spirituale, che solleva un braciere acceso, variamente leggibile come simbolo di carità, di conoscenza o di illuminazione spirituale
Al contrario dell'interpretazione moralistica che ispirò i critici d'arte seicenteschi, che diedero, per altro, anche  il titolo, ormai, tradizionale all'opera, essa non è una donna scollacciata, dedita all'amore carnale, ma è un ideale di bellezza classico, simbolo di semplicità e purezza, infatti ha come sfondo un paesaggio aperto, immerso nella luce (esempio di paesaggio moralizzato).
La donna vestita invece, per contrapposizione, sarebbe la Venere Terrena, simbolo degli impulsi umani e della forza generatrice della Natura, che è posta su uno sfondo ombroso. La posizione di Cupido, al centro delle due, sarebbe quindi il punto di mediazione tra aspirazioni spirituali e carnali, tra il cielo e la terra.
Anche lo sfondo contribuisce a esprimere i diversi concetti legati alle allegorie: a sinistra, dietro all'Amor profano, si nota un paesaggio montuoso, con un sentiero in salita percorso da un cavaliere diretto al castello, leggibile come metafora di un percorso da compiere per giungere alla virtù, che si conquista con fatiche e rinunce o, alternativamente, come allusione al carattere "secolare" e "civile" dell'Amor profano; a destra il paesaggio è pianeggiante, disteso, punteggiato da greggi al pascolo che evocano le utopie bucoliche e in lontananza si scorge una chiesa, legandosi alla sfera religiosa e spirituale."


un abbraccio