giovedì 8 settembre 2011

Il vaso di Pandora


Buon giorno, amici e amiche, 
ecco per voi  un caffè profumatissimo da gustare tutti insieme in questa dolcissima atmosfera di "un caffè da Graziella"..tutto rinnovato nella sua architettura, e che  spero sia ancora più bello per voi.
La rosa, aggiunge il suo profumo alla nostra amicizia e ai momenti che passiamo insieme.

Oggi, avete letto il titolo, parliamo di:

Il vaso di Pandora

“ Secondo il racconto tramandato dal poeta Esiodo ne “Le opere e i giorni”, il  vaso era un dono fatto a Pandora da Zeus, il quale le aveva raccomandato di non aprirlo.
Pandora, che aveva ricevuto dal dio Ermes il dono della curiosità, non tardò però a scoperchiarlo, liberando così tutti i mali del mondo.
Sul fondo del vaso rimase soltanto la speranza (Elpis), che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo.
Prima di questo momento l’umanità aveva vissuto libera da mali, fatiche o preoccupazioni di sorta, e gli uomini erano, così come gli dei, immortali.
Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la " speranza.”

Il mito ben rappresenta la metafora di quello che è accaduto al mondo in questi ultimi 50 anni, ed in particolare all’Italia,  in cui, nel mentre la economia cresceva, dando benessere  al popolo, nel contempo veniva taciuto che questa crescita era supportata anche dal crescente indebitamento pubblico.
E’ chiaro che questa situazione ogni tanto metteva in crisi la economia italiana; infatti era sufficiente un aumento delle materie prime, come il petrolio, e la Lira sbandava.
Si rimediava, però, facendo correre un po’ di più la inflazione o si svalutava, e il gioco era fatto; il debito era lo stesso ma valeva di meno, essendo diminuito il potere di acquisto della moneta nazionale.
Fino al 2000 il vaso di Pandora è stato rigorosamente tenuto chiuso. Dopo tale data, con l’ingresso dell’Italia nella area euro, il nostro debito pubblico è diventato sempre più ingombrante, non essendo stato più possibile  riequilibrarlo con i giochini finanziari sopra descritti. 

Criminalmente tale situazione è stata ignorata in questi ultimi dieci anni, per fini elettorali, come ha sottolineato il nostro amato Presidente Napolitano, e quindi tale debito ha cominciato a crescere in modo abnorme anno dopo anno, senza alcuna possibilità di essere corretto nel suo valore reale.
Di fatto così, la nostra economia è “andata a  farsi benedire”, diventando debole e, conseguentemente, è stata sfiduciata dai mercati!
Questa è cronaca di oggi in cui si sente parlare di fallimento e quindi  di sacrifici, di manovre “ancora da definire”, di dover reperire i soldi cercando di individuare le categorie dei cittadini che dovranno pagare.
Insomma la finanza, quella che è sempre alla caccia di buoni investimenti, quella che cerca sempre di ingigantire al massimo i profitti su ogni investimento, anche in  situazioni che il mercato non è più in grado di garantire oltre certi limiti, proprio quella Finanza ha aperto il nostro “vaso di Pandora” facendo uscire, per noi, tutti i mali possibili e facendoci aumentare le fatiche e le preoccupazioni.
Il mio lettore mi dirà, avranno liberato anche la speranza?
Rispondo che, in questi casi, non spetta alla Finanza fare questo, ma ai vari governi nazionali, anche per far sì che il cittadino, pur nella consapevolezza delle sue ambasce, possa vedere una luce in fondo al tunnel dei sacrifici e dei mali che lo attendono.
L’attuale governo italiano, liberale, nel rispetto della sua ideologia classista, (altro che i comunisti e la loro lotta di classe!)  che divide i cittadini in “ricchi” e “poveracci”, continua ad aprire il vaso per i primi ( i ricchi) e, invece, lo chiude per i secondi ( i poveracci).
Infatti, ai ricchi da’ la “Speranza” di continuare a:
·         Non pagare alcuna tassa sui patrimoni e sulle grandi proprietà immobiliari;
·         Evadere le tasse, nonostante i roboanti annunci dell’ultima ora;
·         Esportare i capitali all’estero;
·         Commettere  scempi al paesaggio;
·         Etc.

Ai “ poveracci”, invece, la maggior parte dei quali, appartiene alla categoria dei giovani,  questo Governo  ha chiuso ermeticamente il vaso, seppellendo ogni ”Speranza” di un futuro almeno decente.
Infatti a loro:
·         Sta accollando tutti i debiti, lasciando, in tal senso, una pesante eredità; ( debito pubblico abnorme;
·         Non sta garantendo alcuna protezione nel posto di lavoro ( art. 8), e, per di più, quel posto appare sempre più difficile da trovare; ( 28% di giovani disoccupati al sud)
·         Sta, infine, prospettando, per la vecchiaia, una pensione di fame e un sistema assistenziale fallimentare.

L’ unica “Speranza” che questo Governo sta alimentando, per fare cassa, è la illusione di poter diventare milionari con le scommesse e con il gioco di azzardo.
Infatti, questo Governo liberale e biscazziere, che, costituzionalmente, dovrebbe favorire la crescita morale del cittadino, pur di non far pagare i ricchi, sta aumentando a dismisura la possibilità di giocare, anche on line.
Questo è un Governo che, colpevolmente, sfrutta le debolezze, la disperazione, le speranze e le illusioni della gente normale o peggio indigente, che, in alcuni casi, alimenta il mercato della usura.
Non si vuole apparire come  dei “ bacchettoni”, ma il Governo dovrebbe promuovere lo sviluppo in senso lato del Paese e non cercare, quindi, di  alimentare il “vizio”.
I giovani, specialmente loro,  hanno bisogno di altro!
E poi parlano di aver creato uno Stato liberale, non sprecone, etico, equo, solidale e che offre opportunità e prospettive!

Direbbe Totò, “ Ma quando mai! Ma fatemi il piacere!”

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