mercoledì 26 settembre 2012

IL SERPENTE

Care amiche e cari amici, 

la "conversazione di oggi davanti ad un buon caffè e ad una profumatissima rosa", vuole continuare il discorso sui Partiti e sulla Classe Politica italiana in generale, avviato con il POST "il Ritorno...".
Il tema del Post di oggi è basato sulla affermazione che, come sempre più spesso si sente dire:
Gli attuali politici sanno “fare solo le chiacchiere”; la politica non serve a nulla, perché è lontana dai fatti concreti, ed è solo Retorica!
Sicuramente in queste frasi c’è abbastanza“populismo”, ma c’è anche una parte di verità.
L'incipit di questa conversazione, quindi, è:
 “Perché, la Retorica viene vista in modo così negativo quando essa è collegata alla politica?”
Prima di sviluppare il nostro discorso è giusto chiederci, però, prima: "Cos'è la Retorica?

1) La Retorica:
Il termine "Retorica" potrebbe sembrare astruso e addirittura obsoleto ma è molto più vicino al nostro modo di vivere più di quanto si creda.
Si pensi a Gesù, a Maometto, a Gandhi, a Mandela che, con le loro parole, cioè con la loro retorica, e, con il loro esempio, hanno liberato il mondo dalla oppressione e dall'oscurantismo. 
La Retorica in fondo è semplicemente un “mezzo” per spiegare meglio come stanno le cose, e verte sul modo di “comunicare i propri pensieri, sia ” per “condividerli” con chi ci è vicino anche intellettivamente, sia per “convincere” coloro che hanno dubbi sulla bontà ed efficacia degli stessi. 

Nel mentre, infatti, “condividere” significa "dividere con..." i propri pensieri, per informare e/o educare, chi ci è vicino intellettualmente, “convincere”, nella sua accezione più letterale, significa che quando qualcuno, contrario alle tue idee, dopo un dialogo anche serrato, si pone al tuo fianco per ciò che esprimi, si ha, come risultato, che si ”vince insieme”, "si vince con....", che si instaura, cioè, un rapporto di stima, di parità e, soprattutto, che si instaura un rapporto che si perpetuerà nel tempo senza sopraffazione reciproca. 
La Retorica, quindi, è  la molla che ha sempre spinto e spingerà il genere umano verso traguardi di pensiero e di società sempre più elevati, specialmente in politica! 
In questo Post non parleremo della tecnica della Retorica, ma ne verificheremo l'uso più o meno giusto che se ne è fatto nel tempo, cioè dall'Unità d'Italia  fino ad oggi.

2) Politica e Retorica:
Nella politica e nell’agire umano non è facile trovare fatti in sé e per sé evidenti. Non esiste, infatti, la verità assoluta, ma esistono tante verità che è necessario armonizzare!
La "Politica delle idee" non è una scienza esatta, perciò ha un assoluto bisogno di consensi più che di riscontri, per cui, se vuole essere efficace, deve essere diffusa tramite una buona Retorica.
Infatti:
  • se la Politica è l’arte e la scienza di governare
  • e la Retorica è l’arte e la scienza di comunicare,
le due cose dovrebbero essere, perciò, inscindibili, anche se, la diversa utilizzazione, dipende dal tipo di regime che governa. 
In politica, la Retorica, quindi, è un formidabile strumento nelle mani di chi governa, per cui dovremmo imparare a capire, sempre, le inevitabili implicazioni e i possibili effetti, positivi o negativi,  su di noi e sulla nostra vita sociale. 

L'Italia, infatti, dalla sua unità, ha subìto, nel tempo, diversi tipi di Retorica politica:
  • --La retorica della Monarchiatendeva alla esaltazione del Re, della Patria, della Famiglia; mirava, quindi, alla obbedienza del popolo; veniva intesa come l'arte di tenere unita una nazione ed era il metodo per il perpetuarsi al Potere di una famiglia, quella dei Savoia. Un grandissimo esempio è la summa del pensiero che si è travasata nel libro “Cuore”, nelle canzoni patriottiche pre e post risorgimentali e in quelle della prima guerra mondiale.
  • --La retorica del Fascismo: innestata su quella monarchica, tendeva, come ogni altra dittatura, a conquistare il consenso ad una sola persona; mirava esclusivamente alla “emozione” del popolo; veniva intesa come l'arte che procurava il consenso ed era il metodo in grado di eliminare ogni voce di dissenso.
  • --La retorica dell'ultimo Dopo-guerra fino agli anni '70: anche se intrisa di “curialismo”, era abbastanza corretta; in un periodo di contrapposizione tra "blocchi, in piena guerra fredda, tendeva a persuadere; mirava alla "ragione" degli elettori; veniva intesa come l’arte del chiedere l’investitura al governato da parte del governante ed era il metodo per generare e per consolidare i poteri democratici in contrapposizione a quelli repressivi della cosiddetta "dittatura del proletariato" del "socialismo reale o comunismo che dir si voglia", tanto nefasta per i popoli che l'hanno subita.
  • --La retorica degli anni '80 e '90: mirava a distrarre il popolo, per non fargli capire ciò che facevano, con un linguaggio astruso ed involuto, detto “politichese”, comprensibile solo dagli addetti ai lavori; tendeva a far nascere e a far affermare la “partitocrazia”; veniva intesa come l'arte di impadronirsi del Potere all'interno dei Partiti e quindi in Italia ed era il metodo per ottenere il Potere e l'arricchimento personale. (Ricordatevi della frase di Andreotti: “Il Potere logora chi non ce l'ha”).
  • --La retorica di Berlusconitendeva ad “ammaliare” il consenso della popolazione; mirava a colpire la suscettibilità dell'individuo con parole, derivate da ricerche di mercato, che più lo colpissero; veniva intesa come l'arte stessa di governare, cioè quella di imporre le proprie idee agli altri prevaricandoli ed era il metodo per far fare e per giustificare Leggi ad personam e ad aziendam, nonché per tentare di provocare   nel Paese derive  antidemocratiche. Tutto il resto, cioè, governare con provvedimenti legislativi su necessità reali della nazione, per lui, non era necessario e non era una priorità, (ricordatevi che faceva il Premier a tempo perso)!
  • --La retorica di Monti: la peggiore, seconda solo a quella di Berlusconi, tende, oggi, a farsi ringraziare dal popolo, facendo apparire provvedimenti pur “normalissimi”, per altro dettati dalle circostanze e imposti dalla Europa, come atti, invece, promossi da esseri soprannaturali; mira ad intimidire il popolo e a fargli venire i sensi di colpa per questa crisi economica, attribuendogli tutte le responsabilità, per far sì che lo stesso popolo accetti i sacrifici senza protestare; viene intesa come l'arte degli annunci roboanti, fatti con sicumera professorale,  anche se, poi, a questi, sono seguiti spesso provvedimenti legislativi (spesso preceduti dalla parola "salva-"...) rabberciati, inefficaci e spesso dannosi (come l'applicazione continuata del Principio economico dell'Austerità che sta producendo solo depressione e deflazione. "L’austerity applicata in Europa coincide perfettamente con la definizione clinica della follia: ripeti all'infinito lo stesso errore, sperando che il risultato sia diverso” (Arianna Huffington)), che non hanno salvato granché, anzi hanno prodotto il contrario, o ai quali hanno fatto seguito dimenticanze dolose, come quelle di non aver avviato ancora provvedimenti tanto sbandierati (EQUITÀ, asta frequenze, digitalizzazione massiccia e banda larga, abuso d'ufficio, conflitto di interessi, privilegi della casta, falso in bilancio, crescita e sviluppo, riforma giustizia civile e penale, IMU alla Chiesa e alle Banche, occupazione e lavoro etc.) ed è il metodo per farci accettare anche per il futuro una OLIGARCHIA TECNOCRATICA, contrastando un probabile avvento di un NUOVO PRIMATO DELLA POLITICA DEMOCRATICA, in cui i "Tecnici" sarebbero a servizio della Politica stessa e non viceversa.
  • --La Retorica di Domani: potrebbe imboccare due vie, dipende esclusivamente da noi:
  1. La prima, la più auspicabile, è che la Retorica, essendo appunto l’arte del discorrere e del comunicare, ridiventi uno strumento nella testa di chi parla e non sia più concepita come pura tecnica di persuasione, ma come un ausilio alla ricerca dell’accordo politico su argomenti reali. L'errore dei Politici degli ultimi 40 anni è quello di aver nettamente separato la politica dalla retorica e di avere concepito: la politica, come pura e semplice tecnica amministrativa; la retorica, come pura e semplice tecnica oratoria e come mezzo per abbellire il discorso o far passare i messaggi non veritieri.
  2. La seconda, la più pericolosa, è che, nel momento decisionale, sparisca del tutto, la retorica, e venga sostituita da un click del computer.
3) Crisi della Retorica e della Politica:
Su queste basi non è un caso, perciò, oggi, e, forse anche per il futuro, se non cambieranno le cose, che la Politica soffra di una crisi del consenso così profonda.
La funzione politica è, attualmente, in fase di regressione perché il corpo oligarchico dei Governanti e dei Partiti non si preoccupa più di comunicare con il corpo sociale governato, anche se la funzione politica non è soltanto comunicazione da parte di chi vuole l’investitura o un rendere conto del proprio operato, ma è anche e, soprattutto, conoscenza dei problemi reali che partono dal corpo sociale. Oggi, invece, la Politica è lontana dal popolo, (salvo, in modo fittizio, quando il Paese è sotto le elezioni, per carpirgli il voto) e, soprattutto, vede in modo distorto i problemi reali che affliggono il Paese, per cui, nel momento in cui accadono storture e ruberie come quelle di oggi, il corpo sociale, si sente accantonato, messo da parte; si innesca, quindi, un circolo vizioso che riproduce un rapporto insoluto tra governanti e governati.
Oggi la retorica della gran parte dei politici attuali è solo falsa enfasi che viene, ormai, subito avvertita; gli attuali retori (è un complimento esagerato!), infatti, cioè coloro che utilizzano il mezzo televisivo e le interviste sui media, sono soggetti che convincono poco, perché sono in malafede, non sono persone libere da compromessi e, infine, non sono né intelligenti, né preparati, ma sono solo dei semplici “tirapiedi” dei loro Capi, "prodotti perversi" di una Legge Elettorale antidemocratica e anticostituzionale ( Porcellum).

4) Società e  Democrazia :
In verità, c'è da dire, però, che i Politici, in qualche modo, sono il “frutto e lo specchio” della nostra Società e, la nostra  Società, dopo decenni di lotte ideologiche serrate (occidente contro oriente, capitalismo contro comunismo etc.), che hanno generato "appartenenze cieche ed incondizionate”, non ha sviluppato ancora, appieno, il gusto della libertà di comunicazione, della discussione ragionata, del confronto serrato e, soprattutto, non ha acquisito la capacità pragmatica della sintesi e della scelta critica oculata, in base alle necessità e alle contingenze della società. Essa procede, in massima parte, ancora per “partigianerie”, quindi per slogan, e ammira solo chi parla e agisce in termini "populistici". Per precisione, per me, non è "Populista" l'atteggiamento di chi protesta giustamente contro le malefatte di questa casta, né è Anti-politica; Populismo e Anti-politica  sono, invece, ciò che stanno perseguendo proprio la casta e le oligarchie partitiche!
Il "Populismo" è, purtroppo, una grave piaga (ne ho parlato in diversi post nei quali ho spiegato i "Guasti del Populismo"), perché allontana la Società dai Problemi concreti, perché il  Paese, col populismo, tendenzialmente viene rappresentato  in modo falso, come quello del Paese di Bengodi, per cui, il popolo, credendoci, cade nella trappola creata ad arte per fini di Potere e  si accorge dei guasti che vengono prodotti, solo quando è TROPPO TARDI, quando, cioè, è costretto a subire ogni sorta di imposizioni e a sopportare ogni sorta di sacrificio per risollevare il Paese. Il Populismo, soprattutto, fa sì che le soluzioni vengano trovate, non in termini di sintesi tra diverse idee contrapposte, ma solo ed esclusivamente nell'ambito ristretto del "proprio orticello ideologico- politico". Per questo ogni risoluzione e ogni atto legislativo intrapreso, invece di unire, divide ancora di più!
Solitamente, il termine "democrazia" designa, invece, “il pluralismo”, ovvero una costellazione di “regimi” possibili che realizzano il massimo dialogo, con il maggior numero possibile di soggetti politici, per arrivare a sintesi, con AMPIA CONDIVISIONE.

5) Popolo, Democrazia e Retorica:
Oggi, in un momento in cui la Politica ha toccato il fondo della disistima del popolo, è urgente e necessario, quindi, attivare forze fresche e preparate, per nobilitarla e farle riacquistare il suo "Primato" sulle altre attività: quali l'economia, la Giustizia etc.
Per "nobilitare la Politica", tutti dobbiamo ridiventare elettori e tutti dobbiamo essere di nuovo portatori di messaggi e, contemporaneamente, essere, anche,  destinatari degli stessi. 
(ricordatevi del Post “Portare un messaggio a Garcia”) 
E' sbagliato, quindi, rinchiudersi in casa e sbarrare la porta alla democrazia, evitando addirittura di votare.
 “La partecipazione alla vita politica attiva dovrebbe essere una missione”!
Per questo è necessario sviluppare il proprio senso critico per discernere: il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto, l'opportuno dall'inopportuno, il necessario dal superfluo e per far sì che la "felicità comune" diventi un "punto di arrivo ideale" e non un “mito irraggiungibile”.
Solo così si può arginare questa deriva “populistica” o peggiori scenari nel futuro; assolutamente evitando, però, che questo senso critico si traduca nel divieto e nella proibizione della parola altrui. 
La gente, in particolare i giovani, devono cominciare, in tutte le sedi possibili, a far valere la propria opinione, senza aspettare che gli altri diano loro l’autorizzazione a parlare. Devono prendersela, la parola, purché essa sia consapevole, argomentata, dialogata, e non sia perentoria e assolutista.
Questa sarebbe la prima espressione di una rinascita di questa democrazia, oggi, in profonda crisi di vera comunicazione. 
Bisogna, inoltre, sempre ricordare ai politici che essi esercitano una sovranità di cui Voi, Noi, Tutti quanti, cioè il Popolo, siamo i titolari. La sovranità non appartiene al governante, ma al governato. 
Si può rimuovere la strumentalizzazione della retorica, che è in corso, e che convoglia il popolo verso i fini che più interessano le oligarchie partitiche dominanti, solo se noi e in particolare i giovani, titolari della sovranità, facciamo sentire sempre la nostra voce per comunicare le nostre aspettative e le nostre esigenze.
La politica, aiutata, quindi, dalla retorica, DEVE ESSERE, di nuovo, l’arte della scelta e del bilanciamento, fra le esigenze che si agitano in un corpo sociale popolare.
E’ importantissimo, oggi più che mai, che la politica riacquisti un suo ruolo, perché si intravedono all’orizzonte diverse altre preoccupazioni che potrebbero attanagliarci e sconvolgerci la vita futura, quella, cioè, dei prossimi anni, come dirò appresso. 
All’epoca in cui nacque questa nostra giovane democrazia, e cioè nel dopoguerra, lo strumento di comunicazione era rappresentato dal comizio elettorale, che aveva un suo retroterra nelle adunanze oceaniche della passata dittatura fascista. Quei comizi, se da un lato riproponevano i toni della passata enfasi retorica, dall’altro invogliavano un maggior numero di cittadini a diventare elettori e a voler partecipare alla vita politica attiva.
Questo significa che, se necessario, dobbiamo ricominciare a frequentare di nuovo le piazze, compresa quella della rete, per far uscire la gente dal rifugio in cui si è nascosta, impotente e schifata e dobbiamo anche far sentire loro la nostra voce, invogliando tutti alla partecipazione attiva, l’unica che possa ristabilire il 
PRIMATO DELLA POLITICA DEMOCRATICA” SU DERIVE DI GOVERNO TECNOCRATICHE, ALTRIMENTI, CADERE NELLA MANI DEI “POTERI OCCULTI” E’ SOLO QUESTIONE DI TEMPO, ED ANCHE BREVE.

6) Democrazia, Politica, Retorica, Società e Poteri Forti:
Oggi le nostre preoccupazioni, come ormai è chiaro a tutti, vengono, infatti, dalla invadenza dei cosiddetti "POTERI FORTI TECNOCRATICI"; Poteri in grado di ottenere, con un semplice clic su un computer, gli stessi risultati che, ieri, i politici potevano conquistare solo attraverso la retorica. 
E’ chiaro che la minaccia c’è e che potremmo diventare succubi di questa forza meccanicistica e tecnologica, che proviene da un Sistema che vive da solo e che non conosce scelte, salvo i propri affari, sempre slegati ed incuranti della realtà popolare. 
La paura che deve percorrere il corpo sociale di una Nazione, quindi, non è tanto quella che si possa verificare una “rivolta democratica”contro la politica in quanto tale, come oggi sembra stia accadendo, contro una casta che l’ha messa in profonda crisi, perché, comunque, anche la “rivolta pacifica” è uno strumento del potere democratico.
La Società deve aver paura, invece, che, a sua insaputa, i suoi politici si rendano schiavi e succubi di un potere economico occulto.
Considerato questo contesto storico, diventa molto urgente, quindi, il non allontanamento dalla politica da parte dei cosiddetti “uomini di buona volontà”, di modo che l’elettore sappia trovare, col suo nuovo senso critico, quei NUOVI ELETTI, cioè STATISTI capaci non solo di sottrarsi alle suggestioni dei poteri occulti ma anche di ridare IL PRIMATO alla stessa POLITICA. 

7) Il Serpente:
Concludendo quindi, non sono i Politici, (chiaramente non parlo di quelli attuali) ma sono i Poteri Occulti della FINANZA SPECULATIVA, quelli che incarnano il nostro vero nemico; la particolare Finanza, che, ritenendosi onnipotente, ambisce a sottrarci, per fini propri, quella che noi chiamiamo:
 Felicità comune.
La FINANZA SPECULATIVA, infatti, ambisce a distruggerla, facendoci credere che la felicità comune non è il vero frutto del nostro Paradiso in terra, ma lo è
 l'Avidità personale.
Essa si comporta come il Serpente della Bibbia che ragionava con Adamo ed Eva per convincerli a fare qualcosa e che, alla fine, comunque, riuscì ad ottenere: cioè convincerli ad abbandonare Dio. Ma, mentre il serpente biblico si rivolgeva alla ragione di Adamo ed Eva, sia pure distorcendola verso il male, questo nuovo immondo rettile si rivolge a noi con argomenti suggestivi, quali il benessere immediato e l'idea che si possa ottenere tutto e subito. 
Il fine della FINANZA SPECULATIVA è quello, infatti, di far affermare una Società basata sui "Desideri" (cellulari,Tablet,Mp3,Tv HD etc. di cui ognuno di noi ne ha diversi) e non sui "Bisogni naturali" (lavoro, nutrizione, casa, istruzione, sanità etc.), così da renderci schiavi delle "Merci". Il fine è trasformarla, quindi, in una "Società  delle Merci", in cui gli uomini diventino dei semplici intermediari tra le stesse Merci per costringerci ad indebitarci sempre più, così, poi, da depredarci di tutto, anche dell'anima.

SCHIACCIAMO LA TESTA DEL SERPENTE. 

Vi lascio con un filmato suggestivo, che può rappresentare la metafora di quello che dovremmo fare, per arrivare anche noi a cantare “l'Inno alla gioia” (di Beethoven) della Democrazia. Come vedete comincia con un gruppo ristretto di musicisti che intona una idea (in quel caso musicale, nel nostro caso politica),  ai quali man mano se ne aggiungono altri, per avere alla fine una partecipazione corale.




Un abbraccio.


Riproduzione,  anche parziale, consentita, ma con obbligo di citazione della fonte. 

mercoledì 5 settembre 2012

IL "RITORNO"...

Care amiche e cari amici, 

la "conversazione di oggi, davanti ad un caffè e davanti ad una rosa", vuole riprendere e continuare il discorso avviato nel POST: «Roberto Giachetti contro il Cartello della Politica», visto che, ancora una volta, il Cartello, con la nuova proposta di Legge Elettorale presentata dal PDL e, in massima parte, ormai accettata anche dal PD e dall'UDC, sta mostrando la sua protervia nel voler perpetuare, a tutti i costi, la «Partitocrazia» e salvaguardare i propri interessi, in particolare, quelli dei suoi Leader. Il gesto di Giachetti probabilmente sarà vano, perché si apprestano a fare tutto il contrario di quello che quest'ultimo ha dichiarato di volere. Oggi, a maggior ragione, il suo gesto "non violento", quale è quello dello sciopero della fame per far approvare una migliore Legge Elettorale, acquista una valenza ancora più speciale.

La strategia, dei «furbetti» del Cartello, ovviamente, è rimasta la stessa, invariata, sempre con lo stesso slogan: 
«Così vuole il Popolo!»

Vediamo se, almeno per una volta, è vero!
Per dare un giudizio ponderato sulla nuova proposta di Legge Elettorale, credo sia opportuno  fare una disamina, articolata su quattro fasi, per arrivare alle Conclusioni
Vista la complessità della materia e delle sue implicazioni, non è possibile separare il tutto in più POST, pena la perdita di unitarietà, efficacia ed esaustività. 

Dobbiamo, quindi:
  1. esaminare, prima, i "DESIDERATA" che l'opinione Pubblica vorrebbe che fossero alla attenzione della Politica, pretendendo che la Politica stessa, poi, li concretizzi, 
  2. cercare di capire le motivazioni a base della nuova proposta di Legge Elettorale;
  3. illustrare il Metodo e le regole della Legge stessa.
  4. capire le risposte, che le oligarchie partitiche danno, e confrontarle con le aspettative popolari.
1 FASE. Partiamo, quindi, dai Desiderata, cioè da quello che l'Opinione Pubblica vorrebbe fosse posta all'attenzione della Politica e vorrebbe che essa stessa risolvesse:
  • Il primo,  sarebbe il desiderio di abrogare il Porcellum. Dopo che il «Popolo», infatti, ha toccato con mano gli effetti funesti del «Porcellum» sulla democrazia, si è avviata e consolidata, ormai da tempo, una campagna di protesta da parte della opinione pubblica  che, anche attraverso la richiesta, poi, vanificata dalla Cassazione, di un referendum, chiede un cambiamento radicale nel modo di votare, conscio che è, almeno, il primo passo per far ripartire il discorso democratico nelle Istituzioni!
  • Il secondo, sarebbe il desiderio di trasparenza in politica. Si richiede ai partiti, infatti, la massima attenzione ai problemi del Paese così da provare a risolverli, ma con discussioni palesi, fatte non negli scantinati o nelle segrete stanze delle segreterie dei partiti, ma in Parlamento, sede naturale di ogni discussione e teatro della vita pubblica italiana. 
  • Il terzo, sarebbe il desiderio di avere la possibilità di scelta dei candidati come un «Popolo sovrano».
  • Il quarto, sarebbe il desiderio che in Parlamento ci fosse una pluralità di voci democratiche, per cui ogni cittadino italiano dovrebbe avere la possibilità di essere «rappresentato» da gruppi che sostengano la propria visione democratica.
  • Il quintosarebbe il desiderio che nel formare la coalizione di governo siano rispettate le idee politiche dell'elettore e non si accosti, perciò, in modo innaturale," il diavolo  e l'acquasanta".
  • Il sesto, sarebbe il desiderio che sia sempre assicurata la «governabilità»
2 FASE. Come detto sopra, prima di analizzare i punti salienti e di vedere se questa Legge risponde ai Desiderata del Popolo, cerchiamo di capire la seconda fase, cioè di capire le probabili motivazioni che sarebbero alla base della nuova proposta di Legge Elettorale del PDL. Sono diverse:
  • Il PDL, dopo i disastri pubblici, provocati dal suo Leader in campo economico, sociale e morale, pur di rimanere al potere, aveva pensato bene, a fine 2011, spacciandolo per atto di generosità e PATRIOTTISMO verso il Paese in difficoltà, di far parte «dell'Ammucchiata» che avrebbe dovuto sostenere il Governo Monti; ammucchiata che è servita non solo per far fare a quest'ultimo le «cose sporche» che la politica non voleva fare, per di più, facendo finta di storcere il naso, ma anche e soprattutto per salvaguardare gli interessi privati di Berlusconi. Infatti finora ha impedito l'asta delle frequenze e l'avvio della digitalizzazione massiccia del Paese, che, entrambe, danneggerebbero Mediaset.
  • Il PDL ha concepito, quindi, che mantenere il «Porcellum», tanto gradito a Berlusconi e Lega, lo avrebbe indebolito ulteriormente nel Paese in rivolta, rischiando la propria sparizione, per cui ha deciso di farsi, esso stesso, promotore del cambiamento, ovviamente «alle sue condizioni!». 
  • Il PDL ha concepito anche, che, ormai, per il momento, è impensabile che, alle prossime elezioni, possa avere la maggioranza per governare da solo o col vecchio sodale della Lega, anche essa ridotta numericamente ai minimi storici. E' scattata allora la vecchia strategia "Primum vivere, deinde filosofare», cioè “Prima vivere poi filosofare”. Lo scopo, in parole povere, è quello di rimanere, ALMENO, al Potere anche se a mezzadria con una coalizione, magari, con l'attuale ammucchiata, ormai accettata sia dalla Europa sia dal Popolo italiano che non potrebbe, perciò, neanche gridare allo scandalo anche se, così, venisse disatteso palesemente il quinto punto, cioè, il non volere che sia accostato «il diavolo e l'acquasanta». 
  • Il PDL dovendosi, inoltre, rifare una finta «verginità» nel campo della legalità democratica, ha concepito che dovesse presentare, per primo, la sua proposta direttamente al Parlamento, come da richiesta di cui al punto secondo, facendo fare al PD la figura dell'inciucione, perchè quest'ultimo aveva chiesto di parlarne in riunioni di «maggioranza». 
  • Il PDL ha concepito, inoltre, che con il «Porcellum» ed il suo incostituzionale premio di maggioranza, il PD o addirittura il Movimento cinque stelle, avrebbe, alle prossime elezioni, la possibilità teorica di governare da solo, per cui ha deciso di correre ai ripari e quindi di abolire il «Porcellum», ormai non più funzionale allo scopo di rimanere al Potere. Il Porcellum,  al più,  permetterebbe di avere un partito compatto attorno al suo Leader, potendo scegliere Lui stesso i suoi servi. Ma anche questo fatto non si è rivelato del tutto esatto, perché Berlusconi è stato oggetto, negli ultimi tempi, da parte dei suoi, di pressioni a non ripresentasi e addirittura è stato oggetto anche di violente contestazioni non più tanto occulte. Questo ha intaccato, quindi, la sua autorità di Capo Partito, dal potere assoluto, essendo il Partito stesso fondato sulle sue fideiussioni bancarie. La nuova Legge elettorale avrebbe dovuto prevedere, quindi, anche la correzione a tutto ciò, e ridare il comando assoluto al Capo partito e non solo...... 
  • Il PDL ha capito che, nonostante i ripetuti annunci di Berlusconi di essere pronto a ripresentarsi, se lo rifacesse, quest'ultimo e tutto il Partito, riceverebbero un sonoro schiaffo dagli italiani. 
  • Il PDL ha capito, conseguentemente, che questo intento potrebbe riuscirgli solo con una nuova legge elettorale ben congegnata, che lo facesse ancora partecipe e, soprattutto, indispensabile alla formazione di un Governo; cioè solo nel caso della formazione della stessa attuale ammucchiata, salvo piccole variazioni. Potrebbe, solo così, creare ad arte, una situazione particolarmente favorevole alle proprie intenzioni!
Questi i probabili capisaldi ispiratori che gli strateghi del PDL, verosimilmente, potrebbero aver pensato, dovesse contenere la nuova Legge elettorale. 

Vediamo, quindi, se tutto ciò è stato tradotto nelle regole della nuova proposta.
Si premette che la nuova proposta del PDL, ripeto, ormai quasi completamente accettata, con piccole modifiche, anche da PD e UDC, si basa su un  Metodo fondamentale, cioè sul 

 «Metodo della dispersione dei voti».
3 FASE. Passiamo, quindi, alla terza fase e vediamo, finalmente, le regole della nuova proposta di Legge Elettorale:
  • La prima regola è che si vota solo il partito e non la coalizione, ( voluto dal PDL per evitare che l'UDC scelga prima delle elezioni);
  • La seconda regola è che le alleanze e la designazione del Premier si faranno dopo il voto ( voluto dal PDL perché spera di diventare primo partito e riposizionare così , ai vertici, Berlusconi );  
  • La terza regola è uno sbarramento ai partitini abbastanza basso (5%), proprio per disperdere i voti, ed è previsto anche il trucco che chi ottiene più dell'otto percento in tre circoscrizioni regionali, si assicura automaticamente anche la rappresentanza in Parlamento. Questo al fine di salvaguardare la Lega e di far entrare in Parlamento più partiti locali collaterali. Favorirà, inoltre, la nascita di "liste civetta" regionali, di quelle che faranno finta di opporsi anche violentemente ai Partiti attuali, ma che dopo le elezioni rientreranno nei ranghi. Esempio? "Vogliamo vivere" di Fede ed altri che già si stanno formando, usando, già da ora, la rete, per intercettare il dissenso e trasformarlo in consenso su di loro.
  • La quarta regola è che il partito, primo nei voti, riceve un premio di maggioranza, all'incirca, del 10 % (come vorrebbe il PDL per far sì che nessun partito riesca a raggiungere la maggioranza del 50+1% necessaria per formare il Governo) o 15% (come vorrebbe il PD perchè pensa, alle prossime elezioni, di potercela fare a governare da solo); 
  • La quinta regola è che vi saranno, molto probabilmente, listini bloccati di partito a livello regionale, probabilmente, per circa un terzo degli eletti o anche più, con al massimo 2/3 nomi per partito e  su circoscrizioni che saranno sempre più ristrette: così le oligarchie dei partiti potranno ancora nominare al minimo 200 deputati e 100 senatori e, soprattutto, far rientrare in Parlamento, con matematica certezza, i loro parlamentari, quelli che le Segreterie considerano di più alto livello politico e partitico, che diversamente sarebbero spazzati via dal voto popolare. Se veramente fossero elementi di così alto livello, cosa avrebbero da temere, mettendosi in gioco e affidandosi al giudizio degli Italiani? Il Problema è che gli elettori non conoscono alcuno di questi deputati, al più li hanno visti in televisione o nelle aule giudiziarie!
  1. La sesta regola è che vi saranno:
    • o le preferenze (come vorrebbero il PDL e l'UDC) che ripristinerebbero "il voto di scambio" e quindi il controllo stretto sulle votazioni da parte delle Lobby, delle cricche affaristiche e anche della malavita organizzata ;
    • o i collegi uninominali, cosiddetti proporzionali (come vorrebbe il PD), che eleggerebbero la restante parte del prossimo Parlamento, ma, con un meccanismo perverso;  infatti, i voti di ogni collegio verrebbero raggruppati per circoscrizione (quanto grande, ancora non si sa) e i seggi verrebbero assegnati proporzionalmente ai candidati che hanno preso la percentuale più alta nei singoli collegi. Questo significherebbe che non è affatto detto che chi prende più voti in un collegio. venga eletto, né che chi ne prende meno, sia escluso. I voti di ogni collegio, infatti, verrebbero gettati in un unico calderone, una mega circoscrizione che racchiuderebbe molteplici collegi, al punto da comportare, l’effetto perverso che un collegio possa non avere candidati eletti e altri collegi ne abbiano due o più di due, secondo una logica che è tutto, tranne che proporzionalistica. 
    4 FASE. A questo punto, passando alla quarta fase, chiediamoci se queste regole rispettano il Principio : 
    “COSI' VUOLE IL POPOLO”!

    Tali regole, come è evidente da quanto detto, le hanno calibrate solo sui diversi "DESIDERATA DEI PARTITI", in dispregio ai "DESIDERATA  DELLA OPINIONE PUBBLICA" e del Principio Costituzionale che recita: “il Popolo è sovrano”!

    Tutte queste regole, rispettando il Metodo della dispersione dei voti, confrontate con i Desiderata popolari, sono tutto quello che il Popolo, invece, non vorrebbe.

    Esse traducono, infatti,  i seguenti Principi
    1. quello di evitare che scelgano gli elettori sia dal lato Governo, scegliendo la coalizione, sia dal lato Candidature, scegliendo il candidato, facendo, però,  credere loro  tutto il contrario;
    2. quello di impedire che si formino coalizioni dichiarate prima del voto, e assicurare al Partito vincitore un effettivo controllo sulle future coalizioniDi fatto, il premio di maggioranza diventerebbe il fattore che seleziona il partito leader della coalizione, ma non la coalizione stessa che sarebbe, quindi, formata esclusivamente al servizio dello stesso partito leader e solo su "interessi di bottega" degli alleati costretti a piegarsi per racimolare qualche "posto al sole". 
    3. quello di evitare che vi sia un Partito, o un Movimento, che possa avere matematicamente la  maggioranza. L'intento è quello di favorire un possibile ritorno alla "attuale ammucchiata", magari con Premier Monti, ma non è detto che sia l'unica opzione; infatti la prossima campagna elettorale sarà sicuramente una specie di referendum su Monti. Potrebbe, perciò, avverarsi che, con una appropriata campagna propagandistica contro i più discussi provvedimenti dello stesso Governo Monti (dichiarando: no IMU su prima casa, abbassiamo le tasse, un milione di posti di lavoro specialmente ai giovani, usciamo dall'euro, contrastiamo la " culona" ed altre pericolose bugie di vecchio stampo), il PDL ridiventi, alle prossime elezioni il primo Partito. Berlusconi, allora, automaticamente ridiventerebbe Premier, a dispetto della maggioranza degli italiani che sicuramente non lo voterebbero più in quel ruolo, oppure potrebbe ambire "al Colle", forte del ricatto che il PDL potrebbe esercitare sugli altri partner, impossibilitati a governare da soli!  
    4. quello di evitare che Monti, o chi per lui, si presenti come  Premier con una coalizione di Partiti scelta da lui, prima delle elezioni. Vogliono che il Leader sia scelto dai Partiti esistenti e, quindi, sia sempre sotto ricatto delle loro Segretarie.
    5. quello che farà sì che basterà ad un Partito solo il 36% del consenso degli italiani per governare (col 15% del premio di maggioranza). Tale percentuale di consenso, in altri Paesi, è quello di un partito sconfitto, non di un partito di Governo. Per altro, oggi, i Partiti con più ampio consenso raggiungono al massimo il 20%, per cui, matematicamente parlando, tutto ciò porterà alla riedizione della "attuale ammucchiata", con un Premier che sceglieranno esclusivamente i Segretari di partito, esautorando così anche le Prerogative del Capo dello Stato al quale, la Costituzione attribuisce il compito di scegliere i Governi.
    6. quello che, essendo, questa Legge, di fatto uguale al “proporzionale della prima Repubblica, salvo il premio di maggioranza, permetterà


      il "Ritorno"...«all'Andreottismo» e «al Craxismo» ancora più beceri. 

    7. quello che farà sì che i Governi, decisi solo dai Partiti e solo dopo le elezioni, non avranno alcuna legittimazione di voto da parte del Popolo.  Quindi i Governi, sarebbero democraticamente illegittimi, instabili, decisi e controllati, di volta in volta, esclusivamente dalle Segretarie di Partito; quindi avremo Governi più ricattabili da parte delle stesse "OLIGARCHIE PARTITICHE", a loro volta, totalmente incontrollabili da parte delle forze democratiche, ma, verosimilmente, controllate strettamente dai "Poteri Forti".
    8. quello che permetterà che ogni "atto" di Governo, verrà concretizzato e deciso in conciliaboli segreti, al di fuori del Controllo e delle Approvazioni degli Organi Parlamentari.
    9. quello che farà sì che le Camere  verranno  ridotte al ruolo di "Notai", ancora di più che nell'era Berlusconi (che inaugurò tale sistema), cioè al ruolo di organi di ratifica  di decisioni prese all'interno delle segrete stanze dei Partiti.
    10. quello che farà sì che lo Stato riprenderà, come in passato, la funzione di vacca da mungere, con il Debito Pubblico che, perciò, ricomincerà a salire di nuovo perché usato per premiare gli «amici» o  favorire azioni “populistiche”.
    11. quello che farà sì che i Governi avranno vita breve, perché sempre sotto ricatto dei loro "Protettori".
    12. quello che farà sì che snaturerà ancora di più i partitiperché essi saranno, ancora di più, "terra di conquista" di potenti lobby economiche (i cosiddetti "POTERI FORTI" di cui sopra)  che, con i loro capitali, attraverso l'acquisto di tessere (tessererebbero, come al solito, anche i morti e persone a loro insaputa), punteranno a portare ai vertici e, quindi, al comando, i propri "servi" così da "mettere le mani", per una specie di proprietà transitiva politica,   sui vari Governi della Nazione.
    Tutto questo avverrebbe in barba e in spregio all'ennesimo referendum votato dagli italiani che hanno deciso, a suo tempo, di volere il "maggioritario" per garantirsi non solo la governabilità ma, soprattutto, per riaffermare il Potere del Popolo che, secondo Costituzione, è "SOVRANO, IN  DEMOCRAZIA!»

    E' di oggi l'appello di Monti: Serve una Legge Elettorale  che dia stabilità di Governo.
    Secondo voi, questa Legge Elettorale raggiungerà tale obiettivo? Pensate sia ingiustificata la diffidenza dei Mercati e dei Governi esteri nei confronti della nostra classe politica e quindi della Italia stessa?

    CONCLUSIONI:

    L'assurdo di questa situazione è che, vista la attuale pessima situazione, in termini democratici e morali, all'interno dei partiti, e la loro incapacità ad amministrare, nel mentre noi vorremmo che questi avessero meno Potere e meno soldi a disposizione da poter spendere senza rendicontare, dovremmo, invece, rassegnarci al fatto che, con questa nuova Legge Elettorale, sarebbero proprio questi Partiti e, soprattutto le loro Segreterie, che la farebbero da Padroni.

    Questo concretizzerebbe definitivamente la sconfitta della "DEMOCRAZIA" e  l'affermazione della "OLIGARCHIA PARTITICA", le cui fila, però, verrebbero, probabilmente, tirate occultamente, come detto, dai "POTERI FORTI".
    Mancherebbero, a questo definitivo passaggio verso la oligarchia, dopo la approvazione di una siffatta Legge Elettorale,  solo: 
    • "una Legge Bavaglio" per bloccare le proteste Popolari sul web;
    • "una Legge antintercettazioni" per bloccare le intercettazioni della Magistratura, così da togliere, a quest'ultima, l'arma principe delle indagini sull'accertamento dei reati commessi dai Politici e dai loro amici. 
    Si stanno preparando a farlo, comunque, (vedi la polemica sulle intercettazioni Capo dello Stato) e vi aggiungeranno, come sovrappeso, anche:
    •  "La legge, intimidatoria e salva processi, sulla "Responsabilità civile, diretta, dei Giudici".
    •  Il tutto collegato, ad arte, ad un ormai inefficace "Decreto Anticorruzione" in  corso di approvazione.
    Faccio questa pesante affermazione perché "il conflitto di interesse", causa di tutto ciò", è, ormai, da tempo, radicato profondamente all'interno di tutti i partiti e riguarda, in modo sempre più accentuato,  gran parte dei loro Dirigenti nazionali e locali. 
    Chiedetevi il perché tale piaga, che affligge solo l'Italia e forse qualche Paese dittatoriale del terzo mondo, non sia stata mai affrontata e risolta!
    La risposta è, che se passasse una tale Legge sul conflitto di interesse, grandissima parte degli attuali Dirigenti nazionali e locali non potrebbero più ricandidarsi. 
    Eppure, con questa proposta di Legge Elettorale, ennesimo sfregio agli italiani, saranno proprio loro, quelli  che vedranno accresciuto il loro potere.

    Qualcuno ( esponenti della Lega), sta già minimizzando il tutto, sentenziando ( evidentemente in malafede e per distrarci):
    "abbiamo problemi più gravi di un cambiamento di Legge Elettorale, a causa della crisi internazionale. Per la nostra situazione economica, una legge elettorale vale l'altra, perché non produce alcun danno!"

    Rispondo:
    Proprio perché siamo in piena crisi economica ci si aspetterebbe che fossero privilegiati la compilazione e la presentazione di "Programmi di Governo" che possano affrontare tale problema, quello, appunto, della crisi economica, per poi farli scegliere, col voto, ai cittadini.

    Invece, così, vogliono farci ricadere nella trappola del voto  per "appartenenze" che, minimizzerebbe, di fatto, il ruolo dei Programmi e quindi del Governo, e il ruolo dei Rappresentanti eletti; privilegerebbe, invece, esclusivamente il dominio delle Oligarchie Partitiche, oggi, inette, incapaci e detentrici di pesanti conflitti di interessi. 
    Le scelte che faranno, presumibilmente, saranno, quindi, sempre condizionate sia dai loro interessi privati, sia dagli interessi del Partito, sia da quelli dei Poteri Forti e NON DAGLI "INTERESSI PUBBLICI".
    Questa proposta di Legge Elettorale, comunque, non è neanche originale, perché ricalca 
    "La Legge Elettorale Greca".

    Con tutte le leggi da copiare che funzionano nei Paesi civili del mondo, proprio quella greca stanno copiando? Ora pensate a quello che è successo in quel Paese e vi rendete conto dove ci porterà!
    Essa, infatti, probabilmente accentuerà ancora di più la nostra crisi economica e il sentimento anti europeista, proprio per la incapacità e la malafede della vecchia Politica, esclusivamente legata ai Partiti, lontani dalla Società. Inoltre, si assisterà alla probabile nascita di formazioni sempre più estremiste, di destra o di sinistra, come sta accadendo in Grecia, proprio per il quadro di instabilità governativa.
    Potrebbe, quindi, anche accaderci, per assurdo, di dover rimpiangere il "Porcellum"! 
    Nella Seconda Repubblica, infatti, col Porcellum,  il Popolo non sceglieva i candidati ma, almeno, sceglieva la coalizione; domani, con questa Legge, non sceglierebbe neppure quella.

    Eppure sarebbe stato semplice chiudere il discorso sulla Legge Elettorale; sarebbe bastato , infatti, approvare un solo articolo:
    " il Porcellum è abrogato! Si ritorna al Mattarellum". 
    Il Mattarellum era, sicuramente, una Legge imperfetta (del resto, non ne esiste, una, perfetta, in tutto il mondo) ma almeno era largamente Democratica!
    Invece ci sono voluti mesi e mesi di proteste popolari e numerosi richiami da parte del Capo dello Stato,  per avviare una discussione, con litigi, per altro non ancora terminata, di cui sicuramente l'unico scopo, ormai evidente, è:
    "FREGARCI"
    In conclusione, penso che se questi nostri Politici mettessero, nel Governare, non dico tanto, almeno la metà dell'impegno e della intelligenza che, invece, mettono nel trovare soluzioni per fregarci, questo sarebbe un Paese primo al mondo, in termini di coesione sociale, di giustizia, di ricchezza, di civiltà e altro ancora.

    Mandiamoli a Casa tutti

    sopratutto, quelli che voteranno una tale Legge Elettorale, che poi saranno gli stessi o che hanno votato o che hanno fatto finta di opporsi al Porcellum!

                          I danni li facessero a Casa loro!

    Un abbraccio

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