mercoledì 30 novembre 2011

POLITICA E DEMOCRAZIA

Care amiche e cari amici, ben trovati!
Il nostro "caffè da Graziella"  si arricchisce sempre più di frequentatori, non so se per il buon caffè, se per il profumo della rosa o se per le quattro chiacchiere che si fanno alla nostra maniera, cercando di essere semplici e diretti.
Dopo l'avvento dell'era Monti e del suo stile di governo sobrio e misurato, in un momento così difficile per l'Italia, da lui ci aspettiamo una azione improntata sì a sacrifici, ma efficace e  utile a riportare l'Italia, orgogliosamente, in una situazione di tranquillità e di speranza, specialmente per i nostri ragazzi.
Staremo a vedere e giudicheremo, ormai non firmiamo più cambiali in bianco a nessuno!

Vi voglio, oggi, solo evidenziare che Monti è stato eletto Primo Ministro, di un governo tecnico, secondo le regole della nostra Costituzione, che impone che sia il Parlamento stesso  ad esprimere il suo Leader.
Infatti il nostro Presidente Napolitano, lo ha, prima, eletto senatore a vita, e, poi, sulla base delle consultazioni con i vari partiti, lo ha nominato Presidente del Consiglio.
Monti, a sua volta, ha accettato la carica solo dopo aver verificato l'esistenza di una maggioranza che lo sostenesse in Parlamento.
Per molti sarà sembrato un rito arcaico, specialmente per i giovanissimi, abituati, ormai, alla personalizzazione della politica e ai suoi riti rumorosi di propaganda mediatica.
Invece questa è la prassi e lo stile voluto nella Costituzione, dai nostri Padri Costituenti, quale garanzia democratica. Questa è la prassi ancora in vigore! 

I nostri Padri Costituenti e la nostra Costituzione, hanno concepito, infatti, il Parlamento come  l'unico luogo fondamentale della Democrazia, dove gli uomini migliori, eletti dal popolo sovrano, emergono e vengono scelti per governare.

La centralità del Parlamento deve essere assoluta, secondo il pensiero dei nostri Costituenti. 
Solo in questo ambito, pacificamente, si deve svolgere la lotta politica!
Qui deve venir fuori il Leader carismatico; il carisma di un leader di tal fatta non viene, infatti, percepito come un pericolo alle Istituzioni, anzi è lo stesso meccanismo della Istituzione che ne favorisce la scoperta.
Anche oggi possiamo definire il Leader come colui che riesce a realizzare la migliore sintesi tra le diverse voci che gli provengono dalla collettività, rappresentandole, poi, in Parlamento.
Il Parlamento, poi,  mantiene la sua prerogativa di organo di controllo e di filtro tra il popolo sovrano  e il governo.
Ovviamente nulla è perfetto e anche questo ordinamento ha creato degli inconvenienti quale è stato quello della scarsa governabilità, determinata da una pletora di partiti che formavano governi a tema, potrei dire, di breve durata.
Preciso, però, che anche se i governi erano di breve durata, il loro limitato programma legislativo, concordato, veniva portato, comunque, a termine.
Questo susseguirsi di governi che si formavano e sparivano in breve tempo, ha aperto, anni fa, un dibattito nel mondo politico che si è adoperato per ovviare a tale presunto inconveniente.
Di lì sono state attuate, dalla Politica, una serie di azioni, non si sa se confuse o volute, quali :
·       l'invenzione del bipolarismo, all'italiana, però, fatto di lacerazioni e scontri tra gruppi opposti, tipo bande di Harlem;
·         la introduzione, posticcia, del nome del candidato Premier sulle schede elettorali, che ha rappresentato un inganno duplice;
·        la introduzione della Legge Porcellum che ha provocato guasti al normale svolgimento democratico delle Istituzioni, non ultimo ha minato la loro indipendenza, come descritto diffusamente nel post "Democrazia e Costituzione"

Il rimedio è stato peggiore del male!

Infatti il numero dei partiti non è affatto diminuito, anzi è aumentato!
La governabilità, poi, anche se di più  lungo termine, non ha garantito, però, una attività legislativa maggiore che nel passato, causa veti incrociati e liti tra i coalizzati, e non ha permesso neanche il formarsi di nuove compagini di governo trasversali per varare riforme cruciali per l'interesse del Paese, step by step.
L'unica attività frenetica è stata quella per le leggi ad personam e ad aziendam.
Negli  ultimi tempi, infatti, per i continui referendum confermativi sul Premier, attuati sistematicamente alla presentazione di ogni Legge in Parlamento che, appunto, veniva approvata, quasi sempre, tramite il "voto di fiducia", la democrazia si è bloccata e addirittura è stata minata alla base, poi, dalla legge Porcellum.
Ma di questo, come detto, ne abbiamo parlato nel post: Democrazia e Costituzione".

Tutto questo, ovviamente, è potuto accadere perchè la morale della società in tutto questo tempo è peggiorata e, soprattutto, causa corruzione, i partiti sono venuti meno all'alto  compito  assegnatogli dalla stessa Costituzione, che li voleva collettori di consensi, di arengo di discussione e sintesi politica e, soprattutto, scuole di formazione politica.
Per fare politica, infatti, bisogna essere preparati, non bastano i titoli di "igienista dentale" o altri titoli professionalmente  immorali.
Dopo tutto quello che abbiamo vissuto in questi ultimi venti anni, credete ancora che questo tipo di bipolarismo serva a dare stabilità ai governi, anzi meglio, a fare le riforme per modernizzare questo paese o pensate, invece, che, per fare questo tipo di riforme di cui abbiamo urgente bisogno, non basti, piuttosto e semplicemente, la sola volontà politica di alcuni gruppi che, riunendosi in maggioranza, in Parlamento, senza vincoli di mandato, riescano appunto a varare, in modo concordato, queste leggi, così come prevede la Costituzione?
Basterebbe, infatti, che per ogni legge di riforma, si coaguli, semplicemente, una maggioranza trasversale che  faccia sintesi di idee diverse, perchè la riforma in discussione, passi, come avveniva prima del cosiddetto bipolarismo, che, di fatto, ha, invece, ingessato la vita politica e la democrazia.
Ripeto, questo è proprio quello che avveniva nella tanto vituperata prima repubblica, prima degli scandali per corruzione, quella dei tempi di De Gasperi, Togliatti etc.

Vi sembra, poi, un sistema sbagliato che i candidati vengano scelti dal popolo, e non esclusivamente dal Capo Partito, e vengano scelti direttamente da noi, da una lista di nomi?
Vi sembra sbagliato che i candidati si confrontino, in pubblico, e manifestino le loro idee di programma, evidenziando, così, anche le loro capacità?
Vi sembra sbagliato che in Parlamento, sulla base di un programma, un suo componente assurga a rango di Leader per l'attuazione dello stesso, come faceva De Gasperi, Fanfani, Moro e così via?

Si è preferito, fino ad oggi, invece, alimentare derive populistiche e plebiscitarie, legate ad un Leader, che nulla hanno a che vedere con la nostra Legge fondamentale!
Vi sembra che il sistema bipolare abbia prodotto più cambiamenti di prima o, invece, abbia innescato solo un clima di risse interne ed esterne?
Vi sembra che con il bipolarismo l'azione di governo sia stata più fattiva rispetto a quella che ha prodotto negli anni 50 il boom economico?
Vi sembra che abbiamo bisogno dell'uomo del destino per risolvere i nostri problemi?
Vi sembra che abbiamo bisogno di una repubblica sotto ricatto da aziende commerciali che entrano in politica tramite i suoi proprietari o i suoi prestanome?
Non vi suggerisco alcuna risposta, sono convinta che le risposte le sappiate già!

Cerchiamo, perciò, di eliminare questo cancro ideologico di questo tipo di "Leaderismo" extra parlamentare e extra Costituzionale,  che ci sta condizionando la vita e riaffidiamoci, piuttosto, ai metodi suggeriti dalla nostra Costituzione, di cui ne abbiamo visto un esempio all'atto della formazione del Governo Monti.
Il Leader parlamentare è discreto per sè e per la sua famiglia, è Leader solo per le azioni  che compie nel Parlamento!
Il Leader populista, invece, ha bisogno solo di visibilità e di contatto mediatico rumoroso con il popolo, faccia o non faccia!
Possiamo anche decidere di fondare una Repubblica Presidenziale, magari attribuendo poteri forti al Presidente, ma almeno facciamolo secondo le regole, cioè: "Modifichiamo, innanzitutto, con l'assenso della maggioranza del popolo, la Costituzione"!

Non permettiamo più a nessuno di ricorrere a surrogati illegali!

Per questo apriamo un dibattito pubblico sul Presidenzialismo e facciamo uscire tale idea dalle stanze dei poteri forti ed occulti e riportiamolo, democraticamente, presso il popolo.
Nel frattempo cambiamo solo quegli articoli che incidono sul funzionamento dello Stato, che, come detto tante volte, dovrebbe essere meno sprecone, più rigoroso, più efficiente, meno burocratico e meno invasivo nella vita del cittadino.
Nel frattempo, ritorniamo a scegliere i nostri candidati, eliminando quella "mascalzonata" che è la Legge Porcellum, e facciamo sì che i nostri eletti siano più vicini agli elettori, sia per poterli meglio controllare, sia perchè, così, si possa veramente trasmettere  loro le nostre idee e le nostre necessità, come accade in una società adulta e meno corrotta da propagande mediatiche, in cui la politica è veramente a contatto con la realtà del proprio paese e della propria gente.
Qualcuno storcerà il muso, ma vi ripeto:  applichiamo i metodi dell'immediato dopoguerra, che poi sono ancora in vigore, abolendo tutte le "superfetazioni" fasulle.
Magari correggiamoli, questi metodi e adattiamoli alle esigenze della attuale società.
Sono sicura che, come allora, in Italia, dopo le macerie di una guerra e di una dittatura, ed oggi, dopo le macerie prodotto dal berlusconismo, riusciremo a ricreare un clima Politico rispettoso dei principi della Democrazia e  anche a far ripartire il treno della economia e a rivivere il boom economico che ci appartiene, vista la caratura morale, tecnica, di inventiva e di laboriosità del popolo italiano.

Non sempre il passato è inadeguato, obsoleto e sbagliato, specialmente se esso è stato fondato su principi di etica civile e politica!

Alla prossima conversazione, un abbraccio.





lunedì 28 novembre 2011

L'ARTE DELLA POLITICA

Care amiche e cari amici,

bevendo una tazza di caffè fumante, carico e bollente, di solito, il nostro corpo acquista tono; se poi, per un lasso di tempo,  riusciamo ad astrarci dalla realtà e, per di più, veniamo investiti dal profumo di una rosa, la nostra mente forse riesce ad assaporare appieno la  gioia di vivere. Capisco che non è facile, ma nel nostro caffè da Graziella tutto può accadere,  grazie al calore della nostra amicizia. Questo  ci permette di discutere, sempre alla nostra maniera, di argomenti che sembrano ostici e, apparentemente, al di fuori della nostra sfera quotidiana. Qui, anche argomenti di tal fatta,  cerchiamo di renderli  facili, per cui riusciamo anche a trattarli, in particolare quelli che direttamente o indirettamente incidono sul nostro modo di pensare e di vivere.
L'incipit alla nostra conversazione potrebbe venire da una frase che ho letto nel web e che mi ha particolarmente colpito:

La politica è l'arte di far coesistere il desiderabile con il realizzabile.
La democrazia serve  a stabilire cosa è desiderabile, non cosa è realizzabile.

Questa frase è la sintesi di quello che abbiamo detto tante volte in altri post, quando abbiamo discusso sul fatto che i bisogni di una società, in continuo divenire, devono essere raccolti da persone capaci, da politici preparati, per essere soddisfatti in maniera ottimale, mediando, cioè,  tra le diverse idee, anche contrapposte,  che animano la stessa società.
Nel corso  della storia grandi pensatori hanno dato diverse definizioni della politica.
Dalla sua prima accezione del termine, "polis", che significava "amministrazione per il bene pubblico di un determinato spazio al quale tutti i cittadini partecipavano," siamo arrivati alla definizione di Giovanni Sartori  che definisce la politica "come la sfera delle decisioni collettive sovrane."
La politica, quindi, riguardando tutti i cittadini, facenti parte di una società, anche se non operanti nelle strutture deputate a determinarla,   è
"l'occuparsi di come viene gestito lo Stato o le sue sub strutture territoriali".
Anche chi protesta contro i provvedimenti del governo fa quindi politica, anche se diverse persone, in perfetta malafede, definisce tale azione "l'antipolitica".
L'antipolitica, invece, è proprio quella che attuano coloro che hanno una visione delle nostre Istituzioni intese come luoghi, esclusivamente burocratici, che servono per supportare, per ratificare e rendere esecutive solo le decisioni prese dal Leader di turno.
In questa visione, è ovvio,  non vi sarebbe spazio per controlli, per critiche o peggio per proteste.
Questo rappresenta un altro modo di vedere la politica, alla Max Weber, il quale affermava:

"La politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza".

Con questa visione, dunque, la politica, intesa come l'attività di un Leader o di un gruppo forte di potere, non è fare il bene comune dei cittadini, ma fare solo affari per sè e per la sua "Corte dei miracoli" composta da grassatori, nani, faccendieri, ruffiani, saltimbanchi e ladri.

E', proprio questa, la sensazione, spiacevole, che abbiamo da venti anni a questa parte! Infatti è avvenuto, a mio giudizio, che:

La politica, in questi ultimi anni, è stato il fine ultimo per controllare la distribuzione delle risorse mobili ed immobili, attuato mediante la conquista e il mantenimento del potere.

Nelle nostre scuole, non so se esiste ancora la materia, Educazione Civica, che dovrebbe essere una delle più importanti, in quanto, lo abbiamo sempre detto, dalle scuole stesse dovrebbero uscire  "cittadini preparati", per poter dare il loro contributo allo sviluppo democratico, civile ed economico della nostra società, secondo le loro possibilità, come indica la nostra Costituzione. Nelle scuole si dovrebbe inculcare ai giovani quel messaggio profondo di libertà e democrazia che è insito nella nostra Costituzione.
La nostra Costituzione è solo da amare in quanto è frutto del rigetto di un passato tragico dittatoriale, di quando il potere fu affidato,  non in base razionale ma in base ad  una legittimazione carismatica di un individuo, Mussolini;  di quando, cioè, il popolo aveva riconosciuto in lui, virtù soprannaturali ( uomo del destino, capace, instancabile, fisicamente e sessualmente forte, tuttologo, etc.,) che, però, in realtà questi non aveva.
Questo, comunque, è stato e sarà sempre l'inganno di ogni dittatura!
Il dittatore non ha mai bisogno di essere competente nè di avere un ceto di riferimento che lo appoggi.
Quando ci si avvia alla dittatura, infatti, il popolo, dominato, sceglie il suo dominante sulla base di qualità o di virtù, non reali, solo apparenti ma propagandate con efficacia, e la sottomissione avviene in maniera emozionale e non, come detto sopra, in modo razionale. 
Mussolini e Hitler sono andati al potere tramite elezioni regolari!
Ovviamente, c'è anche il rovescio della medaglia in questo modo di fare , infatti, il dittatore, quando queste virtù, presentate alla maniera di un mago "illusionista", non  vengono più percepite dal popolo, rischia inevitabilmente la caduta.
Questa è una storia che, ogni tanto, si ripete, e si è ripetuta anche di recente, che ne dite?
Il 12 novembre scorso, abbiamo assistito a scene che non definirei proprio espressione di democrazia.
Un gruppo festeggiava la caduta, mentre un altro gruppo, inneggiava al Leader che si allontanava.
Questa non è Politica democratica, ma è pura partigianeria, fatta cioè, di appartenenza cieca e di contrapposizione anche violenta.
Abbiamo visto che una parte, infatti, proferiva parolacce  ed insulti verso gli ex governanti, e quest'ultimi o alzavano il dito medio o spernacchiavano la folla, esprimendo un livore fuori posto.
Uno spettacolo che non avremmo mai voluto vedere, anche  perchè il governo lo abbiamo eletto noi, avendolo dotato di una maggioranza di eletti.
Il giubilo per la sua caduta, per altro determinata non da noi o dalla opposizione, ma piuttosto dalla pressione dei mercati e delle banche, rivela che la Politica ha fallito, per cui tali  manifestazioni appaiono solo come espressione di impotenza  per non aver potuto cambiare subito, con metodi democratici, un governo fondato su un disastroso conflitto di interessi, dimostratosi, per di più, inadeguato alle situazioni di crisi mondiale, lontano dal paese reale e moralmente riprovevole.
Non avrei voluto, però, neanche vedere quei giovani inneggiare ad una persona, ad un Capo carismatico, che, come normalmente avviene in democrazia, si era semplicemente dimesso e, per di più, per validi motivi.
Nè l'uno nè l'altro atteggiamento sono  la rappresentazione di una normale dialettica politica, basata sull'alternanza, piuttosto evidenziano esclusivamente la fine, per fortuna non cruenta, di un "regime". Eppure siamo in democrazia!
L'arte della Politica vuol dire, invece, 
"scegliere la persona giusta al momento giusto e mandare via quella inefficiente",
senza che , per questo, si inneschino azioni partigiane di disappunto o di sostegno.
In tempi passati della nostra Repubblica, questo non è mai accaduto!
La vera forza della Politica risiede nel fatto che essa sia in grado di scegliere il governo giusto ed eventualmente possa cambiarlo qualora quest'ultimo si dimostri inefficace al momento contingente.
E' con questo spirito che i nostri Padri Costituenti hanno scritto la Costituzione, per far sì, cioè, che la Politica, una volta legittimata, rimanga sovrana nelle sue scelte, e se ne assuma, però,  tutte le responsabilità davanti al popolo.
Solo con questo meccanismo, la Politica, può garantire il mantenimento della Democrazia, anche se delegata, nel Paese.
Evidentemente in questi ultimi tempi qualcosa è cambiato nel rapporto Politica- Democrazia!

Ma di questo parleremo nel prossimo post : Politica e Democrazia.


Un abbraccio

domenica 27 novembre 2011

Il mio quinto mese con gli amici del Web! E con Massimo Ranieri!

Miei cari amici e mie care amiche ,
questo mese trascorso insieme è stato veramente intenso, politicamente parlando, con tanti avvenimenti che sono stati oggetto di vivaci chiacchierate davanti a fumanti e profumatissime tazzine di caffè, mentre le rose occhieggiavano sorridenti ai nostri visi non sempre sereni, e spesso preoccupati.
La meraviglia di tutto questo nostro chiacchierare è la sincera ed affettuosa amicizia che ormai ci lega con forza, da ben 5 mesi!!
Pensate, amici, sono veramente tanti 5 mesi; ma sono passati velocemente avvolti  di una dolcezza e di una pienezza che ci hanno riscaldato il cuore

Questa  nostra bella avventura continua piacevolmente e ci sta unendo in un modo sempre sempre più stimolante.
Stiamo crescendo insieme, amici, confrontandoci continuamente, esponendo le nostre opinioni, i nostri dubbi, le nostre perplessità, a volte anche le nostre rabbie, perchè ci sentiamo impotenti di fronte a situazioni che non accettiamo, ma che noi sapremmo risolvere con tanto buon senso e con onestà intellettuale..mentre chi è deputato a farlo non ne è capace perchè distratto e depistato da interessi personali ed opportunistici.
Quindi, le nostre chiacchierate, a volte anche i nostri silenzi che ci fanno compagnia nel nostro "caffè da Graziella", ci uniscono sempre di più, perchè il bello del web è proprio questo..
Il Web ci unisce tutti e ci fa stare bene insieme e ci fa sentire liberi, indipendenti, orgogliosi di essere così, di non essere condizionati e obbligati a pensare come vorrebbero altri e, concediamocelo, ci sentiamo superiori a chi, per necessità, per piaggeria, o per opportunismo, si comporta da servo, assecondando il pensiero altrui.

Questa è la libertà che ci porta ogni giorno il Web, regalandoci dignità e gioia di vivere e, noi, oggi questa gioia di vivere la festeggiamo tutti insieme ascoltando un'altra bellissima canzone del nostro amato Massimo Ranieri che è:


                                                 "SE BRUCIASSE LA CITTA'"


 Ho scelto questa canzone, quasi come rito scaramantico, per scongiurare  il pericolo dei fuochi accesi "DENTRO" e "FUORI"  la nostra  "CIVITAS"..     
                        

http://www.youtube.com/watch?v=XmBWKJ9MiIw
http://www.youtube.com/watch?v=Dl6rvXqXG_4
http://www.youtube.com/watch?v=IENfFZROKYo


Bella vero, questa canzone?  Ve ne ho messe tre versioni di cui una come Karaoke.

Questa musica e la voce di Massimo, ci regalano,  come sempre, sensazioni veramente stupende..
Cosa dirgli per ringraziarlo?
Lo abbracciamo con affetto e lo invitiamo a prendere un caffè da noi.

E un abbraccio anche a voi, cari amici di "un caffè da Graziella"

sabato 26 novembre 2011

Governo Tecnico, Governo Politico?

Care amiche e cari amici,
nel nostro locale, il caffè è sempre pronto e vi aspetta con la rosa affianco, per darvi il benvenuto. Come sempre lo sorseggiamo insieme dando uno sguardo ai giornali.

Questa è stata la prima settimana di Monti Premier  e del suo “Governo Tecnico” che sta cominciando ad adoperarsi per cercare di rimettere in sesto una Italia disastrata e derisa al livello europeo e internazionale!
Una bella sensazione lo abbiamo, sicuramente, provato, tutti, Giovedì, nel vedere finalmente Monti accanto alla Merkel e Sarkozy, che veniva guardato con rispetto e, così, vedere la bella rappresentazione di una Italia che sta riconquistando credibilità, fiducia, dignità, nel consesso europeo , allontanando  il brutto ricordo delle risatine su B.
Sono finite le scene di B. e dei suoi cucù; sono finite le scene di quando B. veniva evitato come un appestato, avendo infranto ogni regola diplomatica con il suo fare rozzo e ridanciano; sono finiti i rimproveri e le minacce per sollecitarci a muoverci per  prendere provvedimenti per l'Italia, che potessero risanare una economia indebitata fuori misura che si avviava alla catastrofe per tutti gli sprechi  insiti nel suo sistema, che noi conosciamo purtroppo molto bene e che abbiamo denunciato da tempo.
Monti, almeno, per il momento, si è presentato bene, quindi, aspettiamo serenamente che mantenga quanto promesso, cioè una azione improntata a:
RIGORE, EQUITA SOCIALE e CRESCITA.
A noi  interessa, soprattutto, l'equità sociale, per cui siamo ansiosi di vedere come intende realizzarla, visto che, da tempo, stiamo riparando a questo disastro solo noi poveri, mentre i ricchi, per un meccanismo perverso voluto dal  Governo di B., sono diventati sempre più ricchi perché, evadendo le tasse, causa inefficienza o semplice complicità, con i condoni e la esportazione illegale di danaro all'estero, non hanno  contribuito, finora, minimamente alla nostra economia.
Per fortuna siamo arrivati alle salvifiche dimissioni di B. costrette dall'Europa, per cui almeno oggi abbiamo di nuovo “la Speranza” di uscirne!
Questo, però, è anche  il mio più grande rammarico!
Quello, cioè, di NON essere stati noi a costringerlo alle dimissioni, come rito fondamentale, insito nella Democrazia che recita che, prima, si voti,  mandando in Parlamento delegati a rappresentarci e, poi, si formi un governo che gestisca la cosa pubblica nel modo migliore per noi; poi qualora questo non ci riesca, è prassi che  allo stesso modo lo si rimandi a casa, e se non esiste un’altra possibilità di governo, si ritorni al voto per scegliere altri che pensiamo siano migliori.
Per quanto riguarda questa Maggioranza, essa NON ci ha governato affatto né si è dimessa ma, ci ha portato alla necessità di avere un Governo Tecnico, solo perché costretta dal “Conflitto di interessi di B.”. 
Un Governo Tecnico, è chiaro, lo dice la parola stessa, non sarebbe un governo politico, in quanto è chiamato solo per risolvere l'emergenza prima di tornare alle elezioni.
Ma vediamo se il Governo Monti è politico o tecnico, e vediamo anche il significato delle due accezioni e se la dizione di Governo tecnico- politico possa essere una contraddizione!
  • Un governo è politico se amministra lo Stato nel nome e per conto dei cittadini e lo fa nel loro interesse.  Monti sta facendo proprio questo! La politica, nel precedente governo non era l’arte di amministrare il bene pubblico, ma era la tecnica per amministrare i propri affari e quelli delle lobby a loro collegate!
  • Un Governo è politico se ha come ministri gente preparata e affidabile, capace di  interpretare, con efficienza ed efficacia, il proprio ruolo. Il governo Monti è la realizzazione esatta di questa idea! La maggior parte dell’attuale Parlamento è composta da individui che, tecnicamente, fa la politica come mestiere e che, per di più, essendo venute meno le “scuole di formazione” dei partiti, erano e rimangono dei semplici portaborse.
  • Un Governo è politico se i suoi membri provengono dalla migliore società civile e dal miglior mondo del lavoro.  I membri del Governo Monti hanno tutti questa estrazione! I componenti l’attuale Parlamento, per la maggior parte, sono,tecnicamente, entrati in politica, pur senza saper fare niente, solo per arricchirsi o per sfuggire alle manette!
  • Un Governo è politico se, stabilisce prima i criteri e poi le persone coerenti con essi, e, quindi, per esempio, non si preoccupa di nominare subito i sottosegretari, né cerca di  ripristinare tutti i vecchi collegamenti tra la vecchia politica e gli affari, secondo le indicazioni del manuale Cencelli. Il Governo Monti ha rinviato la nomina nonostante che tutti i partiti, escluso il Sel, l’IDV e La Lega, si siano riuniti ieri per presentare le loro liste e per premere sul governo Monti.Sembra, che, con il loro momentaneo “consociativismo”, vogliano rifondare la vecchia “ Balena bianca”, la Democrazia Cristiana di un tempo. Sarebbe il colmo per gente che dice di amare il bipolarismo! La verità è che vogliono continuare a comandare per fare gli affari loro!

Il Governo Monti rappresenta tutte e due le accezioni governative, ma rappresenta anche la necessità per l’Italia, in questo momento, di realizzare una forte discontinuità, di una cesura netta con il passato e soprattutto che il Governo non venga messo sotto tutela dal vecchio modo di fare politica!
Purtroppo, invece, stiamo assistendo ad una continua pressione da parte proprio di quei politici che hanno fallito nella loro missione, e, sebbene, cacciati dalla porta, ora, vogliono rientrare, dalla finestra, a tutti i costi.
Vogliono continuare a fare “affari” anche in questo Governo?
Vogliono rientrare per condizionarlo, per minacciarlo, e, in parole povere, per impedirgli di lavorare bene?
Stiamo, per questo, assistendo ad una forsennata campagna denigratoria, secondo lo stile, ormai collaudato,  di demonizzazione e di sospetto su Monti ed il suo Governo.
La macchina del fango è in piena attività!
Dicono:
  • Monti è l’uomo delle banche e dei mercati!
  • Monti è l’uomo dei Poteri Forti del Capitalismo mondiale!
  • Monti è la punta di diamante della Massoneria, insieme a Draghi, per il controllo dell’Europa e del mondo!
  • Sta perdendo tempo e non ancora fa nulla ( si è insediato solo il 18-11-11, cioè da otto giorni|) 
Basta, smettetela! Fatelo lavorare! Voi avete avuto diciassette anni!
Giudicheremo il comportamento di Monti Premier, solo dalle azioni che avrà fatto per l’Italia, indipendentemente da tutto questo fango che lo sta investendo!

Il compito esclusivo di tutti i Politici, in questo momento, compresa l'Opposizione è di controllare se Monti e il suo Governo rispettino i "compitini" assegnatici dall'Europa e che mettano in atto tutte le strategie necessarie per uscire da questa crisi economica, prima che travolga tutta l'area euro.
Per il resto, se Monti vorrà nominare sottosegretari anche di area politica, siamo sicuri, comunque, che il principale criterio di scelta sarà quello della competenza nel saper svolgere il proprio compito e non per criteri determinati da equilibri politici o affaristici.
La colpa più grave del governo B, è stata proprio questa, oltre a quella di aver  curato solo i suoi interessi affaristici e giudiziari; è stata quella, cioè, di falsare il concetto stesso di politica, facendola diventare “rifugium  peccatorum” di affaristi, di mestieranti, di inquisiti e di compiacenti.
Sarebbe impensabile ed imperdonabile che ora rientrassero, come si vocifera, proprio quelli che non sono stati capaci di fare nulla in diciassette anni di governo, solo, per rifarsi una verginità al fianco di un governo capace; verginità che credono utile nella prossima campagna elettorale per abbindolare di nuovo gli italiani.
Sono convinta che Monti resisterà a questo “assalto alla diligenza”, e, anche nel caso di imposizione, crediamo, egli saprà governare gente siffatta costringendola a fare, solo ed esclusivamente, tutte le azioni necessarie al momento contingente.
Comunque questi “Signori della Politica”, devono finalmente convincersi che buona parte degli Italiani si sono fatti responsabili, perché hanno vissuto e stanno vivendo, sulla loro pelle, le conseguenze delle negligenze e delle nefandezze altrui, che hanno tolto il futuro, soprattutto, ai loro figli, oltre che a sé stessi!
Sappiate che non ci cascheranno più, né li incanterete più con le chiacchiere, ma vorranno vedere solo fatti e le persone che li faranno!
Gli Italiani tutti, comunque,  dopo questa terribile esperienza, dovranno  imparare a scegliere; a saper capire quali sono i veri politici, seri, responsabili; a non farsi condizionare da vecchie ideologie sbandierate, senza contenuti veri; a non farsi condizionare dal leader di turno, dal salvatore  della patria, dal risolutore di tutti i problemi, soprattutto da un qualsiasi “cialtrone" e da un qualsiasi “ciarlatano”.
Non possiamo nasconderci che una parte di colpa di questa situazione è nostra!
Dobbiamo finalmente capire che il vero politico deve avere, innanzitutto, lo spirito di uno statista, deve essere formato politicamente e che il vero Leader deve venire fuori dal Parlamento, dalla stima dei suoi colleghi, dal suo carisma, dalla sua dedizione al lavoro, dal suo attaccamento alla sua patria, riconoscente a coloro che hanno dato la propria  la vita per essa.

Del resto, nella vita civile chi intraprende una professione, innanzitutto deve esserci, come si dice in gergo, “portato”, poi deve studiare duramente per ottenere tutti i diplomi e le lauree necessarie e poi si deve abilitare per esercitarla.
Ogni attività umana è, comunque, frutto di dedizione e di capacità insite nella persona ma è anche frutto di studi e di esperienze tali che faccia emergere la persona  stessa nell’ambito della società.

Solo nella politica degli ultimi tempi tutto ciò ha perso tale significato; infatti, ripeto,

  • la politica è servita, in questi tempi, ad amministrare non il bene pubblico ma il bene privato; 
  • la politica è diventata un mestiere molto remunerativo di chi non sa far niente (ne abbiamo un grosso esempio nella Lega);
  • la politica è diventata una sorta di “Chiesa Medievale” che assicura l’immunità,  per sfuggire alla cattura da parte della Giustizia;
  • la politica è diventata una assemblea composta da bande obbedienti al loro Capo, che ne ha scelto uno per uno  i suoi componenti, così come vuole la Legge Porcellum; legge, che speriamo presto di estirpare, come tumore, dal corpo della nostra democrazia; 
  • l'essere politico è principalmente conoscere i meccanismi dello Stato e conoscere almeno la Costituzione, così, almeno, non assisteremmo quotidianamente a tutte quelle considerazioni strampalate che, in ogni occasione, i membri della attuale casta fanno su di essa, da perfetti ignoranti;
  • la politica significa spirito critico e indipendenza di ogni suo appartenente, se fosse stato così forse non avremmo mai assistito alla emblematica votazione su Ruby, nipote di Mubarak.

Non basta avere una tessera di partito, o essere il cortigiano, il ruffiano o il socio di turno del Capo per fare carriera in politica.

Non basta “l’apparire”, ci vuole l’”essere”, cioè l’essere preparati e avere qualità personali di dedizione e di onestà,  per fare la carriera politica, al fine di migliorare il proprio paese e NON il proprio conto in banca.

La Politica è un’arte ma di questo ne parlerò nel prossimo post, intitolato “L’arte della Politica”.

Un abbraccio.

mercoledì 23 novembre 2011

Estate Romana il blues di J.W. Williams

Care amiche e cari amici,
le giornate sono ormai piovose, e fa sempre più freddo, per cui è bello rifugiarci nel solito tavolino del “caffè da Graziella”, davanti ad una bella tazza di caffè all’americana, lungo, ma gradevole, e davanti ai colori di una bellissima rosa rossa, striata di bianco.
E’ in questi momenti che, raccogliendo le idee, riemergono i ricordi, magari per poterli condividere con persone care come voi.
In questo momento mi sovviene una delle tante serate vissute a Roma, nel mio girovagare in questa bellissima città. La serata faceva parte di quell’evento meraviglioso che è l’estate romana.
Ve la voglio raccontare per condividere con voi le emozioni che ha suscitato in me un grande artista e la sua musica blues.
Parlo di J.W. Williams, cantante e bassista, che si è esibito nella meravigliosa scena del parco di Villa Celimontana.
Questo artista proviene da Chicago ed onora la prestigiosa scuola di quella città.
La sua musica copre diversi generi: il blues classico, il funky e il soul.  
Vediamo velocemente i tratti di questi tre stili di blues.
Il blues classico, ha, alla sua radice, il folk nero che, a sua volta, viene diviso in due filoni:
  • quello dei canti  degli schiavi nelle campagne del Sud degli States, i worksong, che parlano di sudore, di fatica nei campi di cotone e delle condizioni di vita di quelle povere anime, prima della loro liberazione dalla condizione di schiavitù; ( leggetevi la "capanna dello zio Tom" di Stowe, e rivedetevi il film " Via Col vento")
  • quello religioso, in forma corale con solista, struttura tipica denominata di “ domanda e risposta” che parla di Vangelo, che, è, a sua volta, erede degli “spirituals” e che, in seguito, inurbandosi, si trasformerà chiamandosi "gospel".
Il blues, si afferma negli anni ‘20 del ventesimo secolo,  e diventerà, prevalentemente, musica profana. Sarà:
  • musica di vita, diretta e cruda che viene raccontata senza pudore e senza idealismi, in cui l’amore è solo sesso, la morte è solo la fine della vita, e i racconti parlano: di carceri ( destino ineluttabile per i poveri), di treni (mezzi che portano da una città all’altra, che rappresentano la libertà), di campi e di ghetti, di bar ( l’alcoolismo diventa sia una sfida alla vita sia un castigo perpetuo), di strade polverose e di paesi diroccati. (Leggetevi i libri di William Faulkner, in cui questo mondo viene descritto con grande realismo ).
  • musica esistenziale perché basata su stati di animo ora esultanti ora afflitti;
  • musica sociale, che descrive la condizione da sfruttati e da emarginati del proletariato rurale ma anche di quello urbano che si è trasferito nelle grandi città alla ricerca di un lavoro che poi è altrettanto duro e alienante. Ma c’è qualcosa di diverso da quello precedente, dei campi di cotone del Sud del 1800, ora, infatti, esso è svolto non più in condizione di schiavitù. Il nero è diventato un uomo libero ed è libero soprattutto di scegliere, anche se il segregazionismo fino agli anni '60 del XX secolo ha prodotto guasti notevoli sia ai neri che a tutta la società americana ( leggetevi il romanzo di Harper Lee: il buio oltre la siepe)!
Il nero, però, non più schiavo, e non più a contatto con la sua gente, non partecipando alle cerimonie corali di un tempo, diventerà sempre più solo, in una società che lo rifiuta, e perderà i suoi punti di riferimento, diventando, con ciò, rassegnato e depresso!
Il nuovo Blues riflette questa condizione, e nei testi, esplicita questo stato d’animo depresso (il soul).
I testi, infatti, diventano monologhi recitati da un individuo che si interroga, in solitudine, sul proprio destino, visto, però, in chiave esclusivamente materialistica, in cui la musica diventa il suo unico conforto e sfogo. 
Per questo, la musica profana, ormai, non viene più eseguita in coro, come nel blues classico, ma è svolta da un singolo artista che comunica la sua solitudine ed i suoi interrogativi, esprimendosi con strumenti poveri quali la chitarra acustica e l’armonica.
Il blues, poi, nella tecnica musicale, diventa: emotività, metafora e soprattutto ritmo, diventa, cioè,  improvvisazione!
Esso rappresenta, quindi, una novità nel panorama musicale; novità che si contrappone allo stile formale della musica occidentale, fatta, invece, di regole e schemi rigidi.
Il bluesman, però, rivela anche una doppia anima!
Infatti, oltre a messaggi di solitudine, spesso, infarcisce i propri testi anche con il “doppio senso”, retaggio di secoli di oppressione, che pur apparendo, ad un esame superficiale, come un linguaggio sarcastico e ambiguo, invece, è solo una specie di messaggio cifrato che egli scambia con i suoi amici, e in cui espone temi di protesta sociale o di intrattenimento ironico, proibiti dalla società bianca.  In questo caso egli usa uno stile musicale rude, libero da sofisticazioni e da inibizioni. ( funky)
Il blues, nel tempo, trova nuove strade espressive e trova nuovi stili, ma io non ne voglio fare la storia (se ne avete voglia, seguite: il ragtime, il jug, il barrehlhouse, il voodoo, il gospel, il Dixie, il blues di Storyville, quello di Kansas city, quello di Memphis, il rhytm and blues, il blues di Chicago, quello di Detroit, la contaminazione; sarà sicuramente una splendida avventura), mi interessa, al più, solo il contesto in cui esso sviluppa la sua dirompente forza creativa.
Il blues, infatti, come avete visto nell'elenco dei diversi stili, si inurba ma rimane anche nelle campagne, e la differenza di vita delle due realtà ne differenzia la espressività.

Parlando del nostro artista, la musica di J.W. Williams, pur nelle sue tre scelte stilistiche, è soprattutto blues urbano che nasce nel South Side, il ghetto nero di Chicago e risente, perciò, dei ritmi e delle tensioni della vita cittadina per cui diventa più agile e violento rispetto al blues lento e gioioso delle campagne ( country blues).
Il blues in città acquista un ritmo nervoso!
A Chicago, poi, avviene la trasformazione radicale del blues che, da musica cantata da un single accompagnato da un solo strumento, la chitarra o l’armonica, diventa più musica di gruppo, e gli strumenti, di solito, sono: il basso, la chitarra, la batteria, l'armonica e il piano.
Del resto, in città,  il blues entra nei locali notturni e diventa spettacolo a cui assiste non solo il popolo nero ma anche il bianco, che lo scopre e lo apprezza, facendolo diventare fenomeno di massa.
Il blues diventa musica colta e popolare e, tramite i dischi ed i media, diventa un fenomeno mondiale.  
In questo tipo di musica la sonorità timbrica dei singoli strumenti e del suo insieme, dà particolare risalto a questo genere musicale, che, affermandosi,  riesce a stravolgere non solo il rigido schematismo della musica occidentale,  ma ne contamina  anche lo spirito. 
Esempi importanti sono Gershwin ( Rapsodia in blue) e Dvorak ( Sinfonia dal Nuovo Mondo) e molti altri, che attingono, infatti, a piene mani nel blues e alle sue sonorità.
Che cammino ha compiuto il blues! E' partito dai cori nei campi di lavoro, nei capannoni delle piantagioni o nelle chiese; è passato lungo le strade polverose del sud, quando poveri straccioni neri sbarcavano il lunario, suonando dietro ad un carro che vendeva medicine, cercando di attirare il pubblico; è approdato nei locali cittadini davanti ad un pubblico, non più solo nero; si è diffuso nel mondo con i media; è diventato, infine, genere musicale di pari dignità con la musica colta occidentale che, per altro, ha rinvigorito, contaminandola.
Basso, chitarra, batteria e piano è ovviamente la composizione della band che si è esibita a Villa Celimontana.
Particolare menzione vorrei fare di ognuno dei singoli componenti la band,  la cui vita artistica, potrebbe riempire numerose pagine di critica musicale.
Oltre al basso di J. W. Williams, avevamo: alla chitarra, Luca Giordano, alle tastiere, Fabrizio Ginobile e alla Batteria, Fabio Colella.
Nel corso della serata questi grandi artisti hanno comunicato meravigliose emozioni sia per il "fraseggio musicale" che ognuno di loro ha scambiato con gli altri strumentisti sia per la loro personale grande capacità tecnica che hanno espresso in applauditi “assoli” che hanno ulteriormente esaltato la vena, in parte melanconica, in parte irriverente, in parte gioiosa di quel grande artista che è J.W. Williams.
Unica nota stonata della serata è stata la presenza, tra il pubblico, di un gruppo di cosiddetti “giovani cultori”, che per gustare una musica che, tutto sommato, scende nel profondo dell’anima e quindi ha bisogno solo di raccoglimento, ha sentito, invece, la necessità di accompagnare lo spettacolo, con fischi, battimani, e di scandire il ritmo con il battito dei piedi sulla pedana di legno della gradinata, disturbando, per esibizionismo, momenti veramente magici in cui l’unico organo che avrebbe dovuto battere sarebbe dovuto essere: il cuore.
Non è la prima volta che assisto a tale tipo di maleducazione che viene, però, definita negli ambienti cosiddetti "a la page":cultura”! No comment!

Nel web troverete una ricca collezione di brani eseguiti dal nostro artista.
Comunque, con la mia macchinetta fotografica ho registrato qualche brano che, anche se imperfetto, permette anche a voi di partecipare alle emozioni della serata. Divertitevi a riconoscere i vari stili di Jazz dei brani sottostanti.












Arrivederci a presto con un altro racconto.

lunedì 21 novembre 2011

METTIAMOCI UNA PIETRA SOPRA!

Carissime amiche e carissimi amici,
ben trovati, è sempre un piacere rivedervi.

Dopo tanti momenti così intensi di vita politica, si ha proprio voglia di commentare di nuovo con amici veri, davanti ad una tazza di caffé fumante e profumato, vicino ad una bella rosa ammiccante.
Infatti, la settimana che ci siamo lasciata alle spalle è stata una delle più pesanti e impegnative della nostra storia politica più recente.
Sabato 12 novembre, Berlusconi ha rassegnato le sue dimissioni davanti al nostro Capo dello Stato e tutti i giornali si sono dedicati a questo avvenimento.
Nei giorni seguenti si è poi cercato di capire cosa stesse succedendo, cosa sarebbe successo, ma ci si chiedeva  soprattutto come mai un avvenimento così impensabile potesse essere accaduto!
E infatti, l'imprevedibile, era avvenuto: Berlusconi si è dimesso!
E per l'Italia è  cominciata una nuova era! L'Italia ha cambiato pagina!
Comunque sarebbe stato sicuramente meglio per noi, se Berlusconi si fosse dimesso prima,
come ha fatto, ad es., nella situazione della Spagna simile alla nostra, Zapatero.
Fini, infatti, aveva capito che Berlusconi  ci stava portando alla deriva e così ha provato a sfiduciarlo l'anno scorso, a Dicembre 2010,..ma Berlusconi, grazie alle sue  "risorse" e a "Scilipoti", è riuscito a "soppravvivere"..
La tragedia però, è stata che ha fatto sopravvivere anche l'Italia, anzi, meglio, ha fatto "agonizzare" l'Italia fino a quel giorno bellissimo del 12 novembre appunto, giorno delle sue dimissioni.
Siamo esultati tutti, degli Italiani sono andati perfino a insultarlo, ma comunque abbiamo dovuto prendere atto  che da soli NON eravamo riusciti a liberarci di lui, malgrado i suoi continui scandali pubblici e privati che ci hanno coperto di ridicolo all'estero, nè per le sue vicende giudiziarie.

Del resto, NOI non potevamo farcela, visto che per difenderlo, Berlusconi aveva "valletti" fedelissimi come Ghedini, Paniz, Alfano, Gasparri.. "e tutta la Sua Maggioranza, (dico SUA, grazie alle nomine che ha potuto fare personalmente con il PORCELLUM)
Quindi dicevo, grazie a tutta questa "accozzaglia" che l'ha sempre difeso, ( E CHE NOI NON AVEVAMO SCELTO ), unitamente a tutti i servi "sciocchi" sparsi nelle televisioni e nelle editorie di sua proprietà, è riuscito a restare  a galla. E purtroppo per noi, la difesa che gli hanno fatta è stata spesso una difesa scandalosa ,(emblematica  la votazione della Maggioranza a favore della tesi che Ruby era la nipote di Mubarak)
A proposito della vicenda Ruby, chi mi segue e mi legge avrà trovato che spesso "rispolvero"questa vicenda nei miei post,  perché certamente, di questa legislatura la vicenda Ruby sarà ricordata come la "macchia" più vergognosa di tutte.
E inoltre questa votazione su Ruby è emblematica per capire il Porcellum...,

Ma di questo ne abbiamo già parlato e chi volesse approfondire può riandare ai post pubblicati su questi argomenti. (vedi POST:"Berlusconi the illusionist"e POST: "Abroghiamo la legge Porcellum")

Quindi dicevo, noi non ci saremmo mai riusciti, ma per nostra fortuna ci sono riusciti l'Europa e i Mercati che avevano perso la fiducia nell'Italia.

Prima l'Italia è stata commissariata, poi al governo sono stati imposti dei provvedimenti da prendere ( vedi POST:"Meno male che siamo in Europa" e POST: "Curatori Fallimentari")
Infine, vista l'acclarata incapacità del Governo, sono intervenuti i MERCATI FACENDOCI PRECIPITARE A RISCHIO DI DEFAULT.
Bisognava intervenire al più presto!

E così, finalmente, alcuni Parlamentari hanno avuto uno scatto di orgoglio e di dignità e l'8  novembre, non hanno fatto avere più a Berlusconi la Maggioranza.
Questo fatto ha preso veramente di sorpresa  lui e i suoi amici fedelissimi e l'abbiamo visto tutti in TV l'espressione stupita, incredula e poi furiosa,quando ha capito cosa era successo !
 Poi ci sono stati giorni intensi pieni di avvenimenti noti a tutti, che hanno portato alla formazione del nuovo Governo, che ha già ottenuto la fiducia sia al Senato e sia alla Camera, fiducia record, così è stata definita da alcuni quotidiani  e così il nostro nuovo Premier MARIO MONTI, è pronto per cominciare il suo lavoro di "RICOSTRUZIONE" dell'Italia.
Certamente, il cammino che aspetta il nuovo Premier è uno dei più faticosi, e richiederà un impegno eccessivo, viste le condizioni miserevoli in cui è stata lasciata l'Italia dal governo uscente.
Ma noi Italiani gli diamo fiducia e gli auguriamo buon lavoro, e
- gli chiediamo di ascoltarci, di non vivere in un mondo diverso da quello nostro, quello reale, come ha fatto l'altro governo,
- gli chiediamo di capire il mondo in cui noi ci troviamo ogni giorno a convivere con tutte le difficoltà che incontriamo,
- gli chiediamo di capire il dramma della povertà che tanta parte della società civile sta vivendo,
- gli chiediamo di capire  il dramma della rabbia che si prova di fronte alla mancanza di equità sociale e                                    
                                                              SOPRATTUTTO
-gli chiediamo di pensare ai nostri giovani che sono stati privati del loro sorriso, del loro lavoro, del loro futuro.
Con la speranza che possa farcela, siamo in attesa di vedere quali provvedimenti  prenderà, soprattutto quelli che , INVANO, sono stati chiesti al Governo Uscente, come ad esempio:

- far fare sacrifici a tutti in modo equo 
- far pagare le tasse in modo PROPORZIONALE a tutti, come vuole la Costituzione 
- cambiare la legge elettorale, il Porcellum, negazione assoluta della Democrazia

ALLORA  CON IL NUOVO GOVERNO GUARDIAMO AVANTI, PENSIAMO AL NOSTRO FUTURO.

E SU QUELLO CHE ABBIAMO VISTO E VISSUTO FINO AD ORA, METTIAMOCI UNA BELLA PIETRA SOPRA

un abbraccio

sabato 12 novembre 2011

Ed ora....... con che squadra giochiamo in Europa?


Care amiche e cari amici,
quale migliore occasione dopo avvenimenti così importanti che rifugiarci nel nostro “caffè da Graziella” per fare alcune riflessioni e commentarle alla nostra maniera, davanti ad una buona tazza di caffè d’orzo, per calmare l’eccitazione, e davanti alla solita rosa che oggi è gialla, simbolo del declino di un amore.
Siamo arrivati ad una svolta, sembrerebbe, ad un ritiro dalla scena politica!
Il condizionale è d’obbligo, conoscendo il personaggio che finora ha guidato il governo! Guidato si fa per dire!
Ora tocca all’altra parte, all'attuale opposizione!
Personalmente ritengo che peggio di così nessuno possa fare, per cui l’altra parte oggi appare, turandoci il naso, una speranza, nonostante le perplessità sulla sua capacità e sulla sua onestà intellettuale e morale, evidenziatesi nel corso degli ultimi quindici anni
Ovviamente non parlo di tutta l’Opposizione!
Ai nostri occhi appare che la squadra ( il Governo), fino ad oggi la più forte, ha fatto di tutto per perdere e farsi espellere, per manifesta espressione di gioco sporco e falloso ( ha fatto solo leggi pro domo sua e attacchi alla Costituzione), per cui, alla fine, il pubblico, italiano ed europeo, non solo l’ha fischiata, ma ha minacciato, anche, di fare una invasione di campo.
L’altra squadra ( l’Opposizione) ai nostri occhi, invece, appare non aver fatto nulla, e vincerebbe, non per il suo gioco, fino ad oggi inesistente, fatto di poche idee e, per di più, tutte confuse, ma perché è stata semplicemente in campo.
L’Opposizione sta, forse, incassando una rendita di posizione?
Il dubbio è amletico ma reale!
Penso che questo dubbio ce l’abbiano tutti gli italiani e, comunque, in mancanza di meglio, siamo tutti impazienti di vederli all’opera e pronti a fischiarli se necessario e ad organizzare anche per loro una invasione di campo.

Prendendo come esempio il mondo del calcio, una squadra vince la champions league e il campionato interno, solo,  se ha alle spalle una solida e seria organizzazione societaria, se ha un buon allenatore e se ha una organizzazione di gioco che la fa forte in tutti i settori: difesa, centrocampo e attacco,  indipendentemente dal tipo di gioco :”a tutto campo” o “catenacciaro”.
Perché una squadra vinca, quindi, deve avere una difesa arcigna, per contrastare tutte le minacce possibili; deve avere  un buon regista in campo, capace di dettare le azioni di gioco e spiazzare gli avversari; deve avere il centrocampo capace di bloccare ogni tentativo dell’altra squadra di andare a gol; deve avere infine un  fantasista, che con le sue azioni, magari funamboliche, riesca a disorientare l’avversario e a penetrarne la difesa. L’allenatore, poi, deve essere preparato perché deve studiare e far provare schemi di gioco, semplici ma efficaci, che portino la squadra a vincere e a far sognare il pubblico. Infine l’assetto societario deve essere solido, lungimirante, senza inseguire mode, virtuoso, ponendo, l’essere, al primo posto, rispetto all’apparire, ed essere un pò formica e un po’ cicala negli investimenti. Lo spogliatoio, infine, deve essere compatto e coeso.
Questa sarebbe una squadra ideale, perché farebbe un gioco a tutto campo e, quindi, oltre al risultato, procurerebbe anche gran divertimento al pubblico. 

Ora vediamo quali tipi di squadre si sono confrontate, fino ad oggi, sugli stadi d’Italia e d’Europa.
Parliamo, per primo, della squadra di Governo.
Essa era apparsa, all’inizio, come la squadra che abbiamo descritto sopra, con un gioco a tutto campo, forte in tutti i reparti, con promesse di vittoria per cui  ha subito entusiasmato ed illuso il pubblico.
Prometteva, infatti, meno tasse per tutti ( invece le ha aumentate), un milione di posti di lavoro ( il 29% dei giovani oggi è a spasso), sviluppo e arricchimento del Paese  ( invece poi si sono arricchiti solo i ricchi, Fininvest e Mediaset), riforme liberali e svecchiamento dello Stato e così via ( non ha fatto nulla di tutto ciò!).
Nel Paese iniziarono subito le “Ola” di incoraggiamento.
Ma già dalla prima partita si vide, per primo, che la difesa era del tutto inadeguata.
Infatti il Governo ha presentato una difesa, parlo di difesa dei valori, che ha fatto acqua da tutte le parti, anzi con gli scandali sessuali, affaristici e di messaggi impropri ha alimentato la corruzione nella società, che  si è  sempre più omologata alle volgarità che venivano propinate dai canali tv, controllati al 90% dal Premier.
Ha presentato una difesa della economia a dir poco sconcertante; all’inizio, negando che la crisi internazionale ci potesse riguardare, e, poi, nel momento in cui siamo stati investiti dall’onda anomala provocata dai mercati, è rimasta a guardare, incredula e incapace di reagire, non avendo alcun tipo di idea di come contrastare il fenomeno.
Sono dovuti intervenire di forza sia gli organismi finanziari sia quelli politici europei, che hanno dettato i rimedi, vista la incapacità manifesta. Poi, come fa ogni buon insegnante, l’Europa ha imposto al governo di svolgere il “ compitino” assegnatogli, minacciando, caso contrario, un voto brutto nella pagella e perfino la bocciatura. Purtroppo, all’esterno, dobbiamo ringraziare, ob torto collo, l’Europa che, anche se ci ha limitato la sovranità, comunque ci sta salvando, vista la manifesta incapacità che il governo ha posto a difesa della nostra economia. All’interno, dobbiamo ringraziare il Presidente Napolitano, l’unico rimasto lucido di una classe politica pietrificata, perché incapace di reagire ai mercati.
Ha presentato un difesa della cultura e della ricerca che ha rasentato il ridicolo. Le scuole, a dirne una,  non hanno avuto, oltre al resto, neanche ì soldi per comprare i gessetti per la lavagna, oltre ad avere classi dal numero impossibile. I migliori ricercatori italiani si sono trasferiti all’estero.
Ha presentato una difesa del lavoro, a dir poco stravagante, con continui attacchi allo status degli operatori a favore delle classi padronali, facendo passare contratti capestro, aggravando la disoccupazione giovanile che, oggi è salita al 29% e facendo prosperare il precariato, una sorta di lavoro nero. Potremmo continuare su numerosi altri argomenti!
Parlando ora del centrocampo, del regista, cioè del responsabile dell’economia, egli avrebbe dovuto allungare la squadra verso la porta avversaria, cioè verso la conquista dei mercati e dello sviluppo, alleggerendo, nel contempo,  la difesa dalla pressione dei bisogni, dominati dal mostruoso debito pubblico e avrebbe dovuto dettare una linea di gioco efficace a far emergere la squadra Italia, tramite incentivi, nel mondo globale dell’economia.
Il regista, infatti, avrebbe dovuto proporre politiche, sicuramente di risparmio e di eliminazione degli sprechi, accompagnandole, però, con idee innovative o, magari, solo di buon senso, per promuovere lo sviluppo.
Invece abbiamo assistito solo ed esclusivamente a dissennati tagli indiscriminati che invece di incidere sugli sprechi prodotti da uno Stato e, quindi, da una burocrazia elefantiaca e spendacciona e da una casta privilegiata e arricchita e che continua ad arricchirsi a spese nostre, hanno colpito, innanzitutto, il welfare, quindi, le classi più indifese; hanno colpito i servizi pubblici, per cui, di fatto, i cittadini hanno dovuto pagarli di più, senza avere, però, alcuna contropartita di un benché minimo miglioramento degli stessi. etc.
Cosa ancora più grave i tagli hanno, soprattutto, colpito la scuola e la ricerca che, anche il più sprovveduto ed improvvisato ministro sa che rappresentano il futuro di una nazione in termini sia di progresso che di benessere.
Avremmo avuto bisogno di un fantasista, per riprendere il paragone con il calcio, che con le sue idee e conseguenti azioni, magari funamboliche,  avrebbe dovuto operare in modo da creare benessere e occupazione, magari facendo sviluppare settori innovativi, tipo la banda larga e terziario, evitando al massimo di deprimere il mercato interno ed evitando, anche, di credere che ogni cosa si potesse risolvere con la imposizione di tasse, in questo caso non dichiarate, conseguenza di tagli.
Infine il nostro Premier avrebbe dovuto avere la funzione di allenatore che doveva studiare e far provare schemi di gioco semplici ma efficaci che avrebbero dovuto portare  la squadra a vincere e a far sognare il pubblico.
Sarebbe bastato che avesse applicato ed attuato quella idea, che lui dice, è alla base delle sue azioni, cioè il liberismo, attuando una serie di riforme per svecchiare questo Stato, liberarlo da una miriade di pastoie di origine, alcune, medievali, che rappresentano solo un fardello e una perdita di tempo per i cittadini; avrebbe dovuto, cioè, attuare una serie di “liberalizzazioni profonde” sull’apparato dello Stato.
Invece non ha fatto nulla!
Le uniche azioni che abbiamo visto sono quelle “pro domo sua” , con una serie infinita di  leggi ad personam, e di azioni che gli hanno evitato di essere condannato per reati comuni e hanno portato solo benessere alle sue aziende, per esempio facendo diventare questo Stato, biscazziere, solo perché egli era diventato proprietario della Concessionaria che gestiva i giochi. Per il resto nulla!
Infine ha indebolito la Costituzione, senza cambiarla, ( vedi il post “democrazia e costituzione parte 2°”) e questo ha significato, a volte, che il “controllato” era anche il “controllore”, ed introducendo storture nel funzionamento regolare del Parlamento, di cui abbiamo più volte parlato. Emblematico, non mi stanco di dirlo, la vicenda di Ruby.
Anzi, secondo voci che circolano anche nelle tv, a livello del mercato europeo, il nostro premier si è fatto solo imbrogliare da Francia e Germania, le cui banche sono meno solide delle nostre e sono, per altro, piene di quella carta straccia che sono i buoni del tesoro greci. Noi, invece, ne abbiamo pochi!
Sembrerebbe che i nostri due partner europei abbiano, intenzionalmente, messo sotto pressione l’Italia, facendo intervenire le agenzie di rating, la BCE e il FMI,  per evitare di essere attaccati loro stessi dalla speculazione, e non solo, ma anche per far sì che nella formazione del “Fondo salva Stati” si stabilissero delle regole che avrebbero favorito le loro banche, evitandone il fallimento e penalizzando, invece, le nostre!
Del resto appare evidente che all’annuncio di un possibile avvio alla risoluzione dei nostri problemi, tramite un nostro nuovo governo, i mercati, hanno cominciato ad attaccare le due economie concorrenti specialmente quella della Francia.
Ritengo che questa sia una semplice illazione, anche perché difficile da provare, ma rimane una ipotesi inquietante considerando chi era a capo della BCE e del FMI , quando è scoppiata la crisi, alla luce, anche, della nascita, proprio in quel periodo, del direttorio Merkel- Sarkozy, quest’ultimo prossimo alle elezioni e con un debito pubblico da controllare non molto inferiore al nostro.
Se fosse vera questa ipotesi il nostro premier sarebbe doppiamente colpevole, infatti egli avrebbe fatto non solo da giullare alla corte di Francia e Germania, facendoli ridere, ma sarebbe stato anche un “utile idiota”! Ma sarebbero colpevoli anche i nostri esperti di economia! Del resto non sarebbe la prima volta che l’Italia viene turlupinata ( vedi le quote latte e il contingentamento dei nostri prodotti agricoli, imposti anni fa).
Comunque, con  questo assetto di gioco, basato sulla VANITA’ (vedi il mio post “ L’età della vanità") non potevamo che perdere ogni tipo di confronto!
Non parliamo della cosiddetta tenuta dello spogliatoio, un disastro! Hanno litigato sempre!
Il problema più serio, però, di tutta questa vicenda è stata la Società, cioè noi, che ci siamo fatti abbindolare fino all’ultimo da questo maghetto di terz’ordine che ci ha solo illusi e quando finalmente abbiamo aperto gli occhi, perché ci hanno costretto ad aprirli, ci siamo accorti che non avevamo neanche la possibilità di un cambio immediato di tutta la squadra. Sono dovuti intervenire, infatti, l’Europa e i mercati per fare questo “lavoro sporco”  mentre noi , comunque, avevamo perso la faccia e la credibilità per aver ingoiato tutte le panzane propinateci e per aver sopportato tutte le immoralità che la maggior parte della nostra società ha tollerato e magari invidiato. E’ chiaro che anche la Società deve rifondarsi e ripartire:
  • dai valori di unità nazionale di derivazione risorgimentale;
  • dai valori di serietà e di moralità, combattendo la malavita, il lassismo, la corruzione, ogni tipo di abuso;
  • dai valori di equità legale e fiscale, rendendo i cittadini tutti uguali davanti alla legge e stanando gli evasori;
  • dai valori di efficienza dello Stato rendendolo anche meno invasivo e più vicino ai bisogni dei cittadini;
  • e così via.
Ora, non avendo di meglio, anche nella considerazione che la politica ricalca in parte la società, siamo costretti a far giocare l’altra squadra, la attuale Opposizione, che, finora, è sembrata la “squadra ragazzi” che ha allenata la Nazionale.
Infatti, la pecca più grave dell’attuale Opposizione, che le ha comportato lo svolgimento di tale ruolo, finora,  è perché è stata profondamente divisa su ogni argomento e nessuno, al suo interno, è mai riuscito a fare alcuna sintesi, per cui, alla fine, l’unica azione politica che ha prodotto è:
“evitare  di esprimersi e soprattutto di prendere posizione su qualsiasi  argomento”.
Infatti, l’unico tormentone prodotto dall'Opposizione è stato: “ via il Premier”, e non è andata al di là di questo.
Hanno riempito i dibattiti e le analisi con un frastornante vuoto di idee, tant’è che il coordinatore del principale partito di opposizione, proprio per le contraddizioni insite nelle varie posizioni, all’interno dalla sua coalizione, fino ad oggi, ci è apparso solo un comico, capace di simpatiche “battute”.
L’Italia non ha bisogno più di scherzare o di avere comici o giullari al governo!
Ha bisogno, invece, di uno scatto di orgoglio, perché l’Italia , per la lunga tradizione e per la capacità del suo popolo, anche se momentaneamente frastornato, è, una nazione seria, onesta e laboriosa, e, quindi, può pretendere una guida autorevole e capace e, soprattutto,  può pretendere che la  Politica cambi e diventi non più ostaggio di una casta corrotta ed incapace.
L'Italia ha bisogno di persone che si riapproprino dello spirito che hanno guidato i nostri Padri Costituenti, ritornando ai grandi esempi  del passato e ai buoni consigli dalle grandi personalità che ancora oggi onorano l’Italia, non ultimo il nostro Presidente Giorgio Napolitano, che non finiremo mai di ringraziare. L’unico consiglio che mi sento di dare alla nuova squadra di governo è:

“Fate tutto il contrario di quello che ha fatto il Governo testè rottamato e il contrario anche di diverse idee che circolano negli ambienti di sinistra, ritornando, comunque, a quella superiorità morale di cui si sono sempre vantati, giustamente, i vostri predecessori, nell’immediato dopoguerra”.

Facendo così, sicuramente,  il successo e la nostra gratitudine saranno assicurati.

In questi giorni si parla di un Governo a guida del Professor Monti, illustre economista, l’unico capace, dicono, di dare credibilità al nostro paese, per la sua grande levatura tecnica. 
In economia, dicono che Monti sostenga: 
il mercato, le liberalizzazioni e il rigore dei conti pubblici.
E' un buon biglietto da visita e spero che si muova esclusivamente in questo ambito, e colpisca, perciò, i privilegi e gli evasori; attui, poi, una politica di equità fiscale e contributiva ( non devono pagare solo i poveri!) e, soprattutto, abroghi la legge Porcellum, varandone un'altra, che ridia la scelta al popolo, unico detentore della sovranità dello Stato.,
Credo che, oggi, non abbiamo altro scelta, se non quella di accettare un Governo Tecnico, ma spero che questo sia solo un regime, a tempo limitato, dettato dalla grave contingenza del momento, così come avveniva nella Roma Repubblicana quando veniva nominato un "dittatore" solo per il tempo necessario a risolvere il problema insorto.
Personalmente non gradisco molto i tecnici, specialmente quelli imposti dai mercati e dalle banche, banche che, per altro, sono state salvate, poco tempo fa, dagli Stati e dai sacrifici della loro gente, e a cui, ora, pare, vogliano imporre la loro guida.
Si ha, infatti, questa strana ed inquietante sensazione! Spero, cioè, che non sia una manovra delle banche per imporre nuovi ed ulteriori sacrifici alla gente, mentre la speculazione capitalistica, annidata dentro di esse, si arricchisce ulteriormente.
(Per inciso, Draghi e Monti hanno anche lavorato per la Goldman Sachs, una delle più grandi e affermate banche d'affari del mondo). Absit iniuria verbis!
La penso, comunque, come Platone, che riteneva tale tipo di governo una iattura, in quanto il tecnico, al governo, a lungo termine, combina solo disastri, perché convinto di saper risolvere tutto e da solo; anche le situazioni che non capisce e di cui non sa nulla.
La politica, l’abbiamo già detto, invece,  è l’arte della mediazione e, quindi, della sintesi tra le varie soluzioni che circolano, per ogni problema, in una società in continuo cambiamento.
Mi auguro quindi che la politica, in tempi celeri, riprenda il suo primato, per primo quello morale, e diventi espressione della società civile, ascoltandola e risolvendo le istanze che da essa provengano. 
Questa volta l’augurio di “in bocca al lupo” ce lo rivolgiamo a noi stessi!

Vi abbraccio!