mercoledì 7 dicembre 2011

SCUOLA, CULTURA E ASSOCIAZIONI, EUROPEE. NOSTRO PRESENTE, NOSTRO FUTURO!

Care amiche e cari amici,

da giorni non si fa altro che parlare di crisi, di default, di Euro, di governo Monti, di decreto salva Italia, di diktat dell'Europa, e, così, anche noi, a “un caffé da Graziella,” siamo tutti concitati nell'esprimere le nostre opinioni e a commentare le notizie che quasi ci dimentichiamo della nostra crema di caffè e della nostra rosa rossa, simbolo di amore, che fa bella mostra di sé davanti ad ognuno di noi.
Oggi, però, più che parlare di Monti, e di tutto il resto, vi vorrei parlare proprio di Europa e dell'importanza che la Scuola e la Cultura, Europee, hanno avuto nel nostro presente e soprattutto avranno nel nostro futuro.
E ve ne voglio parlare a dispetto di alcuni (che fino a pochi giorni fa erano, da padani, anche ministri italiani) che parlavano di culture autoctone regionali, di orticelli sempre più delimitati e vietati ai non residenti; concetti, ormai ridicoli e osceni,  in un mondo che ormai è lanciato verso la globalizzazione culturale tramite i media e il web.

Voglio iniziare, da un particolare periodo storico dell'Italia e dell'Europa, cioè, dal periodo che va dal dopoguerra fino ad oggi, e voglio sottolineare, innanzitutto, la geniale intuizione di uomini straordinari, che hanno avviato e perseguito l'idea  di creare una unica Nazione, l'Europa, organizzata in modo federale e, poi, voglio parlarvi del lungo cammino percorso, finora, per la sua concretizzazione.
Il nostro racconto parte, infatti, dalla visione straordinaria di alcuni grandi politici (De Gasperi, Schumann, Adenauer, Spak ed altri) che, pragmaticamente, concepirono una Europa da unire in una unica nazione e soprattutto da far crescere in pace. 
Voglio, poi, evidenziarvi che l'affermarsi di questa idea ha prodotto, nel tempo, una trasformazione profonda delle singole società nazionali. 
Come la storia insegna, la diffusione di quello che sembrava una utopia ha camminato, per prima, sulle gambe dei mercanti che, per le esigenze specifiche tipiche del loro mestiere, hanno sempre bisogno di frontiere aperte e di buona accoglienza nei luoghi deputati alla loro attività.
Poi questa idea è stata recepita dal mondo della cultura europea e dell'associazionismo ad esso collegato, che ne ha elaborato le basi ed i temi e li ha propagandati nella società civile, che, successivamente, li ha approvati ed infine li ha consegnati alla Politica, nelle diverse nazioni, per l'attuazione.
Questo post, in occasione dell'avvicinarsi della Settimana Europea, vuole essere un omaggio a tutte le varie Associazioni Federaliste ed Europeiste che sono nate in quel periodo, e, all'interno delle quali, infatti, sono stati concepiti, sono stati dibattuti e si sono sviluppati i temi specifici che hanno contribuito a fondare in modo solido le basi di questo grande movimento europeistico e federale. 
Non ne farò i nomi, essendo tante e, soprattutto, anche, per non fare un eventuale torto ad alcune, omettendone la citazione.
Da allora, sulla loro spinta e dalla loro elaborazione teorica, tra alti e bassi, in cinquant'anni,  sono nati e si sono consolidati i diversi Organismi Istituzionali Europei, e l'area europea comunitaria, man mano, si è allargata con l'ingresso di altri paesi. 
La storia del lungo cammino verso una Europa Federale la si può leggere sui libri ufficiali dedicati all'argomento, ma essi, per lo più, riportano una elencazione di trattati e la riproposizione dei loro contenuti, ma non ne rivelano il lungo travaglio di idee che hanno portato alla loro stesura. 
Si rimane piacevolmente sorpresi, quando, invece, la stessa storia viene letta da angolazioni diverse, quali sono quelle dal punto di vista delle associazioni, in particolare, di quelle associazioni formatesi all'interno del mondo scolastico delle diverse nazioni, dalle elementari alle medie superiori.
Infatti, queste associazioni di derivazione scolastica, più di altre, sono state in prima linea nel propagandare l'idea di una Europa Unita e si sono adoperate fattivamente, soprattutto, nel creare e  formare il “cittadino europeo”
Lo hanno potuto fare perché la "Scuola Pubblica" è,  comunque, l'ambiente d'eccellenza in cui è possibile fare ciò, in maniera ottimale . 
Infatti, la "Scuola Pubblica" è stata e sarà sempre l'unica Istituzione, in grado di perseguire e concretizzare anche le utopie, in quanto, naturalmente, è pervasa, oltre che da grande cultura, anche da “un inguaribile ottimismo a sperare in un futuro migliore per i giovani che educa" e, in cui è possibile mobilitare le risorse di tanti bravi professori dotati, soprattutto, di buona volontà,  che non dimenticano mai il loro magistero educativo
Se i giovani che si approcciano per la prima volta ad avvenimenti così importanti, conoscessero, anche, la storia della vita di queste Associazioni scoprirebbero che all'interno delle stesse vi è stato un lungo travaglio per la formazione, il consolidamento e la concretizzazione di idee, che, poi, hanno portato alla attuale situazione politica e sociale che, oggi, appare, ai loro occhi, come normale ed acquisita. 
I giovani scoprirebbero, così, che la realtà politica e sociale europea odierna, è frutto, invece, di varie conquiste culturali protrattesi negli anni; imparerebbero che le Istituzioni Comunitarie sono state la concretizzazione di idee nate e sviluppate in queste associazioni europeiste.  
Quelle nate all'interno delle Scuole Pubbliche di ogni Stato Europeo,
  • hanno, infatti, soprattutto, sostenuto ed inculcato ai giovani l'idea della Unità dell'Europa sul piano politico, economico, sociale e culturale; 
  • si sono schierate sempre per la pace, per la democrazia, per la solidarietà, per la giustizia, per l'ecologia e per la prosperità in tutte le regioni europee; 
  • si sono sforzate di trasmettere il principio di integrazione federale nel lavoro scientifico, sia sul piano dell'insegnamento pratico che teorico;
  • si sono impegnate a rispettare i diritti dell'uomo, a esercitare la tolleranza e a rifiutare il nazionalismo, la xenofobia e il razzismo.
Per la maggior parte dei giovani europei, come detto, tutti questi concetti sono ormai quasi totalmente acquisiti, e fanno parte del loro DNA di “cittadini europei”, ma, essi devono, altresì, comprendere che questi concetti erano considerati utopie da parte dei governanti che si affacciavano sulla scena politica del dopoguerra, dopo il lunghissimo periodo di oscurantismo dittatoriale, per l'Italia e la Germania, e di forti Nazionalismi ancora imperanti nelle restanti nazioni.
Senza queste associazioni e le idee nate e sviluppate, con appassionanti dibattiti al loro interno, le società europee non si sarebbero mai trasformate e non saremmo potuti arrivare al primo trattato di Roma del 1951, al trattato di Shengen del 1985, al Trattato di Maastricht del 1992, al trattato di Nizza del 2000 e all'ultimo trattato di Roma del 2004, quello relativo alla Costituzione europea.

Comunque il cammino verso la formazione di una Europa Federale Politica non è ancora finito, così come non è ancora finito il lavoro delle  tante Associazioni che, per fortuna, possono vantare, al loro  interno, grandi convinzioni e grandi energie culturali.
Possiamo sperare che, con il loro prezioso apporto, riusciremo, quindi, a creare una vera Europa Politica e non solo un'Europa di Mercanti; una Europa che, finalmente, abbia politiche uniche nei vari campi: dalla economia alla scuola, dalla sicurezza agli affari esteri, dal lavoro alle politiche ambientali e così via.
Tutto questo sconquasso che sta vivendo l'Europa per la crisi dei mercati mondiali e il riaffiorare di egoismi nazionali, forse li avremmo potuti evitare se ci fosse stata una politica unica per la difesa dell'euro e della economia europea a fronte di questa dissennata speculazione finanziaria, in quanto avrebbe costretto le nazioni ad avere attenzione al loro debito pubblico già da almeno dieci anni.
Solo così, inoltre, possiamo sperare che i Giovani, formati in una scuola pubblica, europeista  e federale, protetti da leggi comuni che permettono ancor più mobilità per gli studi e per il lavoro, e, quindi, attraverso i momenti più importanti della loro vita, faranno attecchire nelle coscienze l'idea e la affermazione politica degli "Stati Uniti d'Europa".  

Questo significherà che la cultura europea, tramite una Scuola Pubblica, diventata Europea, sarà un "diritto" dei cittadini al pari di quelli ritenuti inalienabili.

Questa sarà, quindi, la prossima sfida che attende il mondo dell'Associazionismo e la Istituzione Scuola Pubblica.


In particolare quest'ultima, pur appartenendo, nelle sue componenti, al singolo territorio e alle sue peculiarità culturali, deve acquisire, come valore aggiunto e vivificante, una cultura rigorosamente europeista.


La Cultura, la Scuola e le Associazioni, europee, saranno, perciò, il nostro futuro! 

Un abbraccio





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